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Brasile: IV Congresso della Csp Conlutas PDF Stampa E-mail
mercoledž 23 ottobre 2019

Brasile: IV Congresso della Csp Conlutas

Intervista a Daniele Cofani

membro della delegazione internazionale


 

 

 

 

foto_daniele_home

 

 

Dal 3 al 6 ottobre in Brasile si è svolto il IV congresso nazionale della Csp Conlutas, il più grande sindacato di base dell’America latina (e del mondo), promotore, insieme a Solidaires di Francia e alla Cgt di Spagna, della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta (a cui aderiscono decine di sindacati e comitati di lotta di tanti Paesi). In rappresentanza delle lotte della classe lavoratrice italiana, ha partecipato il nostro compagno Daniele Cofani, operaio di Alitalia, attivista della Cub Trasporti e del Fronte di Lotta No Austerity. Gli chiediamo di raccontarci la sua esperienza.

Daniele, questa è la seconda volta che partecipi, come ospite internazionale, a un congresso della Csp Conlutas. Una presenza importante la tua, visto che puoi rappresentare l’esperienza di una delle lotte più determinate in Italia, quella dei lavoratori e delle lavoratrici Alitalia. Sei intervenuto in rappresentanza della Cub Trasporti e del Fronte di Lotta No Austerity, entrambe realtà aderenti, come la Csp Conlutas, alla Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta. Puoi descriverci brevemente come si sono svolti i lavori?

Sì, questa è la seconda volta che ho avuto la possibilità di partecipare ad un congresso della Csp Conlutas, nello specifico al IV congresso della sua storia, che si è svolto nelle località di Vinhedo, nello Stato di San Paolo. Come anticipavi il congresso è durato 4 giorni nei quali, in plenaria, si sono susseguite presentazioni, difese di risoluzioni nazionali ed internazionali, dibattiti tematici e votazioni, molto importanti e coinvolgenti anche le discussioni nei vari gruppi di lavoro settoriali. Impressionante la presenza, circa 2300 persone, tra cui 40 ospiti internazionali provenienti da diversi Paesi del mondo, ma soprattutto delegati provenienti dai diversi Stati del Brasile che hanno animato i 4 giorni di congresso con una partecipazione continua ed attiva, rappresentativa appieno del principio di democrazia operaia. Di grandissimo interesse, anche perché è un tratto unico e peculiare della Conlutas, sono stati i vari momenti dedicati a questioni “popolari e sociali” come la lotta contro le oppressioni, a difesa delle comunità indigene, a difesa delle terre e del diritto all’abitare. Molto partecipato ed emozionante l’evento, organizzato dalla nostra internazionale Lit-CI, dedicato alla campagna per la liberazione di Daniel Ruiz, compagno del Pstu argentino arrestato dal governi Macri per avere lottato in piazza contro la riforma della pensioni: finalmente il nostro compagno ora è libero grazie alla grande campagna internazionale che ne richiedeva la scarcerazione. Infine, come da tradizione della Conlutas, sono stati dedicati degli spazi alle questioni internazionali con la presenza di alcuni protagonisti delle lotte nei vari Paesi del mondo. Al secondo giorno di congresso sono state presentate, in plenaria, tutte le delegazioni internazionali (1) ed è stata data la possibilità, ad alcune di loro, di raccontare le lotte più rappresentative avvenute negli ultimi tempi, soprattutto sulla questione della repressione. È stata data voce ad attiviste ed attivisti di Hong Kong, Francia, Sudan, Palestina ed Argentina. A latere del congresso, il 7 ottobre, si è svolta una plenaria internazionale organizzata dalle Rete sindacale internazionale di solidarietà e lotta, a cui hanno partecipato 60 attivisti di 16 Paesi che hanno rappresentato le varie situazioni locali incentrandosi sulla tematica della repressione delle lotte.

 

Il tema della difesa dell’ambiente e, in particolare, dell’Amazzonia è di grande attualità, anche considerando la politica di devastazione che sta portando avanti Bolsonaro. Abbiamo visto che al congresso c’era anche una folta delegazione di indigeni dell’Amazzonia. Puoi raccontarci come si è svolta la discussione su questo punto?

