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mercoledì 08 ottobre 2008

SI È SVOLTO IL IX CONGRESSO MONDIALE DELLA LEGA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI ‑ IV INTERNAZIONALE (LIT‑CI)


 

 

Dal 23 luglio al 3 agosto si è svolto il IX Congresso Mondiale della Lit‑Ci. Sono stati giorni di intensi dibattiti nell’avvenimento più importante della vita interna di un’organizzazione internazionale. Oltre a tutte le discussioni fondamentali, fatte in un clima di grande fraternità, il congresso ha rappresentato un successo per tutti quelli che lottano per la ricostruzione della IV Internazionale.

 

I partecipanti

 

Hanno partecipato al Congresso organizzazioni della Lit di 18 paesi (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Perù, Venezuela, Paraguay, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Italia, Belgio, Portogallo e Russia) rappresentate da 22 delegati pieni e 9 delegati non pieni di organizzazioni simpatizzanti o che non hanno raggiunto il numero minimo di militanti richiesti per avere diritto ad un delegato pieno (con diritto di voto). Erano presenti anche militanti della Lit degli Usa. Per ragioni finanziarie, non hanno potuto essere presenti, oltre al delegato della Turchia, rappresentanti delle organizzazioni simpatizzanti di Uruguay, El Salvador, Panama ed Ucraina.

Hanno anche partecipato, come invitati, organizzazioni con le quali la Lit mantiene relazioni politiche, tra cui Batay Ouvriyé di Haiti, Okde‑Ep della Grecia, Freedom Socialist Party (Fsp) degli Stati Uniti, la Uit‑Ci (Unità Internazionale dei Lavoratori) e due organizzazioni dell’Argentina: It (Izquierda de los Trabajadores) e Fur‑Poder Obrero. Inoltre, al Congresso sono giunti saluti di militanti della Lit del Messico e dei gruppi Resistencia ed Acción Socialista, dello stesso paese.

Come è tradizione nei congressi dell’Internazionale, è stata eletta una Presidenza Onoraria, composta da dirigenti e militanti morti e da coloro che hanno dedicato la vita alla lotta rivoluzionaria. In questo Congresso, il nome di Nahuel Bruno, fondatore della Lit e suo principale dirigente, morto nel 1987, è stato al fianco di altri importanti dirigenti e militanti della corrente morenista che sono deceduti dall’ultimo congresso, cui è stato reso un caloroso omaggio per la loro traiettoria politica, fra i quali, Eduardo Espósito, Ernesto González, Jorge Guidobono, Eduardo Gómez (“Gardel”), José “Petiso” Páez e Juan Carlos López Osornio (il “Pelato” Matosas).

 

Le principali discussioni

 

Il Congresso ha discusso tre questioni centrali: la situazione dell’America Latina, il processo di Ricostruzione della IV Internazionale ed il problema della Morale Rivoluzionaria.

La discussione sull’America Latina ha affrontato la caratterizzazione e la politica dei rivoluzionari in relazione ai governi del Venezuela, della Bolivia ed agli altri governi di collaborazione di classe, ma principalmente al governo di Chávez. Sono state anche discusse la questione agraria e la serrata (lockout) della Confederazione padronale agraria argentina, nonché la riorganizzazione del movimento di massa, il ruolo e le prospettive dell’Elact (Incontro Latinoamericano e Caraibico dei Lavoratori).

Sul Venezuela, numerose organizzazioni di sinistra affermano che il governo Chávez è un governo rivoluzionario che conduce il paese verso il “socialismo del XXI secolo”. Altri dicono che è un governo operaio e contadino (o piccolo‑borghese rivoluzionario) che può arrivare a svolgere lo stesso ruolo di Fidel Castro, nella Rivoluzione Cubana del 1959. La Lit‑Ci, al contrario, afferma che quello di Chávez è un governo borghese, che poggia sulle Forze armate. È la borghesia che governa il paese e la classe operaia è totalmente estromessa dal potere dello Stato. Le nazionalizzazioni che Chávez ha fatto non sono parte di un piano del governo per espropriare l’imperialismo e la borghesia, bensì misure limitate per rafforzare la borghesia nazionale (specialmente il settore denominato “borghesia bolivariana”) e, d’altra parte, una risposta limitata alla pressione rivoluzionaria delle masse. Tutte queste caratteristiche confermano la posizione della Lit secondo cui in Venezuela, , ciò che viene riaffermato non è certamente il cammino verso il “socialismo del XXI secolo”, bensì un stato borghese semicoloniale ed un regime bonapartista che oscilla tra l’imperialismo ed il movimento di massa e che non esita a reprimere i lavoratori quando serve.

