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Immigrazione e razzismo: PDF Stampa E-mail
mercoledì 19 settembre 2018

Immigrazione e razzismo:

Come governi e padroni dividono e sfruttano la classe lavoratrice

 

 

Da sempre il capitalismo in ogni parte del mondo utilizza il razzismo, e con esso ogni forma di oppressione, per dividere la classe lavoratrice, imputando le colpe del degrado sociale a chi, tra gli strati sociali più poveri, risulta essere più debole e ricattabile. Una vera e propria droga sociale, utilizzata scientificamente per anestetizzare i lavoratori e distoglierli dai reali problemi che attanagliano la loro vita lavorativa e sociale: lo sfruttamento del capitale.

Secondo le Nazioni Unite nel mondo ci sarebbero 244 milioni di rifugiati, di cui 68,5 per motivi politici. Proprio gli Stati che oggi lamentano di subire l’immigrazione di queste masse di persone disperate ne sono in gran parte responsabili, in virtù di secolari politiche coloniali e imperialistiche, con cui hanno occupato e devastando intere aeree, sia per sfruttarne le materie prime, sia per interessi geopolitici. Basta solo pensare ai profitti miliardari dell’Eni in Africa: i ricchi capitalisti italiani si sono appropriati delle risorse energetiche dei territori africani lasciando nella miseria più brutale le popolazioni locali.

In Europa i governi imperialisti e borghesi in generale attaccano i rifugiati con politiche xenofobe. Ne abbiamo un esempio vergognoso proprio in Italia. Il governo “giallo-verde”, col ministro dell’interno Salvini in testa, non esita a mettere a repentaglio la vita di migliaia di profughi (donne e bambini inclusi) pur di fomentare l’odio verso lo straniero e distrarre così le masse popolari impoverite dalle responsabilità del capitalismo e dei suoi governi. Il governo e i padroni attuano una politica mostruosa: sfruttano i migranti nei lavori più pesanti e meno pagati (bracciantato, logistica, ecc) e, allo stesso tempo, li attaccano come responsabili della situazione dei lavoratori nativi. Con ciò, dividono gli operai impedendo loro di combattere insieme. A breve inizierà la discussione parlamentare di un vergognoso decreto a firma Salvini che inasprirà ulteriormente le politiche razziste, con una stretta sull’accoglienza dei profughi e nuovi ostacoli all’acquisizione della cittadinanza.

Ma non possiamo dimenticare le responsabilità dei governi (locali e nazionali) a guida PD, spesso col sostegno di partiti riformisti (come Rifondazione comunista, oggi confluita in Potere al Popolo). Fu un governo di centrosinistra, il primo governo Prodi, a inaugurare, alla fine degli anni Novanta, la politica di reclusione degli immigrati giunti sulle nostre coste. Vennero allora istituiti i CPT (Centri di permanenza temporanea), col voto a favore di Rifondazione comunista che partecipava all’alleanza di governo. Si trattava di veri e propri lager, in cui gli immigrati venivano reclusi in condizioni disumane: con la loro evoluzione in CIE (Centri di detenzione e identificazione), sancita dai successivi governi a guida berlusconiana, le condizioni di reclusione si sono ulteriormente aggravate. Non solo: tutti i governi – di centrodestra, di centrosinistra o di “larghe intese” – hanno applicato politiche razziste, stringendo accordi con la Libia, in virtù dei quali migliaia e migliaia di profughi sono stati torturati e seviziati.Di questi accordi, come di altre politiche razziste, si sono resi complici i partiti della sinistra riformista (i cui dirigenti ora sono confluiti in Pap o in Leu) per la loro partecipazione a governi capitalisti (si pensi al Governo Prodi II, che aveva un ministro di Rifondazione comunista primo firmatario di proposte di legge discriminatorie, il Ddl Amato-Ferrero).

A tutto ciò dobbiamo rispondere con la lotta, unita e solidale, tra nativi e immigrati: nessun immigrato è illegale! Il Partito di Alternativa Comunista si è sempre opposto e continuerà ad opporsi a tutti i governi borghesi e capitalisti, di centrodestra, centrosinistra, tecnici, di “larghe intese” o “giallo-verdi”, per costruire nelle lotte e con le lotte l’unica alternativa alla barbarie del capitalismo, di cui razzismo e xenofobia sono una delle peggiori espressioni: l’alternativa rivoluzionaria e socialista!

 
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