Partito di Alternativa Comunista
Logo
Menu principale
Home Page
Doppia oppressione
Politica italiana
Politica internazionale
Sindacato
Notizie locali
Progetto Comunista
Trotskismo oggi
teoria e formazione
Appuntamenti
Per ricevere le circolari
Per contattarci
Link
Fotografie
Lotte Immigrati
Chi siamo
Archivio Leon Trotsky
 
 
archivio trotsky

Simbolo del Partito di Alternativa Comunista

simbolo_pdac 

  simbolopermodulo

 

Documenti da scaricare


sindacato e lavoro
 
 
 
 
 
 
 
 

Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
logo lit-ci

Intervista a Russell Hoitt, disertore americano PDF Stampa E-mail
domenica 25 maggio 2008

Aumentano le diserzioni nell’esercito Usa

Intervista a Russell Hoitt, disertore americano

 

a cura di Riccardo Bocchese

 

Per capire il fenomeno della diserzione tra i soldati americani occorre conoscere il significato di questa sigla: Awol (Absent without leave), ossia allontanatosi senza permesso dal proprio reparto. Dopo 30 giorni Awol un soldato diventa tecnicamente disertore, anche se alcuni ritornano al proprio reparto e le autorità militari spesso non dichiarano un soldato disertore dopo 30 giorni Awol, perchè vogliono abbassare le cifre riguardo al numero reale dei disertori. Russell si è allontanato dall’esercito nell’Aprile 2007.

 

Ad oggi sappiamo di almeno sei militari dell’esercito Usa che hanno disertato dalla Caserma Ederle. Tu sei uno di loro. Puoi dirci quali erano i tuoi compiti e come è nata la tua decisione?

 

Mi chiamo Russell Hoitt e ho 24 anni. Ero un soldato di fanteria di stanza alla Caserma Ederle. Ho lavorato come fuciliere, artigliere e operatore radio. Parlando con altri soldati e informandomi su internet sono venuto a conoscenza che gli Usa non sono onorevoli durante la guerra come cercano di far emergere tramite i media e i reclutatori. Infatti ho appreso che crimini di guerra sono stati commessi regolarmente dalle forze statunitensi. Ho anche cominciato a capire che gli Usa si trovano in Iraq e Afghanistan per estendere la loro potenza militare verso est, e non per ragioni sentimentali come la fine del terrorismo o la rimozione delle armi di distruzione di massa o la liberazione di un popolo oppresso. Mi sono arruolato per liberare l’Iraq e l’Afghanistan da regimi oppressivi e per fermare il terrorismo, non per espandere un impero attraverso ostili prese di potere di altri paesi.

 

Alcuni disertori sono in prigione. Altri come te sono liberi perfino di entrare ancora alla Ederle. Come è possibile?

 

Ci sono diversi motivi. E’ più economico [per l’esercito] che si venga semplicemente congedati. Con le migliaia di disertori, è impensabile che si possano coprire le spese per il trasporto, il processo e la detenzione di tutti loro. Queste cose non ci vengono dette dai superiori. Le prigioni militari sarebbero piene di persone che non appoggiano la guerra. La maggior parte dei detenuti vengono riabilitati e rimarranno nell’esercito. Gli ufficiali non vogliono che i soldati facenti parte del movimento contro la guerra persuadano gli altri detenuti a lasciare l’esercito definitivamente. Sarebbe anche cattiva pubblicità per lo sforzo bellico statunitense se i media facessero sapere che 6.000 persone sono state imprigionate per diserzione.

 

Tra i soldati si viene a sapere delle diserzioni all’interno dell’esercito o vengono trattate come eventi isolati di cui non si deve parlare? Sei a conoscenza del fatto che all’interno delle forze armate statunitensi si sta sviluppando una resistenza?