Il governo Chávez e gli altri governi populisti e di frontepopulisti dell’America Latina sono nemici delle masse ed usano il loro prestigio per contenerne la lotta rivoluzionaria, cercare di controllarle, demoralizzarle e sconfiggerle. Di fronte a questo, la Lit riafferma la sua strategia di rovesciamento di questi governi e la loro sostituzione con governi operai e contadini, cioè, con la dittatura del proletariato. In questa prima tappa, quando hanno ancora molto prestigio, la nostra tattica è spiegare pazientemente ai lavoratori il carattere borghese di questi governi, lottare contro la loro politica, incoraggiare la lotta delle masse per le loro rivendicazioni concrete e stimolare l’organizzazione indipendente della classe operaia. La politica centrale della Lit oggi in America Latina è cercare in ogni modo l’indipendenza della classe operaia per affrontare l’imperialismo e le borghesie nazionali.

Il dibattito sul progetto di ricostruzione della IV Internazionale è stato uno dei più importanti del Congresso. La situazione mondiale, di offensiva imperialista, ricolonizzazione della maggioranza dei paesi del mondo, politiche neoliberali, supersfruttamento dei lavoratori e la risposta di un’ampia azione rivoluzionaria delle masse nel mondo intero, dimostrano la necessità imperiosa di ricostruire la IV Internazionale, come forma per risolvere la crisi di direzione del proletariato e condurne alla vittoria le lotte contro il capitalismo e l’imperialismo. Questa è stata la battaglia di Trotsky. La Lit‑Ci, sin dalla sua fondazione nel 1982, si è sempre considerata uno strumento al servizio di questo compito strategico. Il IX Congresso della Lit è stato un progresso in questo senso. C’è stato accordo tra le organizzazioni presenti, con le quali la Lit sta discutendo, in relazione ai criteri per la ricostruzione della IV, già esposti da Trotsky negli anni ’30. È necessario basarsi su un programma, cioè sulla comprensione comune della realtà e dei compiti che proponiamo al proletariato in questo momento, e su accordi rispetto agli avvenimenti fondamentali della lotta di classe e sull’azione congiunta di tutti i rivoluzionari impegnati in questo compito. Per la cui gigantesca dimensione, lo sforzo per ricostruire la IV Internazionale deve essere di tutti i rivoluzionari, non solo di quelli che si rivendicano trotskisti, avendo come condizione che quelle relazioni siano basate su un metodo comune di onestà, franchezza e lealtà, cercando gli accordi e discutendo le divergenze con totale chiarezza.

Una delle questioni fondamentali in questo processo è la difesa di una morale rivoluzionaria. Per questo motivo, il congresso ha realizzato, su questo tema, una delle discussioni più ricche ed intense (v. articolo).

Il Congresso ha affrontato altri due temi fondamentali: la situazione dell’economia mondiale ed il processo di restaurazione del capitalismo nei paesi del Est europeo. Sull’economia, la discussione verteva sull’attuale crisi economica mondiale e le sue ripercussioni per la classe operaia. Il Segretariato della Lit ha presentato un documento che analizza i meccanismi della crisi, la caratterizza come una crisi classica di sovrapproduzione, provocata dalla caduta del tasso di profitto e sulla quale si può dire già che è la peggiore crisi del capitalismo dal crack del 1929, con ripercussioni per la classe operaia mondiale e tutti i paesi semicoloniali.

Malgrado il tema della restaurazione del capitalismo nei paesi dell’Est europeo fosse stato già discusso alcuni anni addietro nella Lit, questa questione è stata riproposta nel IX Congresso col proposito di affrontare il dibattito con le organizzazioni invitate, così come con le organizzazioni recentemente entrate nella Lit, come il PdAC dell’Italia ed i partiti dell’ex Cito, come il Pst della Colombia, che non hanno partecipato ai dibattiti precedenti sul tema. L’obiettivo non era votare un documento perché la stessa Lit non ha una posizione “ufficiale” sul tema, nonostante già si sia manifestata un’opinione maggioritaria al riguardo. Per questo motivo, sono stati presentati vari documenti che riflettono le diverse posizioni che esistono all’interno della Lit, oltre ad altri documenti elaborati da organizzazioni invitate, come la Uit e It.

