Le lotte dei precari e dei disoccupati in Campania
Progetto lavoro: questi fantasmi...
Rossella Bosco
Una delibera della giunta provinciale salernitana, risalente al giugno scorso, ha stimato la presenza nel territorio provinciale di 200 mila disoccupati. Da questo computo sono esclusi i disoccupati del capoluogo per i quali non esiste un censimento ufficiale. Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, provvede direttamente all’assunzione di giovani e meno giovani senza lavoro, attraverso agenzie interinali a lui facenti capo. Sulla scia del fallimentare “Progetto I.So.La.” (inserimento sociale al lavoro), da tempo in atto a Napoli, partorito dal governatore regionale Bassolino e dall’assessore al lavoro Gabriele (Prc), l’assessore provinciale al lavoro Cariello (Prc), vorrebbe emulare il suo mentore regionale. Tale progetto prevede un emolumento di 1000 euro mensili per ogni lavoratore disoccupato che viene “generosamente” invitato a prestare la propria opera per un anno di work-experience. Dunque, i padroni, improvvisati formatori, trarranno benefici economici e fiscali, mentre i lavoratori saranno invitati nella maggior parte dei casi a non presentarsi al lavoro usufruendo di un mensile di 500 euro.
Il casus belli è offerto da Trenitalia che chiede ottanta disoccupati per sostituire altrettanti lavoratori addetti alle pulizie messi in cassa integrazione. I disoccupati rifiutano la logica del divide et impera padronale. Nella provincia di Salerno, l’assessore Cariello prende gentili e cortesi contatti con diversi comitati di disoccupati e promette di fare come e meglio di Napoli. A ottobre la montagna partorisce il topolino; dai 2000 posti richiesti si scende a 1000 poi si chiude a 500, con la nascita del progetto “conoscenza e lavoro”, per il quale sono previste quattrocentocinquanta ore di formazione ma senza percorso lavorativo. Tutto ciò sarà possibile se l’assessore regionale al lavoro Gabriele darà il suo beneplacito.
Dunque, serve necessariamente l’organizzazione di comitati di disoccupati, lavoratori, precari e studenti realmente combattivi. La prospettiva dell’emigrazione per uomini e donne, giovani e meno giovani, oggi rappresenta l’unica alternativa allo stato di indigenza. La presenza nel territorio salernitano di focolai di lotte vede impegnato in prima linea il PdAC e i suoi militanti nella costruzione di una piattaforma politica nella quale sia centrale il diritto al lavoro. L’unione fra lavoratori, precari, disoccupati e studenti sarà la forma di lotta davanti alla quale i ricatti politici-padronali dovranno cedere le armi e dare risposte chiare e definitive.




















