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Dichiarazione della Ust del Venezuela PDF Stampa E-mail
mercoledì 01 ottobre 2008

Dichiarazione della Ust del Venezuela

SOLIDARIETÀ CON I LAVORATORI DI SIDOR

NO ALLA REPRESSIONE

 

I lavoratori di Sidor (...) hanno deciso di entrare in una situazione di conflitto da vari giorni, situazione che ha determinato vari scioperi della durata di ore. Il Ministero del Lavoro è entrato in scena come mediatore delle discussioni, facendo però proposte che chiaramente lo situano dal lato dei padroni (...). Venerdì 14 i lavoratori hanno deciso di riprendere il controllo delle porte e delle vie di accesso (...).

 

In risposta a quest’azione di legittima difesa dell’indipendenza sindacale e classista dei lavoratori, la Guardia Nazionale, facendo squadra con la polizia dello Stato Bolívar, si è brutalmente scagliata contro i lavoratori, lasciando come saldo 53 detenuti e 13 feriti, alcuni dei quali gravi.

 

L’Unità Socialista dei Lavoratori respinge energicamente la repressione della quale sono stati fatti oggetto i lavoratori di Sidor, che non ha nessuna giustificazione ed è molto lontana dal comportamento che deve avere un governo che si dice rivoluzionario. Non è la prima repressione che subiscono i lavoratori sotto il governo Chávez. Solo l’anno scorso i lavoratori petroliferi hanno subito la repressione della Guardia Nazionale e dei Riservisti in Zulia (caso delle trivelle) e in Anzoátegui (discussione del contratto collettivo), oltre ai lavoratori dei Sanitari Maracay (autostrada regionale del centro) ed agli impiegati pubblici (uffici del Ministero del Lavoro) (...).

 

Esigiamo la libertà dei detenuti e la cessazione delle persecuzioni degli imputati, perché i lavoratori ed i leader sindacali non sono delinquenti. Stop alla criminalizzazione della protesta lavorativa e sociale (...).

 

Questa aggressione deve essere punita. Non deve essere consentito che si stabilisca un precedente in grado di colpire l’integrità dei lavoratori. Esigiamo la punizione dei colpevoli materiali dell’aggressione e la destituzione dei responsabili politici, i ministri del lavoro, dell’interno e della giustizia, della difesa nonché le dimissioni del governatore di Bolívar (...).

 

La discussione del Contratto Collettivo (...), la terziarizzazione subita dal 71% dei lavoratori (...) e le stesse schiavizzanti relazioni di lavoro, dimostrano una volta di più che Sidor deve essere nazionalizzata. Non premiando però il padrone con un succoso indennizzo. Già ha tratto più del dovuto grandi profitti grazie allo sfruttamento dei lavoratori ed agli altri prezzi internazionali dell’acciaio. Nazionalizzazione senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori deve essere la rivendicazione in grado di unificare la lotta dei lavoratori di Sidor e di quelli che li appoggiano, perché va in difesa della nostra sovranità e della qualità di vita dei lavoratori (...).

 

Come lavoratori venezuelani abbiamo bisogno che i dipendenti di Sidor trionfino. È parte di una lotta nazionale per migliorare la qualità della vita dei lavoratori e delle nostre famiglie, per approfondire il processo rivoluzionario collocando la classe lavoratrice all’avanguardia del processo. È per questo che si rende necessario un Grande Incontro Nazionale dei Lavoratori, dei movimenti Popolare, Contadino e Studentesco che definisca un piano di lotte ed una piattaforma politica che proponga come asse la lotta per un piano economico dei lavoratori per l’obiettivo strategico di un governo dei lavoratori senza borghesi, burocrati e corrotti.

 

No alla repressione! Punizione dei responsabili!

Fuori il Ministro José Ramón Rivero ed il suo referente padronale!

Fuori il ministro Rodriguez Chapín e la sua politica repressiva!

Difendiamo l’indipendenza sindacale!

Per una contrattazione collettiva che risponda alle giuste domande dei lavoratori di Sidor!

Verso l’Incontro Nazionale dei Lavoratori e dei Movimenti Popolare, Contadino e Studentesco che unifichi le lotte!

 

Unità Socialista dei Lavoratori

16 marzo 2008

 
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