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Politica italiana


Il 9 aprile vincono i padroni PDF Stampa E-mail
giovedì 06 aprile 2006
di Francesco Ricci
 

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A pochi giorni dal voto una cosa è certa: la borghesia italiana vincerà le elezioni e dalle urne uscirà un nuovo "governo amico" dei padroni. Molto probabilmente si tratterà di un governo dell'Unione, sicuramente (qualunque dei due schieramenti elettorali vinca) di un governo anti-operaio.

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Non sosteniamo Unione al voto PDF Stampa E-mail
mercoledì 05 aprile 2006

comunicato stampa ripreso da Agenzia Apcom

ELEZIONI/ PROGETTO COMUNISTA (PRC): NON SOSTENIAMO UNIONE AL VOTO

Parte della minoranza si stacca da Ferrando:"No a governo Prodi"

Roma, 4 apr. (Apcom) - "A differenza delle altre minoranze del Prc (cioè di Grassi, Cannavò e Ferrando), noi non sosterremo nell'urna questa alternanza di governo il 9 aprile", ovvero "non sosterremo l'Unione nell'urna il 9 aprile". Lo annunciano in una nota gli 'anti-ferrandiani' della minoranza del Prc di 'Progetto Comunista', area che fa capo a Marco Ferrando (escluso dalle candidature dopo le polemiche sulle sue dichiarazioni su Israele e l'attentato di Nassiriya) e che ha registrato una spaccatura interna dal momento della scelta del leader di candidarsi alle politiche.
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Un giorno in pretura PDF Stampa E-mail
martedì 04 aprile 2006
La triste parabola del ferrandismo
 
di Valerio Torre
 
Mi accingo a redigere queste poche righe con un certo patema d'animo: col timore, cioè, di essere prossimamente costretto a sedere sul banco degli imputati in Tribunale, trascinatovi semmai in catene insieme al segretario dei Ds, Piero Fassino.
No, non è uno scherzo. Qualche giorno fa Marco Ferrando ha scritto una lettera a Fassino preannunciandogli l'intenzione di querelarlo se egli non avesse rettificato un'affermazione espressa nella trasmissione Matrix.
Cosa ha detto il deputato diessino di così offensivo da ledere -lasciamo parlare Ferrando- "la mia immagine politica e umana, nonché: quella della mia corrente politica"? Fassino ha dichiarato che la revoca della candidatura al Senato di Ferrando avrebbe trovato origine nell'avere egli sostenuto la parola d'ordine "dieci, cento, mille Nassyria". Nel dolersi della "falsità dell'affermazione", il mancato senatore ha evidenziato: "in tutti i miei interventi: ho sempre preso con chiarezza le distanze da tale slogan, che non appartiene né a me né alla corrente politica : di cui ho l'onore di essere il portavoce".
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L'anti-berlusconismo di Confindustria PDF Stampa E-mail
giovedì 23 marzo 2006

di Francesco Fioravanti 

Quella di sabato 18 marzo può sicuramente considerarsi una giornata storica per ciò che riguarda le vicende politiche italiane degli ultimi decenni: mai un presidente del consiglio era sembrato così distante dagli umori dei vertici confindustriali, mai si era vista divampare in questo modo una polemica che fotografa perfettamente lo stato dei rapporti fra la coalizione di centro-destra, che aspira a riconfermarsi alla guida del paese, e la grande borghesia italiana, bisognosa, al contrario, di un nuovo referente politico in grado di risollevare le sorti di un capitalismo italiano che sempre più difficoltà incontra nel fronteggiare la concorrenza di economie meglio attrezzate nella corsa alla conquista di nuovi mercati. Lo scontro fra Della Valle e Berlusconi prodottosi sabato a Vicenza non ha fatto altro che rendere ancora più esplicito ciò che ormai sembra chiaro ai più: la frattura fra i vertici economici del paese e la coalizione di centro-destra è divenuta insanabile, il programma delle classi dominanti non coincide più con quello delle forze politiche che sostengono l'imprenditore di Arcore.

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18 Marzo: il movimento contro la guerra in piazza PDF Stampa E-mail
mercoledì 22 marzo 2006
boicottato dai liberali dell'Unione
 
di Pia Gigli
 
A tre anni dall'invasione dell'Irak, con la guerra ancora in corso e con la prospettiva di un nuovo attacco preventivo contro l'Iran, il movimento contro la guerra è sceso di nuovo in piazza, ma al di sotto delle sue potenzialità, se si considera che si trattava di una mobilitazione a carattere nazionale che ha riempito le piazze con presenze ben più consistenti negli anni passati.
L'oscuramento mediatico della manifestazione dovuto ad un'irrevocabile (?) sciopero dei giornalisti della carta stampata, è solo un aspetto di un più ampio boicottaggio che organizzazioni di massa del centrosinistra, quali  Ds e Cgil hanno fatto nei confronti della manifestazione.
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