Il tema della difesa dell’ambiente è stato una delle questioni centrali del congresso: anche la Csp Conlutas ha risposto all’appello di Friday For the Future organizzando e partecipando alle mobilitazioni di fine settembre: chiamata allo sciopero rilanciata dalla rete sindacale a livello internazionale, anche grazie a una proposta interna avanzata dal Fronte di Lotta No Austerity. Parlando di difesa dell’ambiente in Brasile, non si poteva che affrontare la questione mettendo in risalto le lotte popolari, storiche, che da secoli si susseguono all’interno del continente sud americano; lotte che parlano di difesa delle terre, dell’Amazzonia e di tutte le popolazioni indigene che resistono e lottano contro le barbarie dell’imperialismo e del capitalismo. Partendo da un’analisi generale, le compagne e i compagni mettevano in evidenza come il capitalismo, nella ricerca spasmodica di profitto, continua a generare diseguaglianze sociali, e con lo stesso metodo e principio continua a degradare l’ambiente e il clima portando di fatto il pianeta verso la distruzione. Al tema è stato dedicato un momento specifico all’interno del congresso (2) con interventi in plenaria da parte di attivisti delle comunità indigene e “quilombolo” (discendenti degli schiavi neri) che denunciavano i nuovi attacchi da parte di Bolsonaro e del ministro dell’ambiente Salles (rappresentante delle lobby latifondiste) attraverso tagli alle strutture pubbliche a difesa dell’ambiente e dell’Amazzonia, di cui abbiamo visto le nefaste conseguenze con gli incendi delittuosi avvenuti negli ultimi mesi. Allo stesso tempo e con la stessa determinazione, hanno ricordato come anche le politiche passate, dei governi del Pt di Lula e Dilma, non abbiano mai realmente contrastato l’avanzamento criminale e omicida dei latifondisti nell’esproprio di terre alle popolazioni native e quilombolo che continuano a subire un massacro che dura ormai da secoli.

 

Un altro tema all’ordine del giorno era quello del contrasto alla repressione. Il fatto stesso che in Brasile sia al governo un presidente, Bolsonaro, che elogia la dittatura militare, ci indica quanto sia importante soffermarsi su questo tema. Come è stato affrontato l’argomento “repressione” nel congresso?

Tra i tanti slogan e parole d’ordine che hanno caratterizzato il congresso, quello più risonante era: unità e indipendenza di classe per lottare contro Bolsonaro e i suoi attacchi (3), con un chiaro riferimento anche alla questione della repressione, argomento che i compagni brasiliani hanno voluto affrontare coinvolgendo anche gli ospiti internazionali. In plenaria, come dicevamo prima, i vari rappresentanti internazionali di Hong Kong, Francia, Sudan, Palestina ed Argentina, Paesi in cui ci sono state le più recenti ed importanti lotte, hanno raccontato in prima persona la repressione e la criminalizzazione che hanno subito dai vari governi. Il compagno palestinese Shahen, del sindacato degli elettricisti, ha ricordato il flirt tra il governo Bolsonaro e lo Stato israeliano, paragonando poi le espulsioni che subiscono gli indigeni dalle proprie terre con quelle che subiscono da decenni anche i palestinesi. Il compagno e professore sudanese Abdulaziz ha parlato delle recenti mobilitazioni avvenute in Sudan dopo la caduta del regime di Omar al-Bashir in cui il consiglio militare ha mantenuto il controllo del governo contro la volontà popolare che rivendicava una transizione democratica e civile: sono stati durissimi e criminali gli attacchi dei militari contro la popolazione violando anche i più basilari diritti umani. La compagna francese Nara, rappresentante della Rete sindacale internazionale di solidarietà e lotta e del sindacato Solidaires, ha raccontato l’esperienza della lotta dei gilet gialli in Francia, nata da un movimento di lavoratori delle aree rurali contro le politiche liberali del governo Macron; Nara ha raccontato come, contro questo movimento, siano state messe in atto una repressione e una criminalizzazione mai viste negli ultimi anni in Francia, misure che hanno permesso l’arresto di migliaia di manifestanti e l’uso massiccio di armi criminali da parte della polizia: sono stati sparati dalle forze dell’ordine contro i manifestanti 13.000 proiettili di gomma e 10.000 bombe lacrimogene. Molto interessante l’intervento del compagno Nathan di Hong Kong, lavoratore bancario licenziato per aver tentato di organizzare un sindacato indipendente e per aver partecipato ad un recente sciopero generale; il compagno ha ben spiegato come il regime cinese non ha nulla a che fare con il socialismo, anzi l’ha denominato “dittatura capitalista” (solo gli USA superano la Cina per numero di miliardari), contro cui si è scagliata l’indignazione popolare stufa dei continui soprusi. Pesantissima è stata la repressione governativa contro queste mobilitazioni: si parla di 1500 arresti, di rapimenti e torture, come è stata durissima la repressione delle aziende contro i lavoratori in lotta andando a controllare, con opera di spionaggio, direttamente le attività dei propri dipendenti dai profili social personali. Infine hanno preso la parola i compagni argentini: una deputata del Frente de Esquerda, Angelica, ha raccontato come da tempo gli argentini sono in piazza contro l’austerità imposta dal Fmi, non solo durante il governo Macri, ma anche durante i governi peronisti dei Kirchner, rilanciando il suo polo politico come alternativa ai precedenti governi. Dopo di lei è intervenuto l’avvocato di Daniel Ruiz, Mario, che ha spiegato brevemente di cosa è accusato il nostro compagno del Pstu argentino colpevole, secondo il governo Macri, di aver “ostacolato il funzionamento del parlamento” (sic!). Ha spiegato inoltre come sia spropositata la repressione nei confronti di Daniel, per un anno in prigione preventiva, lontano 2000 km dalla sua famiglia. Possiamo dire che Mario ha terminato la plenaria con una profezia, dicendo che la solidarietà internazionale avrebbe aiutato Daniel a tornare in libertà il prima possibile, e così è stato!

