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domenica 25 maggio 2008

Lotte in Francia

Non è ancora finita!

 

(L'articolo che potete leggere qui sotto contiene informazioni tratte dal sito del Gsi, Gruppo socialista internazionalista, sezione francese della Lit)

 

In queste ultime settimane, la lotta di classe in Francia ha conosciuto un picco d’intensità con la mobilitazione massiccia e congiunta dei ferrovieri, degli studenti, dei lavoratori della funzione pubblica e del settore privato. Tutti lottano contro le conseguenze della politica voluta dal Medef[1] ed applicata da Nicolas Sarkozy. Dopo la sua salita al potere nello scorso mese di maggio, l’insieme della politica del governo è stata concentrata contro i diritti acquisiti dagli operai. Annunciando una volontà di “riformare” al più presto, Sarkozy ha successivamente accelerato la privatizzazione dell’università, attaccato il diretto di sciopero, rimesso in discussione la sicurezza sociale ed iniziato a distruggere il sistema pensionistico retributivo.

I lavoratori della Sncf e della Ratp si sono mobilitati per difendere il loro regime pensionistico, bersaglio di prima importanza per il governo. In effetti, l’allineamento dei regimi speciali al regime generale dei funzionari (già allineato su quello dei privati dopo la riforma Fillon del 2003) prefigura la messa in discussione dell’insieme del sistema delle pensioni nel quadro di una riforma globale delle pensioni private prevista per il 2008. Come Sarkozy stesso ha detto: “I regimi speciali non sono che l’aperitivo”.

Gli studenti si battono per fare sbarramento al completamento del processo di privatizzazione delle università. La legge Pécresse viene in effetti a portare a termine la distruzione dell’insegnamento superiore pubblico previsto dal processo di Bologne, ed applicato in Francia dal governo Jospin col nome di riforma Lmd.

Questi due attacchi, contro i regimi speciali e contro l’università pubblica, sono riforme fondamentali per il padronato. Non c'è niente in queste riforme che vada appena appena nell'interesse dei lavoratori o dei giovani. Dunque, non c’è niente da prendere ma tutto da lasciare. È l’abrogazione e il ritiro senza condizioni che bisogna imporre.

Forti della loro vittoria sul Cpe, i lavoratori ed i giovani si sono allora mobilitati con grande determinazione per far arretrare il governo. Le prime assemblee generali studentesche, il primo coordinamento, hanno da subito imposto l’unità con i lavoratori in lotta come elemento centrale della mobilitazione studentesca. Quest’unità si è realizzata il 20 novembre, giorno della prima grande manifestazione unitaria dopo l’inizio delle mobilitazioni.

Nondimeno, il governo ha finora tenuto bene. Il suo primo asso nella manica è il controllo delle direzioni sindacali attraverso delle organizzazioni politiche (Ps – Pc) che approvano la “riforma”. Il secondo è il silenzio assordante dei cosiddetti partiti di estrema sinistra in ordine alla lotta da condurre per far vincere le rivendicazioni.

La terza “riforma delle pensioni” nel 2008, già annunciata dal governo Sarkozy-Fillon, rimette in discussione i diritti acquisiti dagli operai da più di cent’anni, rimette in discussione nello stesso movimento, e a nome della “democrazia”, tutte le conquiste democratiche, calpestando ogni più piccola libertà in nome della “libertà” dei possidenti e degli sfruttatori. La riappropriazione dello sciopero, contro le burocrazie sindacali, da parte dei lavoratori e dei giovani mobilitati è una necessità vitale per il prosieguo della lotta.

 

(Traduzione dal francese di Valerio Torre).



[1] L’associazione degli industriali francesi: l’equivalente della nostra Confindustria (Ndt).

 
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