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Contro l'accordo sulla rappresentanza PDF Stampa E-mail
mercoledì 16 luglio 2014

Contro l'accordo

sulla rappresentanza

Intervista a Bahysha Hamid, lavoratrice delle cooperative

 

 

a cura della sezione Pdac Bergamo

 

foto per intervista

 

 

Incontriamo la compagna Bahisha Hamid, lavoratrice in lotta, iscritta alla Cub, che ha partecipato alla contestazione contro l'accordo sulla rappresentanza del primo maggio a Bergamo (con occupazione del palco e cacciata dei burocrati dei sindacati confederali) organizzata da iscritti e attivisti del sindacalismo di base e alle realtà locali di No Austerity.

Bahysha, qual è la tua situazione lavorativa?

Hamid B.: Sono in Italia da 26 anni ed ho sempre lavorato in modo onesto. Da 13 anni sono dipendente della cooperativa di “logistica integrata” Co.ma.ri, con sede a Bergamo. La situazione è diventata particolare dopo che l’azienda dove lavoravo ha deciso di “fare entrare” una cooperativa (la Co.ma.ri, appunto). Il responsabile di quest’azienda mi ha assicurato che avrei ricevuto lo stesso stipendio anche da dipendente della cooperativa ed io, purtroppo, ho accettato senza la minima esitazione. La situazione non ha tardato a dimostrarsi per quello che in realtà era: con la cooperativa le condizioni di lavoro sono peggiorate, i ritmi vertiginosamente aumentati e, “naturalmente”, lo stipendio è diminuito. Tutto questo, “ovviamente”, è avvenuto sotto la continua minaccia del licenziamento.

Com’ è la situazione al momento in Co.ma.ri?

Al momento, intendo dopo che mi sono rivolta alla Cub per fare valere i miei diritti, posso dire che la situazione è migliorata anche se c’è una riduzione del lavoro “perché c’è la crisi”, come dicono in cooperativa. Dalla Cub ho avuto molte informazioni a proposito dei miei diritti, al contrario di quello che succedeva con il sindacato confederale cui ero precedentemente iscritta. Con gli altri lavoratori stiamo organizzando anche delle mobilitazioni fino ottenere quello che ci spetta e il supporto degli attivisti della Cub si vede anche qui.

Che ne pensi della mobilitazione del primo maggio scorso a Bergamo?

Penso si sia trattato di una manifestazione importante, vista la partecipazione allo spezzone, anche se simbolica. Secondo me dovrebbe essere un punto di partenza per arrivare al Ministero con una mobilitazione nazionale che imponga la chiusura di tutte le cooperative e la riassunzione dei lavoratori da parte delle aziende appaltanti. Con il decreto sulla rappresentanza (contestato anche dal palco a Bergamo) vogliono che finisca la possibilità di fare sindacato al fianco dei lavoratori.

Credi sia opportuno sostenere la campagna di No Austerity contro quest’accordo “della vergogna”?

Certo! Penso sia stato opportuno lanciare una campagna d’informazione e sia utile, dove possibile, lanciare una mobilitazione unitaria che porti al ritiro dell’accordo. In particolare nelle cooperative la situazione è pesante e se ci tolgono anche gli strumenti utili per “alzare la testa” contro lo sfruttamento la situazione diventa ancor più grave. E’ necessario inoltre abbattere le divisioni fra i lavoratori ed estendere i diritti a tutti, respingendo i contratti diversi nello stesso luogo di lavoro, che dividono i lavoratori in lavoratori di serie b e altri di serie c! Dobbiamo essere uniti per porre fine ad una colossale ingiustizia che fa comodo a tutti i padroni e che è tutelata dalla legge.

 
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