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Raggi contro Salvini: tra i due litiganti vince la repressione! PDF Stampa E-mail
venerdì 05 luglio 2019
Raggi contro Salvini:
tra i due litiganti vince la repressione!

raggi



di Daniele Cofani

 

 

Mentre il capitano Salvini continua inarrestabilmente a propagandare odio e repressione, portandosi in meno di un anno a casa due decreti sicurezza (1 e bis), il M5S non fa altro che proporre, dal governo centrale e da quelli locali, una pseudo-opposizione, senza scalfiggere minimamente l’indirizzo vessatorio dei nuovi dispositivi di legge, anzi in alcuni casi le proteste dei parlamentari a 5 stelle, tra cui il ministro Di Maio, sono indirizzate a peggiorarne alcuni passaggi come ad esempio la questione dei rimpatri per i migliaia di immigrati resi clandestini a causa della revoca del permesso di soggiorni umanitario.

Il mini-decreto sicurezza della Raggi
La sindaca Raggi non è da meno dei suoi colleghi pentastellati, anch’essa presa di mira dal ministro degli interni per quanto riguarda gli aspetti di decoro e sicurezza della Capitale, soprattutto nei momenti di maggiore attività propagandistica (elezioni comunali ed europee), invece di sviluppare un percorso alternativo che contrasti odio, razzismo, intolleranza e repressione, è capitolata anche lei sul piano securitario e autoritario leghista emanando qualche settimana fa il suo mini decreto sicurezza attraverso il nuovo Regolamento della Polizia Urbana.
Di seguito andremo a sviluppare un’analisi critica su cosa prevede questo nuovo regolamento, che di fatto introduce le normative apportate dai decreti Minniti, prima, e Salvini ora.
Cercheremo di non andare fuori tema rispetto le tante carenze espresse in questi anni dalla giunta capitolina a marca 5 stelle, c’è però un filo conduttore che caratterizza l’operato della sindaca soprattutto rispetto la sua propaganda: leggendo i suoi continui post sui social, il più delle volte, sembra che stia capeggiando l’opposizione e non la guida del governo della città. Se non possiamo che condividere appieno le critiche alle precedenti giunte che hanno posto nelle mani di criminali e speculatori le fortune di Roma, così come non possiamo che condannare gli attacchi strumentali di vari giocolieri del potere, non possiamo che condannare le risposte espresse dalla giunta pentastellata, assolutamente lontane dalle vere esigenze della popolazione soprattutto degli strati più disagiati che vivono nella grande periferia romana.
Proprio questo nuovo regolamento, come lo sono stati i decreti sicurezza, è la chiara espressione di come la sindaca voglia spostare l’interesse della popolazione verso argomenti secondari che nulla hanno a che vedere sulle condizioni di vita di milioni di romani che tirano a campà. Bisogna evidenziare come questo regolamento vada proprio a peggiorarne alcuni fattori, in alcuni casi contrapponendo tra di loro gli strati più poveri ed indifesi come gli immigrati e le donne.

