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La capitana Carola e’ libera… di restare umana! Lottiamo contro la barbarie del capitalismo d PDF Stampa E-mail
mercoled 10 luglio 2019

 

La capitana Carola e’ libera… 

di restare umana!

Lottiamo contro la barbarie del capitalismo

 

 


 



di Stefano Bonomi

 

 


 

 

carola

 

Ormai è balzata all’onore delle cronache mondiali la vicenda della Sea Watch, nave facente parte della flotta di azione non governativa chiamata Mediterranea Saving Humans. Questa esperienza auto-organizzata di monitoraggio del Mediterraneo centrale ha preso forma e corpo all’indomani della criminalizzazione delle Ong ufficiali che, a causa di continue vessazioni e ritorsioni da parte dei vari governi italiani di ogni colore, sono state costrette a ritirarsi. 

Sosteniamo la scelta coraggiosa della comandante Carola Rackete che si è assunta la responsabilità di forzare l’assurdo blocco imposto dal ministro degli Interni Matteo Salvini, noto come “ministro della paura e dell’odio” (del partito razzista Lega ora al governo in Italia), nella notte del 29 giugno.

L’audace scelta della trentunenne tedesca ha di fatto polarizzato anche l’opinione pubblica nazionale: da una parte la fazione, contraria ad ogni tipo di sbarco, capitana dallo stesso Salvini che ha indirizzato i propri sostenitori ad una campagna dai tratti vergognosamente maschilisti, sessisti oltre che razzisti; dall’altra parte l’equipaggio stesso della Sea Watch e gli attivisti antirazzisti di tutto il Paese, che si sono subito prodigati nell’organizzazione di una fitta serie di presidi di solidarietà e di iniziative (manifestazioni, presidi, ecc) di raccolta fondi in favore della stessa capitana, nel frattempo finita agli arresti domiciliari.

Il 2 luglio Carola Rackete è stata rilasciata perché nessuna delle ipotesi a suo carico hanno avuto riscontro. Persino la magistratura borghese, che usualmente si schiera al lato del capitale e delle sue leggi disumane, in questo caso è stata costretta ad ammettere che salvare vite umane non è un reato: lo stato di necessità dei naufraghi e il codice di navigazione vengono prima dell'odio razzista. 

Mentre stiamo ultimando questo articolo, sono già attivate ulteriori operazioni di salvataggio ad opera di altre imbarcazioni della stessa Mediterranea saving Humans: alla caparbietà degli equipaggi siamo sicuri seguirà il sostegno concreto e continuo dei solidali in mobilitazione continua. E’ di fondamentale importanza che la spinta molto importante di questo movimento serva anche per rafforzare le mobilitazioni che si stanno sviluppando per respingere il “decreto Salvini bis” che, dopo un altro analogo decreto già approvato in parlamento a novembre (coi voti a favore di entrambi i partiti razzisti e populisti al governo, Lega e M5S), limita ulteriormente il diritto di dissenso, di sciopero, di mobilitazione e inasprisce le misure razziste: il “decreto Salvini bis”, non solo punisce penalmente e multa chi salva uomini e donne che stanno affogando nel mare, ma infligge anche anni di prigione per assemblee non autorizzate in luogo pubblico o per chi lancia un fumogeno in manifestazione! Sono misure vergognose, razziste e liberticide, che si sommano a quelle già in vigore che puniscono con il carcere i blocchi stradali (frequenti durante gli scioperi). (1)

E' necessario anche promuovere una mobilitazione e solidarietà internazionale che si ponga l’obiettivo di porre fine alla nuova tratta degli esseri umani: donne, uomini e bambini che fuggono dalla disperazione, dal rischio di essere brutalmente ammazzati per vendere gli organi ai trafficanti di turno e che hanno il diritto di essere accolti! Lo slogan diffuso nelle mobilitazioni antirazziste in Italia - “Restiamo umani” - significa per noi resistere, organizzarsi e lottare contro la barbarie di un sistema capitalista ogni giorno più disumano, che, in nome dei profitti di pochi, non esita a lasciar morire decine di migliaia di disperati. 



(1) Per conoscere i contenuti di questi vergognosi decreti razzisti e liberticidi rimandiamo alla compagna del Fronte di Lotta No Austerity:


 
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