Altre questioni sono state dibattute in Commissioni di Lavoro che hanno funzionato parallelamente ai dibattiti centrali del Congresso. L’obiettivo era approfondire alcuni temi per adottare risoluzioni alla fine dei lavori: Europa, Medio Oriente, Argentina e lotta contro l’Oppressione della Donna, alla discussione del cui tema si è dedicata un’apposita commissione.

Sono stati votati documenti sulla situazione in Europa (con aggiornamenti e contributi sulla lotta contro la settimana lavorativa di 65 ore e sui partiti anticapitalisti) e sulla situazione nel Medio Oriente. La discussione sull’Argentina si è incentrata sopra al conflitto tra il settore agrario ed il governo. C’è stata fu una forte polemica tra la posizione che caratterizza la “crisi agraria” come una serrata patronale reazionaria sostenuta dall’oligarchia rurale contro la quale i rivoluzionari debbono battersi (posizione difesa dal Fos, sezione argentina della Lit, e dalla stessa direzione della Lit), da una parte, e quella che considera la protesta come una lotta progressista dei piccoli agricoltori (posizione difesa dalla Uit e fa It). Dalla discussione, che sottende questioni di principio, sono emerse tre proposte di risoluzione: una di appoggio alla politica del Fos e della direzione della Lit (che è stata approvata all’unanimità nella sessione plenaria di delegati), un’altra, contrapposta, presentata da It, ed una terza, con un’analisi vicina alla posizione del FOS e della LIT, presentata dal Fur-Po, ma che considerava che le differenze non erano di principio.

La commissione che ha dibattuto la questione dell’oppressione della donna è stata la più partecipata del Congresso. Sono stati presentati tre documenti sul tema: una dalla Commissione delle Donne della Lit e dal Segretariato Internazionale, un altro dal Fsp degli Usa ed un terzo dal Pstu. Partendo da un accordo sulla necessità di avviare la lotta contro l’oppressione della donna in una prospettiva classista e socialista, c’è stato un intenso dibattito su come organizzare la lotta delle donne nonché il lavoro delle organizzazioni rivoluzionarie in questo settore.

Di seguito, il Congresso ha discusso il Documento di Bilancio ed Indirizzo di Attività, ratificando, in generale, l’analisi sul progresso avuto dalla Lit che la rende un riferimento per il raggruppamento dei rivoluzionari, evidenziata nella realizzazione dell’Elact. I delegati presenti al Congresso hanno discusso anche delle nuove e grandi sfide, che rendono manifesta la responsabilità delle organizzazioni della Lit nel processo di riorganizzazione del movimento operaio e la necessità imperiosa di fortificare le sezioni nazionali e crescere in numero di militanti e quadri per affrontare i nuovi compiti. In questo stesso senso, si è posto l’accento sulla necessità urgente di rafforzare la direzione dell’Internazionale per assumere queste nuove e grandi sfide.

 

Il IX Congresso conferma lo sviluppo della LIT

 

È stato un Congresso di successo, per il numero di nuove sezioni ed organizzazioni simpatizzanti presenti; la partecipazione attiva delle organizzazioni invitate ai dibattiti; i documenti presentati ed il livello politico delle discussioni; ed ha espresso il grado di avanzamento della Lit in questo momento.

D’altra parte, l’ultimo periodo ha mostrato il grado di sviluppo ed inserzione delle sezioni della Lit, cosa che si è rispecchiata nel Congresso e nell’importanza degli eventi realizzati nel periodo precongressuale, il Congresso della Conlutas e l’Elact, nei quali la militanza della LIT ha avuto un ruolo di rilievo.

In uno dei punti più importanti per l’Internazionale in questo momento, il compito di ricostruzione della IV, si sono avuti progressi molto importanti. Benché durante il Congresso non si sia giunti ad accordi concreti in direzione all’unificazione della Lit con le organizzazioni invitate, tutte esse hanno rivendicato l’importanza delle discussioni fatte nel Congresso, la maggioranza ha espresso il suo accordo con documenti come quello di Ricostruzione della IV e sulla Morale Rivoluzionaria, e tutte hanno manifestato l’intenzione di continuare a discutere con la Lit ed hanno condiviso la necessità del Seminario di Attualizzazione Programmatica, votato dal Congresso.