Come la Raggi fa la guerra ai più sfruttati
- Daspo urbano: nel nuovo regolamento vediamo appunto che tale dispositivo viene assorbito con le nuove modifiche inferte dal decreto Salvini, in cui viene conferito al sindaco il potere di sanzionare qualsiasi individuo considerato pericoloso, vietandogli l’accesso in specifiche aree della città per 48 ore, per esempio durante mercati, eventi pubblici, nei locali, nelle fiere ecc con l’ulteriore possibilità di rilascio, da parte del questore, della sanzione fino a 60 giorni in caso di recidiva. Senza stare a rispiegare la gravità di tale strumento repressivo che, con la scusa della sicurezza, punta a lasciare fuori dalle città coloro che protestano ed esprimono dissenso, va evidenziato come la sindaca, in contrapposizione elettorale con il ministro Salvini, si sia apprestata da subito a fare proprie le parti più vessatorie dei decreti del governo giallo-verde, proprio come il suo capo politico Di Maio.0 
- Prostituzione: per l’ennesima volta siamo qui ad analizzare delle norme, già previste dal decreto Minniti, contro la prostituzione e lo sfruttamento di ragazze, per la maggioranza immigrate, del tutto inappropriate e intrinseche a una ipocrita morale da quattro soldi. In primo luogo emerge che la principale preoccupazione per la sindaca sia <<ridurre il senso di insicurezza e allarme sociale generato dal fenomeno della prostituzione>> e garantire la <<sicurezza della circolazione stradale>>. Anche qui l’unico problema per la Raggi è la sicurezza per chi vive il disagio dall’esterno, che chiaramente deve essere considerato, ignorando il vero malessere di coloro che, attraverso lo sfruttamento del proprio corpo, vengono brutalmente utilizzate per far arricchire criminali senza scrupoli. Contro i criminali che sfruttano le prostitute non troviamo nessun intervento all’interno del nuovo regolamento, ma solo sanzioni e daspo per chi offre e riceve prestazioni sessuali, sanzioni che potrebbero essere ridotte a chi, tra le prostitute, decidesse di frequentare percorsi di educazione e recupero.
Per rendere visibile l’ipocrisia di queste norme, evidenziamo come da mesi la sindaca Raggi stia guidando un attacco senza precedenti contro alcune storiche associazioni femministe romane, Casa Internazionale delle Donne e Lucha y Siesta, che da anni forniscono servizi gratuiti di sostegno alle donne vittime di ogni tipo di sopruso: la sindaca ha emanato per loro un dispositivo  di sfratto, caldeggiando un danno erariale senza minimamente considerare il valore sociale, ma anche economico, che hanno espresso durante decenni di attività gratuita ed autogestita: una vergogna senza precedenti! 
- Decoro urbano e movida: la maggioranza degli interventi istituzionali, come spesso ci capita di sottolineare, puntano a risolvere certe problematiche sociali attraverso una visione distorta della realtà, questo non accade per incapacità, o meglio non solo per questo, ma avviene prevalentemente perché leggi e regolamenti rispondono alle esigenze della classe di riferimento di questi politici, cioè la borghesia. La questione del "decoro urbano" è un chiaro esempio, infatti la prima domanda che ci poniamo è: il decoro per chi? Nelle norme del provvedimento troviamo interventi sanzionatori per quanto riguarda lavoratori e venditori ambulanti non autorizzati nelle aree di interesse turistico e storico, come anche contro i writers e coloro che amano tuffarsi nelle fontane monumentali, ritroviamo anche l’estensione, per tutti i mesi dell’anno, del divieto di vendita di alcolici oltre le 2 di notte. Ma bisogna in particolare richiamare l'attenzione su quelle norme che hanno come reale obiettivo quello di ledere importanti diritti come quello di dissenso e autodeterminazione. Ad esempio nel divieto di stendere la biancheria sui terrazzi, già di per sé assurdo, è contemplato anche il diniego di esporre striscioni o bandiere spesso utilizzati in segno di protesta o solidarietà, o ancora peggio sarà vietato, se non autorizzato, l’attacchinaggio e la distribuzione di manifesti, volantini ed adesivi, attività nella quasi totalità dei casi, di natura sociale e politica che verrebbe repressa o nella migliore delle ipotesi tenuta sotto controllo attraverso le autorizzazioni.
Nulla troviamo invece per quanto riguarda la decadenza strutturale delle tante borgate della periferia romana, isolate spesso dai servizi essenziali come trasporti, sanità e scuola, dove le poche strutture presenti sono fatiscenti e inadeguate. Senza esimerci dal ricordare che tutto ciò è stato ereditato dalle passate giunte, da Rutelli a Veltroni passando per Alemanno e Marino, ad oggi però nulla è stato fatto per tentare di cambiare la rotta, anzi, proprio questa giunta è stata in prima fila nel combattere luoghi e spazi occupati ed autogestiti, soprattutto nelle periferie che, nella maggior parte dei casi, continuano ad avere un ruolo sociale fondamentale sostituendosi alle mancanze di servizi.

Insomma, la Raggi, continuando a nascondere la sua politica antisociale dietro lo slogan <<onestà>>, seguita a ripeterci che <<il vento sta cambiando>>, propinandoci sui social un paio di vie asfaltate su centinaia di km di strade disastrate, qualche decina di cassonetti sostituiti di fronte ai quintali di rifiuti lasciati giorni interi a marcire nei quartieri, l’arrivo di nuovi autobus necessari a sopperire la mancanza di mezzi sulla rete del Tpl romano mentre Atac noleggia 70 bus israeliani inutilizzabili in quanto non conformi ai limiti sulle emissioni inquinamenti, singole e rare assegnazioni di case popolari di fronte a decine di migliaia di famiglie in attesa di alloggio senza nessuna prospettiva vista la mancanza di finanziamenti per nuovi alloggiamenti pubblici.
Il giorno in cui i romani dovessero decidere realmente di cambiare la direzione del vento, la Raggi dovrà trovarsi un bel rifugio, insieme a chi l’ha preceduta, per non essere spazzata via… 
 
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