Partito di Alternativa Comunista

Appello della Cob, della Conlutas, di Batay Ouvriy

Appello della Cob, della Conlutas, di Batay Ouvriyé e della Tcc

 

Incontro latinoamericano

e caraibico dei Lavoratori

 

La Centrale Operaia Boliviana (Cob), il Coordinamento Nazionale delle Lotte (Conlutas del Brasile), Batay Ouvriyé di Haiti e la Tendenza Classista e Combattiva (Tcc) dell’Uruguay, hanno appena lanciato la convocazione per realizzare un Incontro Latinoamericano e Caraibico dei Lavoratori, che si svolgerà nei giorni 7 e 8 luglio 2008 a Betim (Minas Gerais, Brasile), con la parola d’ordine Molte Voci. Una Sola Lotta.

 

La Lit-Ci saluta ed aderisce a questa convocazione perché ritiene che l’incontro possa trasformarsi in un fatto storico per i lavoratori latinoamericani e caraibici, un passo molto importante verso la costruzione di un’organizzazione sindacale continentale che sviluppi e rafforzi la sua capacità e propensione alla lotta, già ampiamente dimostrata.

 

Nella regione già operano due organizzazioni sindacali internazionali. Una di esse è la Confederazione Sindacale Internazionale (Csi), recentemente sorta dalla fusione della Ciosl e della Cmt, di ideologia socialdemocratica e social cristiana. In essa operano i sindacati “amici” dell’imperialismo Usa ed europeo e della maggioranza dei governi borghesi del continente. Sono i sindacati difensori delle privatizzazioni e dei piani di aggiustamento. È la più forte in termini di apparato e di maneggio di fondi.

 

La seconda organizzazione è la Federazione Sindacale Mondiale (Fsm) stalinista che, dopo la crisi vissuta con la caduta dell’Urss e la restaurazione capitalista negli ex stati operai, ha cominciato a riorganizzarsi da Cuba. Nonostante la sua fraseologia di “sinistra”, è anche un apparato burocratico “amico” di altri governi borghesi come quello di Chávez, in Venezuela, o di Correa, in Ecuador.

 

Nessuna delle due organizzazioni costituisce una base sulla quale i lavoratori possano appoggiarsi per lottare. Al contrario, sono un freno ed un ostacolo per questa lotta, come evidenziarono nei processi rivoluzionari degli anni scorsi, quando la loro principale preoccupazione fu quella di “spegnere gli incendi” e salvare la pelle dell’imperialismo e dei governi borghesi. Questa, appunto, è una delle grandi contraddizioni del processo nel continente: lotte molto intense che non trovano la loro espressione nella nascita di forti organizzazioni sindacali combattive.

 

Ciò che invece è sorto, fuori di queste organizzazioni burocratiche e pro borghesi, od anche operando al loro interno, sono numerosi sindacati od opposizioni sindacali che vogliono e cercano di lottare contro l’imperialismo, i padroni e gli attacchi dei loro rispettivi governi.

 

Da questo punto di vista, quest’appello è un riflesso del processo di ascesa rivoluzionaria che vive la regione da vari anni e si è espresso in diversi paesi ed in forme differenti. È proprio quest’ascesa rivoluzionaria a scontrarsi contro queste burocrazie sindacali (siano esse proimperialiste o di “sinistra”) e danno luogo al sorgere di nuovi dirigenti e nuove organizzazioni sindacali. È sempre quest’ascesa rivoluzionaria a porre all’ordine del giorno, come obiettivo attuale, di progredire in un coordinamento delle lotte nell’America Latina e nei Caraibi.

 

Il significato dell’appello

 

In questo quadro, l’appello all’Incontro ha un significato profondo, sotto vari aspetti. Vediamo i più importanti:

 

a)      Costruisce un programma di lotta comune per tutti i paesi latinoamericani e caraibici, che include punti centrali della lotta antimperialista, delle rivendicazioni operaie e popolari e della lotta contro le politiche dei governi del continente.

 

b)     Può permettere di progredire nel coordinamento delle lotte che oggi sono in corso, isolate e separate in ogni paese, nonostante abbiano, come abbiamo visto, assi e nemici comuni. Se le condizioni e gli accordi l consentiranno, ciò potrà esprimersi in una qualche forma di coordinamento permanente, a partire dallo stesso Incontro. In ogni caso, sarà un primo passo in questo senso e, al tempo stesso, permetterà l’ingresso di altre organizzazioni, oltre quelle che oggi l’hanno convocato.

 

c)      Può conseguire un’incidenza concreta nei processi di ogni paese. Come abbiamo segnalato, in diversi paesi (Argentina, Paraguay, Perù, Ecuador Costa Rica, ecc.) si stanno verificando ampi processi di riorganizzazione sindacale e la nascita di nuove direzioni. Tuttavia, per la maggior parte si tratta di fenomeni isolati, senza una spinta organizzativa che li unifichi nazionalmente. L’appello all’Incontro, e lo sviluppo delle attività preparatorie, può fungere da catalizzatore e da asse unificante di questi processi a livello nazionale. La realizzazione di incontri nazionali preliminari per discutere l’appello, elaborare contributi, eleggere rappresentanti, ecc., può essere molto importante in questo senso.

 

Per la Lit-Ci, l’appello all’Incontro riannoda, nei fatti, il filo spezzato dell’internazionalismo operaio, a partire da un programma concreto di lotte comuni. D’altro lato, è consapevole che quest’internazionalismo operaio non può nascere da una “unità di apparati”, separata dai lavoratori, bensì come una costruzione dei lavoratori stessi. Per questo, lo ripetiamo, la Lit-Ci aderisce all’appello e chiama i suoi militanti a sostenerlo con tutte le loro forze.

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