 

Su cosa in particolare si è concentrato il tuo intervento?

Essendo stata la mia seconda partecipazione ad un congresso della Csp Conlutas, ed avendo iniziato da più di un anno un percorso di studi teorici, grazie alla ottima scuola e ai testi prodotti dal Pdac e da tutta la Lit-CI, ho voluto sfruttare questa seconda esperienza come una vera e propria lezione di militanza, osservando a fondo come i nostri compagni del Pstu brasiliano intervenivano all’interno delle discussioni in plenaria e nei gruppi a difesa delle nostre analisi e prospettive. Devo dire che hanno espresso una qualità incommensurabile, frutto di una evidente preparazione teorica riprodotta quotidianamente nelle varie lotte che dirigono. Durante i gruppi di lavoro settoriali ho avuto l’opportunità di partecipare alla discussione nel gruppo dei trasporti, in cui ho potuto apprendere le varie problematiche settoriali interne al Brasile, esposte prevalentemente da lavoratori metroviari, ferrovieri, autisti di pullman e camion che lamentavano principalmente le problematiche inerenti alle privatizzazioni e terziarizzazioni; inoltre tutti hanno espresso la necessità di indire uno sciopero nazionale di tutto il settore. Nel mio intervento ho evidenziato come queste siano le stesse problematiche che attanagliano i lavoratori dei trasporti in tutto il mondo, ho raccontato l’esperienza di lotta in Alitalia e il successo dello sciopero generale dei trasporti del 2017, inoltre ho espresso la necessità di unificare le lotte anche a livello internazionale facendo l’esempio del piccolo coordinamento internazionale che abbiamo organizzato nel settore aereo. Di fatto però il mio intervento centrale l’ho espresso durante la plenaria internazionale a latere del congresso, momento in cui ho avuto la possibilità di relazionare ai vari compagni ed ospiti internazionali in cosa consistono i decreti Salvini, sia dal punto di vista della repressione contro i lavoratori e attivisti sociali in lotta, sia contro i migranti attraverso una vergognosa propaganda razzista e xenofoba intrisa di odio e menzogne. Ho ricordato la campagna lanciata contro i decreti sicurezza da parte del Fronte di Lotta No Austerity e lo sciopero generale indetto dalla Cub e altri sindacati di base per il 25 ottobre.

 

Anche il contrasto alle oppressioni – maschilismo, razzismo, lgbtfobia – è stato al centro della discussione. Nella Csp Conlutas c’è consapevolezza della necessità di unire le lotte operaie alle mobilitazioni delle donne, antirazziste e lgbt?