D’altra parte, il Congresso ha evidenziato che esistono ancora importanti divergenze che ostacolano un’unificazione immediata e che richiedono che le discussioni continuino. Tali divergenze, in alcuni casi, involgono questioni di principio, come il dibattito tra la Lit con la Uit ed It, sul conflitto rurale in Argentina che ci colloca in campi opposti in questo processo.

Tuttavia, ciò non ha impedito che la proprio It affermasse, alla fine del Congresso: “Questa è la Lit di Moreno”. Il dibattito con queste organizzazioni deve proseguire con la chiarezza e la franchezza con cui si è realizzata la discussione politica nel Congresso, perché l’obiettivo più importante che abbiamo davanti continua ad essere la ricostruzione della IV Internazionale, strumento fondamentale affinché la classe lavoratrice possa uscire vittoriosa nelle sue lotte contro il capitalismo e l’imperialismo in tutti i paesi del mondo.

 

 

La lotta per una morale proletaria e rivoluzionaria come parte della battaglia per la ricostruzione della IV Internazionale

[secondo articolo]

 

La necessità imperiosa di lottare contro la morale borghese e recuperare la morale proletaria e rivoluzionaria, come parte indissolubile della battaglia per la ricostruzione della IV, è stata intensamente dibattuta nel Congresso Mondiale della Lit.

Nella relazione di apertura della discussione, il compagno Caps, del Prt della Spagna, ha ricordato che “Per noi, questa discussione è molto lontana dal rispondere a qualche tipo di problema interno; essa risponde ad una necessità obiettiva, inevitabile, che ha a che vedere coi compiti di costruzione di un’Internazionale rivoluzionaria”. Ed ha insistito sul fatto che la questione morale è una questione “sine qua non”, sulla quale si deve avere accordo, senza la quale è impossibile costruire un’Internazionale in comune. Ha ricordato che Trotsky e Moreno diedero sempre un enorme valore a questo tema, sia da un punto di vista teorico, sia pratico.

Nel 1938, Trotsky scrisse un piccolo opuscolo, “La loro morale e la nostra”, in cui spiega che non c’è una morale universalmente valida, perché la morale è il prodotto dello sviluppo sociale ed ha un carattere di classe. La classe dominante impone alla società i suoi fini e definisce come “immorali” i mezzi che contraddicono quei fini. Trotsky non aveva nessuna concezione mistica della morale. Per lui, i problemi della morale rivoluzionaria si confondono coi problemi di strategia e tattica rivoluzionarie. Perciò, egli considerava impossibile il compito di costruire un partito rivoluzionario senza una morale indipendente in tutto dalla morale borghese. L’indipendenza di classe è indissociabile della costruzione di una morale indipendente dalla borghesia, di una morale proletaria. L’epoca in cui viviamo è l’epoca della decadenza capitalista, di una morale marcia, in cui ciò che prevale è il “tutto è consentito”, la morale decadente della borghesia, degli apparati e burocrati sindacali che, per distruggere l’indipendenza della classe, hanno dovuto, al tempo stesso, distruggere la morale proletaria.

Oggi, milioni di lavoratori giovani nel mondo si affacciano per la prima volta sul loro posto di lavoro. Quando si trovano di fronte ad un sciopero, quello che sentono della burocrazia sindacale è che devono essere “democratici”, che tutti debbono avere i propri diritti: chi vuole lavorare, lavora; chi non vuole, non lavora. E le leggi spiegano che lo sciopero, per essere “democratico”, deve garantire un minimo di personale che continui a lavorare. Quei giovani che cominciano a lavorare si misurano con questa ideologia, che è la morale borghese dominante e che distrugge la solidarietà tra i lavoratori e l’indipendenza di classe.

Per questo, se il progetto della Lit è la ricostruzione della IV Internazionale, affinché ciò sia possibile, è necessario recuperare la morale proletaria, la morale di classe, in uno scontro quotidiano con la morale borghese, la morale decadente, che penetra attraverso tutti i pori nel seno della classe lavoratrice. È necessario recuperare la solidarietà di classe, che deve esprimersi nella vita quotidiana dei lavoratori e che è tanto importante come modo di difendersi dagli attacchi del padronato, recuperare la morale proletaria come parte indissolubile della costruzione di un’organizzazione indipendente della classe lavoratrice come strumento di lotta contro il capitalismo e per una società socialista. È una battaglia strategica e tattica per la ricostruzione di quella morale proletaria che la borghesia, lo stalinismo e gli apparati sindacali hanno distrutto durante gli anni. Non c’è unità possibile della classe operaia, non c’è indipendenza possibile della classe senza questa ricostruzione, senza la lotta contro la morale degli apparati, che è una morale “lumpen”[1], la morale dei privilegi, della degenerazione tra i dirigenti sindacali, che vendono il proprio mandato al padronato, mostrando in tal modo che “ognuno ha il suo prezzo”. Questo tipo di morale è nefasto per i lavoratori.

