Abderrahim Fakir:
l’ennesimo omicidio di Stato

Comunicato dell’Esecutivo nazionale del Pdac
Abderrahim Fakir, lavoratore di origini marocchine, è stato brutalmente assassinato nel quartiere Pilastro di Bologna domenica 20 luglio. La sua morte ha un significato ben preciso: razzismo, xenofobia e violenza di Stato.
Fakir è stato ucciso anzitutto perché era un lavoratore non nativo: benché vivesse in Italia da molti anni, le sue origini marocchine contribuiscono a spiegare quello che è avvenuto domenica. La polizia lo ha trattato con una brutalità che probabilmente non avrebbe usato con una persona di origini italiane: spray urticante, messa a terra, polsi ammanettati dietro schiena e caviglie legate. È stato immobilizzato solo perché era in stato di forte agitazione. Non rappresentava nessun pericolo per nessuno: la sua principale «colpa» erano le sue origini nordafricane.
Sappiamo che le forze di polizia, all’occorrenza, non esitano a usare metodi violenti in ogni occasione che ritengono utile: i casi Aldrovandi, Giuliani e Cucchi ci ricordano che chiunque in questo sistema può diventare vittima della violenza dello Stato borghese. Ma, come succede con l’Ice negli Usa, le origini non autoctone sono un’aggravante agli occhi dei difensori dell’ordine costituito.
Anche il ritardo nei soccorsi e il fatto che nessun operatore sanitario, nemmeno quelli presenti sul posto, sia intervenuto per cercare di salvare Fakir – che soffriva di asma e problemi cardiaci - è emblematico: una tragica dimostrazione di come il razzismo dello Stato borghese contamini anche le coscienze dei lavoratori e delle lavoratrici.
Il governo delle destre non ha perso occasione per esprimere il proprio brutale volto, limitandosi ad esprimere fiducia e solidarietà nei confronti delle forze di polizia. Al contempo, il sindaco di Bologna (Partito Democratico) si è limitato a ipocrite dichiarazioni di cordoglio, ribadendo la sua fiducia nello «Stato di diritto».
La verità che noi denunciamo è un'altra: lo Stato borghese e le sue forze di polizia – quelle che Engels definiva efficacemente «bande armate del capitale» - agiscono in rappresentanza degli interessi dei capitalisti. E i capitalisti hanno interesse a fomentare xenofobia e razzismo al fine di sfruttare manodopera immigrata sotto ricatto a basso costo. Lo Stato borghese è lo Stato del diritto del più forte, di chi fa profitti miliardari sfruttando lavoratori immigrati con metodi schiavisti. Non è un caso che Fakir abbia lavorato per molti anni nel settore della logistica come facchino: questo, probabilmente, ha contribuito a peggiorare le sue condizioni di salute.
Giudichiamo ipocrite anche le prese di posizione di esponenti di Avs in Parlamento: mentre esprimono sdegno, i rappresentanti di questa coalizione politica si preparano a un’alleanza di governo, il cosiddetto Campo largo, per andare a gestire gli interessi di questi ricchi capitalisti che, di fatto, sono i mandanti dell’omicidio di Fakir.
Per Alternativa comunista c’è una sola strada per sconfiggere razzismo e xenofobia: è la strada della lotta di classe e della rivoluzione socialista. Esprimiamo il nostro appoggio alla decisione del Si.Cobas e di altri sindacati di base di proclamare sciopero nel settore della logistica a Bologna. Siamo al fianco della popolazione del quartiere Pilastro che è scesa in strada per protestare contro la morte di Fakir. Non c’è alcuna «chiarezza» da fare, è tutto chiarissimo: solo quando lo Stato borghese sarà distrutto e le fabbriche saranno sotto controllo dei lavoratori e delle lavoratrici potremo smantellare razzismo, xenofobia e violenza poliziesca.
20/7/2026
