Già durante il precedente congresso ero rimasto impressionato dell’importanza che veniva data, all’interno della Conlutas, al contrasto alle oppressioni, armi nelle mani del capitalismo per dividere la classe lavoratrice e renderla sempre più indifesa e precaria. Chiaramente fui impressionato positivamente, rendendomi conto come un’organizzazione potesse rispettare l’autodeterminazione attraverso specifiche federazioni di categorie che, nella nostra classe, subiscono una condizione di vita peggiore; stiamo parlando di donne, donne nere, neri e lgbt che spesso sono messi ai margini della società e del mondo del lavoro. Oltre che a risoluzioni e mozioni a tema, è stato dato loro uno spazio specifico in plenaria, in cui sono intervenuti attiviste ed attivisti dei movimenti, per la maggioranza militanti del Pstu, che hanno dato un grande contributo al dibattito. Questo momento è stato per me tra i più emozionanti in quanto credo moltissimo all'unità delle lotte contro l'oppressione razziale e contro lo sfruttamento come elemento centrale nella lotta al capitalismo. Eccellente è stato l’intervento (4) della compagna nera Wellingta, del movimento quilombolo razza e classe, di cui mi è rimasto nella mente e nel cuore un passaggio che più o meno diceva: “l'emancipazione della donna nera e della classe lavoratrice nera è necessario che sia congiunta con l'emancipazione anche dei lavoratori bianchi come alleati contro la lotta al razzismo perché questo dibattito è un dibattito contro il razzismo e contro lo sfruttamento”. Nella Csp Conlutas è molto avanzata la consapevolezza della necessità di unire le lotte operaie alle mobilitazioni contro le oppressioni, è uno dei pilastri della centrale sindacale brasiliana; partendo dal presupposto che la classe lavoratrice è suddivisa tra donne, uomini e lgbt, e che la classe operaia brasiliana ha un’altissima percentuale di operai neri, hanno ben compreso come il capitalismo utilizza il maschilismo, la lgbtfobia e il razzismo per mettere uno contro l’altro i lavoratori al solo scopo di creare, al loro interno, degli strati più bassi ed emarginati sempre più sfruttati e precarizzati. Oltre ai movimenti neri è ben organizzato anche il Movimento Mulheres em luta, che affronta tematiche di genere da un punto di vista di classe contro il maschilismo nella società ma anche nei luoghi di lavoro in cui le donne, ma soprattutto le donne nere e lgbt, sono tra le più oppresse. Esercitare l’unità delle lotte sociali, in questo caso contro le oppressioni, con quelle sindacali, è proprio una delle principali peculiarità della Csp Conlutas per avanzare in una lotta unitaria di classe per abbattere il capitalismo.

 

Hai anche avuto occasione di portare la solidarietà allo sciopero degli insegnanti e degli educatori, un settore lavorativo che ha dato vita a partecipati scioperi e oceaniche manifestazioni contro i tagli di Bolsonaro negli ultimi mesi. Puoi parlarcene?

Nei giorni che precedevano il congresso, mi trovavo nel nordest del Brasile, nello Stato di Piauì, dove lavora come professoressa la mia compagna Jéssica che, oltre ad essere una militante del Pstu e del Movimento Mulheres em luta, svolge attività sindacale nel Sintae-Ifpi. Il 2 e 3 ottobre si è svolto in Brasile uno sciopero nazionale a difesa della scuola pubblica, continuando un percorso di lotta iniziato a maggio scorso contro la riforma dell’educazione con tagli netti alla cultura e alla scuola, settore pubblico completamente gratuito. Ora il governo Bolsonaro vorrebbe imporre il pagamento del servizio scolastico, nella prospettiva di favorire gli istituti privati e più in generale la privatizzazione di tutto il settore. Contro questo piano del governo brasiliano, si è attivata una grande mobilitazione che ha visto in piazza milioni tra studenti, insegnanti e operai. In questo contesto, il 2 ottobre ho partecipato ad un’assemblea pubblica nel cortile dell’istituto federale Ifpi di Teresina, organizzato da varie realtà sindacali e politiche sia di studenti che insegnanti. Questa assemblea era stata convocata con lo specifico intento di denunciare una persecuzione politica terminata con il licenziamento di Hellen Cristina psicologa, insegnante presso l’Ifpi di San Raimondo Nonato. Oltre ad Hellen, dirigente del sindacato Sintae-Ifpi, sono sotto processo amministrativo anche altre attiviste sindacali con accuse pretestuose con il chiaro intento di reprimere la loro attività sindacale. Durante il mio intervento in assemblea ho espresso la solidarietà da parte del Fronte di Lotta No Austerity aderendo anche alla campagna per il reintegro di Hellen (5). La mattinata di sciopero è terminata con un corteo unitario, studenti ed insegnati, per le strade di Teresina con slogan e parole d’ordine a difesa della scuola pubblica.