È urgente, pertanto, recuperare la morale proletaria affinché la classe possa ritrovare il percorso della sua organizzazione indipendente. Ma non basta. È necessario recuperare anche la morale di partito e rivoluzionaria. Perché la decadenza della società capitalista sottopone a forti pressioni le organizzazioni di sinistra, che finiscono per praticare una morale borghese, degradata, che si manifesta in ogni tipo di atti di corruzione, frodi e manovre sleali, che niente hanno a che vedere con una morale rivoluzionaria. Questo processo è tanto grave che oggi vediamo perfino organizzazioni di sinistra che si proclamano marxiste, comprese alcune che ebbero la loro origine nel trotskismo, accettare denaro della borghesia per scegliere i propri candidati e così giungere in parlamento.

Recuperare la morale di partito e rivoluzionaria significa affrontare questi metodi, identificarli e combatterli quotidianamente. Significa affrontare e combattere il machismo ed ogni tipo di discriminazione ed oppressione contro le donne, i neri o gli omosessuali dentro il partito rivoluzionario. Perché il partito è un strumento che lotta per abbattere la borghesia e, per questo, deve avere una morale superiore, una disciplina di ferro, basata sulla massima fiducia e solidarietà tra tutti. Senza questa morale, è impossibile costruire una IV Internazionale che riesca ad andare fino in fondo nella lotta contro la borghesia. Per questo, questa discussione così importante nel Congresso della Lit, ha coinvolto tutte le organizzazioni presenti, i cui accordi in relazione a questa questione sono fondamentali per avanzare nel processo di ricostruzione della IV.

 

Principali risoluzioni

[terzo articolo]

 

Il dibattito sul progetto di Ricostruzione della IV Internazionale è culminato con la proposta di realizzare un Seminario sull’Attualizzazione del Programma di Transizione, da realizzare nel 2009. Il Programma di Transizione fu scritto per Trotsky, nel 1938, come base per la fondazione della IV Internazionale. Di fronte alle profonde trasformazioni verificatesi nel mondo dopo la caduta dell’Urss e la restaurazione del capitalismo negli ex stati operai, la Lit e le organizzazioni con le quali essa mantiene relazioni politiche fraterne si vedono davanti alla necessità imperiosa di procedere ad un aggiornamento del Programma di Transizione, come parte del processo di ricostruzione della IV Internazionale. Questo è il proposito del Seminario che dovrà essere convocato non solo dalla Lit, ma anche da tutte le organizzazioni presenti nel IX Congresso Mondiale, nella misura in cui esiste un accordo sull’importanza che assume l’aggiornamento programmatico nel compito di ricostruire la IV Internazionale.

 

Sostenere e sviluppare l’Elact

 

Considerando che la realizzazione dell’Elact è stato un progresso nella lotta per raggruppare l’avanguardia classista e combattiva della regione, il Congresso ha deciso che la direzione della Lit‑Ci e di tutte le sue sezioni nel continente hanno come centro della loro politica per la riorganizzazione del movimento operaio il rafforzamento dell’Elact, come strumento per l’organizzazione indipendente della classe lavoratrice nella lotta contro gli attacchi dell’imperialismo. Come deciso nel primo incontro, ora è il momento di promuovere la prima campagna dell’Elact, la giornata antimperialista da realizzare nella terza settimana di ottobre e che ha come asse continentale la parola d’ordine “Fuori le truppe dell’Onu da Haiti!”, insieme all’appoggio alle lotte antimperialiste che sorgano nella congiuntura e quelle che siano proprie di ogni paese in questo momento.

La seconda è la campagna contro la criminalizzazione delle lotte operaie e popolari e per la libertà sindacale, che ha come simbolo la situazione colombiana, che è già costata la vita di 5.000 dirigenti sindacali negli ultimi dieci anni, unita alle campagne che si sviluppano in ogni paese per quei compagni assassinati, incarcerati o sottoposti a processi giudiziari.

