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27 settembre Una parte, l'altra e... la barricata PDF Stampa E-mail
martedì 01 ottobre 2019
27 settembre
Una parte, l'altra e... la barricata
 
 
  manifestazioni_barricate
 
 
(Una immagine del 27 a Milano. A destra la locandina dell'assemblea nazionale su Clima e capitalismo
organizzata dal Pdac per il prossimi 12-13 ottobre)
 
 
 di Giacomo Biancofiore
 
 
 
Si è conclusa con le manifestazioni in oltre 180 città italiane che hanno visto la partecipazione di più di un milione di persone la settimana di mobilitazione globale per il clima.
I numeri non lasciano margini di dubbio sull’entità dello sciopero globale che entra di diritto nella storia delle mobilitazioni internazionali: milioni di partecipanti distribuiti su 2400 piazze di tutto il mondo.
In Italia da decenni non si vedevano piazze così piene contemporaneamente: 200 mila a Roma (a marzo erano 35 mila), 150 mila a Milano, 80 mila a Napoli, decine di migliaia a Torino, Genova, Bologna, Palermo e Bari, ma anche Firenze, Catania, Perugia, Modena ecc.
Numeri incredibili dicevamo, tant’è che Greta Thunberg dalla manifestazione di Montreal, in Canada, dove sono scesi in piazza 500 mila persone, ha ritwittato una foto da Catania dove non hanno memoria di manifestazioni con oltre 15 mila persone sfilare per le strade e le piazze del centro. Una constatazione che è stata fatta in tante città grandi e piccole da Nord a Sud del Paese.
 
I protagonisti del 27 settembre
L’ormai famoso milione di partecipanti ha visto gli studenti e le studentesse in prima fila. Intere scolaresche degli istituti delle varie città sono state affiancate da quelle provenienti, con ogni mezzo, dai paesi limitrofi più piccoli.
Un numero infinito di cartelloni, striscioni, slogan e colori che, con canti e cori, hanno scandito ore e km di cortei bellissimi.
Con i giovani studenti, stavolta, c’erano anche gli insegnanti, i genitori e soprattutto i lavoratori che hanno raccolto l’invito formulato a giugno dagli attivisti del Friday For Future con la ormai nota «Lettera aperta a tutte le lavoratrici, a tutti i lavoratori e a tutte le organizzazioni sindacali» con cui, quella che si è definita «la futura generazione di lavoratori che nei prossimi anni affronterà le avversità di un mondo sempre più ostile», ha chiamato i lavoratori a costruire un percorso comune partendo dalle piazze e dalle strade.
 
La risposta operaia
Non si è fatta attendere la risposta dei lavoratori.
Circa un mese fa, sul nostro sito, avevamo pubblicato una lettera (poi diventata "virale" in rete) di Diego Bossi, operaio della Pirelli, attivista sindacale del Fronte di Lotta No Austerity e militante del Pdac, in cui rispondeva alla lettera del FFF, richiamando l’attenzione su quanto pleonastica sia la richiesta alla borghesia e ai suoi governi di arrestare o di rallentare significativamente questa marcia verso la distruzione del pianeta e contemporaneamente rassicurando i mittenti dell’invito che il 27 settembre gli operai - o almeno per ora alcune avanguardie - sarebbero stati con loro in piazza.
Il Fronte di Lotta No Austerity da tempo aveva lanciato un appello perché i sindacati proclamassero sciopero il 27.
Varie sigle sindacali lo hanno fatto, proclamato lo sciopero di 8 ore su tutti i turni lavorativi e il 27 settembre ad alzare la marea per le strade ci sono stati anche loro: gli operai della Pirelli, della Sevel (Gruppo Fca), dell'Ilva di Taranto, i ferrovieri della Toscana, i dipendenti Tim ecc.
Non sono mancati dai palchi improvvisati i ringraziamenti degli studenti ai lavoratori e anche al Fronte di Lotta No Austerity che da anni è impegnato a cercare di fare da collante delle lotte.
 
La barricata
Come diceva Lenin, «Chi non sta da una parte o dall'altra della barricata, è la barricata» (1)
Non sono mancate le critiche (per usare un eufemismo) alla straordinaria giornata di scioperi e soprattutto non si contano i tentativi di sminuire la portata di un movimento così evidentemente imponente. Dallo stalinista Rizzo al ciarlatano Fusaro passando per Radio Maria i tentativi di ridicolizzare i giovani scesi in piazza hanno finito per coprire di ridicolo gli stessi critici.
Stessa sorte è toccata ai cosiddetti «negazionisti», i nipotini dei nemici del sistema copernicano, si affannano a ignorare il ruolo centrale dello sfruttamento e delle disuguaglianze sociali prodotte dal sistema capitalista.
La questione si fa più chiara se si pensa che dall’altra parte della barricata ci sono, tra gli altri, Donald Trump, il presidente degli Usa che ha negato l'esistenza del riscaldamento globale, nonostante tutte le ricerche condotte da istituti di ricerca negli Stati Uniti (dalla Nasa, al Noaa e persino il Dipartimento dell'agricoltura del suo Paese) e Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, che, come il suo maestro, nega il riscaldamento globale per trasformare l'Amazzonia in pascolo e area mineraria delle multinazionali.
 
Una lotta rivoluzionaria contro il capitalismo
Ancora Lenin scriveva: «Quanto è ottusa e trivialmente borghese l'incomprensione della funzione rivoluzionaria degli scioperi di massa che crescono con forza spontanea!»(2)
Tante sono le contraddizioni e le parole d’ordine sbagliate di un movimento inevitabilmente eterogeneo ed interclassista, ma solo conducendo la lotta al fianco di milioni di giovani che, dopo anni di torpore, sembrano aver ritrovato la strada per riprendere in mano il loro futuro, si potrà condividere la lotta per l'ambiente e per il clima come lotta per il rovesciamento del capitalismo e per la costruzione di una società socialista che ponga fine allo sfruttamento irrazionale e al saccheggio del pianeta.
Questa, più che una scommessa, è la strada che ci hanno indicato Marx ed Engels più di centocinquanta anni fa ed è per i comunisti una strada che non prevede scorciatoie.
Per quanto ci riguarda siamo impegnati senza dubbi in questo movimento e anche nel tentativo di produrre, pure a livello internazionale come Lit-Quarta Internazionale, una elaborazione marxista sul tema cruciale del cambio climatico e più in generale della distruzione dell'ambiente a opera del capitalismo.
Sul nostro sito web e sul nostro giornale i lettori possono trovare decine di articoli. E chi volesse discutere direttamente di questi temi è invitato alla Due giorni nazionale dal titolo "Il capitalismo strangola l'umanità. Come salvarci dalla catastrofe?" che  si terrà sabato 12 e domenica 13 ottobre a Modena.
 
Note
1) Lenin.
2) Lenin, L'estremismo malattia infantile del comunismo (1920).
 
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