 

I soldati pensano che la diserzione sia rara. Quelli che disertano vengono chiamati codardi o deboli dai sostenitori della guerra, anche se sono andati più di una volta in Iraq e Afghanistan. Non se ne parla. Il massimo che si può sentire, è: “Tizio e Caio hanno disertato”. Sono consapevole del fatto che molti soldati stanno disertando e venendo a conoscenza dei loro diritti legali riguardo all’abbandono dell’esercito. Sono addirittura di più i soldati che vorrebbero disertare ma sentono di non potere di quelli che già hanno compiuto questo passo. I generali fanno tutto quello che potevano per aumentare e mantenere il numero delle truppe. Inaspriscono il loro controllo sui soldati e i soldati reagiscono. Incolpano i disertori del loro abbandono. Non riconoscono la loro responsabilità per la diserzione dei soldati. Fino a che gli Stati Uniti non cambieranno le loro politiche di guerra e il modo in cui cerca di controllare le proprie truppe, la resistenza continuerà a crescere.

 

Pessimi stipendi e mancanza di cure sanitarie per milioni di lavoratori. Quanto contribuiscono questi fattori all’arruolamento di molti ragazzi nell’esercito?

 

Questa è una buona domanda. Molte persone si arruolano nelle forze armate perché sentono che non hanno nessun’altra possibilità. E’ impossibile avere un lavoro normale e mantenersi da soli, non parliamo poi di riuscire a mandare avanti una famiglia. Se ti arruoli nell’esercito non devi più batterti finanziariamente. L’alloggio e le spese per l’assistenza sanitaria sono completamente coperte. Ricevi più soldi se hai un coniuge e dei bambini. Anche l’università rappresenta un fattore importante. Frequentare un’università decente negli Stati Uniti costa decine di migliaia di dollari. I reclutatori dicono che l’esercito coprirà quei costi. Senza un appoggio finanziario, molte persone non sarebbero mai in grado di frequentare il college senza contrarre debiti enormi.

 

Com’è l’impatto tra le promesse dell’esercito e la realtà della guerra?

 

I soldati vengono glorificati dalla stampa e dai media negli Stati Uniti. Bush dichiara ai giornali che le truppe sono in Afghanistan e in Iraq per fermare il terrorismo. Poi c’è la dura realtà di ciò che succede in Iraq e Afghanistan. Gli arresti senza senso, le botte, gli assassini ed anche peggio; su questo dovrebbe essere sensibilizzata l’opinione pubblica. Il terrorismo non può essere fermato commettendo atti di terrorismo. Non c’è da sorprendersi che ci siano tanti “insorti” che attaccano i soldati americani, cercando di spingerli fuori dal loro paese. La realtà della guerra è questa: è uno strumento usato dai ricchi per fare in modo che i poveri permettano loro di conquistare ancora più potere. Non è certo quel glorioso mezzo di liberazione di cui si vuol far credere.

 
Articoli correlati
DONA IL TUO 5 PER MILLE ALLA ONLUS NUOVI ORIZZONTI

90063280722

per saperne di piu

clicca qui

Speciale elezioni Cremona

  Casellari giudiziari

candidati alle elezioni di Cremona

 

Curriculum vitae 

candidati alle elezioni di Cremona

CREMONA dal 4 al 7 luglio

  FESTA REGIONALE DI

ALTERNATIVA COMUNISTA

 

BARI 20 Marzo
 
presentazionedella rivista 
  trotskismo oggi
bari_20_marzo
 
 
 
 
campagna tesseramento 2018
LA TV DEL PdAC
tv del pdac
 
Sottoscrizione

 Sostieni Alternativa Comunista

donando (in modo sicuro)

anche pochi euro

per aiutarci a costruire l'organizzazione

che serve per un'alternativa di società

paypall


 

Ultimi articoli
NEWS Progetto Comunista n84
      progetto_comunista_84
NEWS Trotskismo Oggi n14
 
 
troskismo_14
TROTSKY IN LIBRERIA

 PROGRAMMA DI TRANSIZIONE

Grazie a una coedizione Massari Editore

e Progetto comunista 

programma di transizione

Gli atti del V Congresso nazionale Pdac 2018
 


Sito realizzato con Joomla CMS realizzato sotto licenza GNU/GPL. Amministrazione. Sito in versione Alfa.