 

Lottare contro il machismo e l’oppressione delle donne

 

Il Congresso ha votato una serie di politiche per cercare di organizzare le donne lavoratrici e povere, che subiscono un supersfruttamento ed un aggravamento di ogni tipo di oppressione ed umiliazione in tutti i paesi del mondo. È stato categoricamente riaffermato che il machismo, in tutte le sue manifestazioni, è un’ideologia borghese che distrugge la classe lavoratrice e, pertanto, è incompatibile col programma rivoluzionario. Tra le risoluzioni adottate vanno annoverate quella che orienta tutte le sezioni della Lit ad assumere la questione della donna come parte delle proprie analisi e politiche per guadagnare le donne lavoratrici alla lotta rivoluzionaria e quella di costituire una Commissione delle Donne della Lit che spinga l’elaborazione teorico-programmatica dell’Internazionale sulla questione della lotta contro l’oppressione delle donne e di tutte le altre oppressioni.

 

Appoggiare le mobilitazioni in Europa

 

La commissione europea del Congresso Mondiale ha intensamente discusso sull’Europa, ricordando che alcuni paesi, come Grecia e Portogallo, sono in recessione da alcuni anni e che, ora, questa situazione ha già raggiunto Francia, Spagna, Gran Bretagna ed Italia, e si va estendendo all’insieme del continente, condannando milioni di lavoratori alla disoccupazione ed alla miseria. Questa crisi colpisce, in primo luogo, i lavoratori immigrati, minacciati da espulsioni massicce, dall’aumento della repressione, dall’applicazione della “normativa del ritorno”, meglio nota come la normativa “della vergogna”, oltre che dal deterioramento generale delle condizioni di lavoro.

La crisi economica e politica dell’Ue stanno provocando una reazione della classe lavoratrice. L’ascesa, molto concentrata in Francia negli ultimi anni, viene estendendosi a tutto il continente, benché la sua avanguardia sia in Francia, Grecia e Portogallo. La normativa delle 65 ore e le mobilitazioni contro gli attacchi ai lavoratori preludono ad una stagione di grandi lotte, soprattutto in Gran Bretagna, Italia e Grecia.

 

Risoluzioni sull’Argentina

 

Tutte le organizzazioni argentine che hanno partecipato ai lavori della Commissione che ha discusso questo punto nel Congresso hanno deciso, all’unanimità, di proporre alla direzione della Lit che continui a seguire gli avvenimenti politici in Argentina come una delle sue priorità, nel senso di aiutare a risolvere le divergenze che sono sorte sul tema nell’ultimo periodo, confidando che il metodo di intervento e continuità dei dibattiti permetta di superarle.

D’altra parte, il Congresso adottò una risoluzione che mette in chiaro che il modo corretto di affrontare questi eventi è sulla base delle definizioni della III e della IV Internazionale per la questione agraria, che, nei contadini, distinguono i potenziali alleati e nemici della classe operaia; che l’indipendenza della classe operaia e la lotta contro la colonizzazione ed il saccheggio imperialista, il cui principale simbolo è oggi la politica di espandere le piantagioni di soia, debbono essere la guida che orienti i nostri partiti; che è necessario lottare contro i piani imperialisti e delle multinazionali dell’agrobusiness, sostenuti dai governi e dai grandi produttori di soia. Perciò, la posizione corretta è ripudiare e combattere la serrata padronale, affrontandola con la lotta e l’organizzazione della classe lavoratrice rurale ed urbana ed i suoi veri alleati: le classi medie impoverite della città che sono state colpite da quel provvedimento padronale, ed i contadini poveri (quelli che non sfruttano forza lavoro altrui), attaccati dai padroni della soia ed esclusi dalle organizzazioni che hanno diretto la serrata. In un conflitto di questa natura, la politica dei rivoluzionari è separare il contadino povero da quelli ricchi. E, in questo caso, questa divisione si è verificata nella realtà, poiché i contadini poveri e le organizzazioni che li rappresentano sono rimasti estranei alla serrata dei padroni della soia, scontrandosi con essa. Pertanto, in questo caso, è inammissibile per organizzazioni rivoluzionarie la collaborazione politica coi latifondisti ed i contadini ricchi, rappresentati dalla Società Rurale ed altre organizzazioni. La complessità delle trasformazioni nelle campagne ci obbliga ad intensificare lo studio del tema per approfondire la nostra analisi, il nostro programma e le nostre orientazioni.



[1] Sottoproletaria (NdT).

 

(Traduzione di Valerio Torre)

 
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