 

Per concludere: pensi che l’esperienza e l’esempio della Csp Conlutas possa essere importante anche per il movimento sindacale in Italia?

Spesso in Italia sentiamo parlare di unità sindacale, di indipendenza del sindacato, di unità delle lotte, di sindacato di classe ecc. Dal mio punto vista, dopo aver partecipato a due congressi della Csp Conlutas inviterei tanti dei dirigenti e attivisti sindacali italiani a fare questa esperienza, per vedere dal vivo come questi slogan si possano realmente materializzare. La Csp Conlutas è di fatto un grande coordinamento a cui aderiscono sindacati di ogni settore ma non solo, possono aderire movimenti sociali e popolari con l’intento di unificare le lotte operaie con le lotte a difesa dei territori, dell’abitare, delle questioni di genere, razza, delle minoranze etniche ecc. con una reale visione di classe contro governi e padroni. Rispetto all’unità sindacale, al congresso della Csp Conlutas, sono state invitate tutte le principali centrali sindacali brasiliane, ed insieme ai loro rappresentanti sono stati aperti i lavori in plenaria, con l’intento di continuare un percorso di confronto e di possibile azione contro il governo Bolsonaro come successo nella manifestazione unitaria di San Paolo del 1° maggio e nei successivi scioperi unitari che hanno visto scioperare più di 40 milioni di lavoratori. Rispetto all’indipendenza del sindacato dai governi, spesso in Italia è confusa con l’indipendenza dalla politica che, inevitabilmente, è viva e si contrappone tra le varie aree e anime all’interno dei sindacati, rendendo vivo e democratico il dibattito. Per fare un esempio, durante il congresso sono state presentate in plenaria 60 tra proposte di risoluzioni (nazionali ed internazionali), bilanci politici, piani di azione e tematiche inerenti la futura struttura sindacale e lo statuto, dando il medesimo spazio a tutte le aree politiche presenti nella Csp Conlutas, anche quelle minoritarie. Entrando nel particolare per quanto riguarda le proposte di risoluzioni, che hanno un peso politico specifico, ne sono state presentate 25 di cui una sola del Pstu, tutte presentate in plenaria e messe al voto con piena sovranità da parte del congresso. Questo per dire che la battaglia politica all’interno della Csp Conlutas è giocata nel congresso e non con le muraglie burocratiche all’interno dei grandi e piccoli sindacati italiani. Concludo dicendo che in Italia, a mio avviso, solo l’esperienza del Fronte di Lotta No Austerity ha un’impostazione strutturale e concettuale che si può avvicinare a quella della Csp Conlutas, chiaramente con le dovute comparazioni soprattutto nelle dimensioni. Nonostante stiano “sbocciando” ovunque delle brutte copie concorrenziali, che tutto hanno in mente meno che una reale unità delle lotte, possiamo vantare da anni una continua crescita e soprattutto una grande considerazione da lavoratori e attivisti di vari settori che vedono del Flna uno strumento reale di unità delle lotte contro il capitalismo.          

 

Note

1) http://cspconlutas.org.br/2019/10/delegacao-internacional-composta-por-15-paises-abre-atividades-no-2o-dia-do-congresso/

2) http://cspconlutas.org.br/2019/10/em-defesa-do-meio-ambiente-indigenas-quilombolas-e-movimentos-populares-realizam-ato-no-4o-congresso-da-csp-conlutas/

3) http://cspconlutas.org.br/2019/10/frente-unica-e-unidade-de-acao-para-derrotar-bolsonaro-encontro-e-unidade-dos-lutadores/

4) https://www.facebook.com/qrcpa/videos/450861172442022/

5) http://cspconlutas.org.br/2019/10/campanha-por-reintegracao-de-psicologa-do-ifpi-demitida-arbitrariamente-ganha-apoios/?fbclid=IwAR1MMcqBVZTXfoLim_Q3LWRO3ARmSJzta5lf14hzgcieICH801MG88nkdug

 

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