Partito di Alternativa Comunista

La lotta delle donne

La lotta delle donne

 

Pubblichiamo due documenti prodotti dalle compagne del PRT-IR di Spagna, membro, come il PdAC, della Lit-Ci, Lega Internazionale dei Lavoratori-Quarta Internazionale. Il primo è tratto dal Documento delle donne “Per la costruzione di un movimento veramente di classe, combattivo e indipendente” discusso e approvato nel III congresso del partito (dal Bollettino n.4 – III Congresso del PRT) e traccia un bilancio critico del governo Zapatero per gli aspetti che riguardano le politiche per le donne.

Il secondo contributo, scritto in occasione della data del 25 novembre: giornata di lotta contro la violenza di genere, è tratto dal numero 42 del mese di novembre 2007 di A luchar por el socialismo, periodico del PRT ed esprime l’illusorietà delle leggi sulla Violenza di genere e sulla Dipendenza, varate dal governo Zapatero. (La redazione)

 

La Politica del governo (Zapatero)

Il governo Zapatero, è nato dalla sconfitta del governo Aznar; un governo molto debole, coperto fin dal suo inizio dalla burocrazia sindacale del Cc.Oo e Ugt e dalle direzioni opportuniste di Erc e Iu. Un governo i cui obiettivi fondamentali erano imporre un forte arretramento ai lavoratori, implementando le politiche neoliberali; avere il consenso della borghesia, sconfiggere il movimento per l’autodeterminazione e resuscitare il ruolo imperialista spagnolo. E dall’altra parte approvare riforme che presuppongano di rompere con il progetto liberale e che servano per guadagnare un elettorato di sinistra moderata; per questo ha ritirato le truppe dall’Irak, ha approvato la legge contro la violenza di genere e la legge per i matrimoni gay.

Il governo vuole perseguire la politica di porre fine alla disuguaglianza tra i generi da un lato approvando leggi, come se questa fosse un problema di leggi, affrontandola così da un punto di vista borghese, non andando alle vere cause del problema che sono il sistema capitalista e il patriarcato. E mentre parla di uguaglianza tra donne e uomini firma con i sindacati Cc.Oo e Ugt una riforma del lavoro che invece di avanzare nelle politiche di uguaglianza, ha prodotto l’effetto contrario: più precarietà, diminuzione dei salari, licenziamenti e aumento delle ore lavorate senza remunerazione, assumendo un modello di lavoro e sociale non protetto, basato sulla riduzione dei diritti sociali, la privatizzazione dei servizi pubblici e incentivi fiscali alle imprese.

Tutte queste politiche sono state avallate dalle organizzazioni politiche e femministe con l’argomento che rappresentano un passo avanti nell’uguaglianza tra uomini e donne, senza mettere in discussione in nessun momento le vere cause della disuguaglianza: il capitalismo e il patriarcato.

 

 

Porre fine alla violenza di genere, alla disuguaglianza, all’oppressione e allo sfruttamento.

Quanto più il governo Zapatero parla di progresso, civiltà e stato di benessere, approvando leggi e misure che dicono di promuovere l’uguaglianza e di sradicare la violenza di genere, maggiore è il contrasto tra le parole ed i fatti. Due anni di “Legge integrale contro la violenza di genere” non ha evitato che 140 donne siano state assassinate dai loro (ex)partner, mentre la vicepresidente del governo si riempie la bocca affermando che la Spagna è oggi “un paese migliore, più giusto e più degno”. Combinando la “Legge integrale” con la “Legge sulla dipendenza” (che istituisce una serie di misure per l’assistenza ai non autosufficienti – ndr -), abbiamo tutto il contrario di quello che ci vendono: confinamento delle donne in casa, mancanza di attenzione pubblica di qualità a persone non autosufficienti e a donne maltrattate, maggiore sfruttamento e crescente privatizzazione dei servizi sociali. Con finanziamenti molto bassi e distribuiti in maniera diseguale tra le comunità autonome (regioni – ndr- ), gran parte dei territori non dispongono di centri di sostegno integrale, utilizzando in molti casi alloggi e ostelli improvvisati, inoltre è nota la carenza di lavoratori e lavoratrici specializzati per assistere le donne maltrattate. La legge Integrale contro la violenza esclude inoltre alcuni gruppi, come le donne immigrate senza permesso di soggiorno, tossicodipendenti o prostitute. D’altra parte le donne ci pensano due volte prima di richiedere la disposizione di allontanamento, dato che non sempre la “giustizia” sta dalla sua parte, lasciandola in una situazione di maggiore vulnerabilità quando la sua richiesta viene negata. A.S.

 

Mobilitiamoci contro la violenza di genere, lottiamo contro il sistema capitalista patriarcale e le leggi del governo!

 

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