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Continua la lotta contro la Tav PDF Stampa E-mail
venerdì 12 ottobre 2012

Continua la lotta contro la Tav

Intervista a un militante.

E volantino del Pdac per la manifestazione del 13 a Ravenna

 

di Stefano Bonomi

Intervistiamo Luciano V., militante No Tav. Quando ti sei avvicinato al movimento No Tav? Raccontaci le tue impressioni di come è evoluta la lotta.

Mi sono avvicinato al Movimento No Tav il 31 ottobre 2005 in seguito ai fatti del Seghino ed al blocco dell’abitato di Urbiano di Mompantero.
Sono sempre stato contrario alla realizzazione di una Nuova Inutile Linea Ferroviaria per il Treno ad Alta Velocità (questa è la definizione corretta), proprio perché è inutile, in quanto esiste una linea ferroviaria ampiamente sottoutilizzata e ammodernata recentemente. Il Treno ad Alta Velocità, da oltre 10 anni, viaggia sulle nostre ferrovie tradizionali, con ottimi risultati specialmente per il pendolino (sarà per quello che lo hanno abbandonato); da trenta anni sulla linea tradizionale i treni da Borgone a Collegno potrebbero viaggiare a 170 km/h. Ma vedere i nostri paesi sottoposti ad una vera e propria occupazione militare, ha fatto scattare in me, ed in molti altri, una molla di repulsione/ribellione.§Ho sempre pensato che questa inutile ferrovia non sarà mai realizzata (un po’’come il ponte sullo stretto di Messina, se ne parla, senza che ci siano stati fatti concreti, da oltre cinquanta anni), e che in realtà quasi nessuno voglia realmente realizzarla; lo scopo reale è quello tutto italiano del magna magna; per un’opera così ce ne sarebbe a sufficienza per soddisfare gli appetiti di moltissimi.
La lotta in valle di Susa è sempre stata estremamente pacifica, fatta essenzialmente di riunioni per informare e per informarsi, di assemblee, più o meno partecipate, feste e cortei per rendere visibile il dissenso.
Di fronte ad ordinanze illegittime, con l’occupazione abusiva di territori, molti di noi si sono ribellati, non tanto contro il Tav, bensì contro un metodo violento ed illegale di certe istituzioni che a parole parlano di legalità, ma nei fatti si comportano contro le leggi che loro stessi hanno voluto e scritto.
Se poi alcuni amici sono arrivati in valle per darci una mano, ritengo che siano i benvenuti, in quanto oltre che condividere la nostra lotta contro il cosiddetto Tav, hanno dimostrato di aver capito che la nostra lotta in realtà non si limita solo a quello, ma rappresenta un qualcosa di molto più esteso (e pericoloso per i politicanti tradizionali e trafficoni vari), specialmente in questo momento di crisi; anche se naturalmente non tutti condividono tutte le idee/lotte, il No al Tav è il minimo comune denominatore(come giustamente afferma sempre il nostro Alberto Perino).
Non tutti nella valle possono dedicare tanto tempo alla lotta e molti hanno ancora troppo da perdere, pertanto preferiscono non esporsi troppo e non superare certi limiti, e questo è un altro valido motivo per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato.

Che idea ti sei fatto della grande partecipazione al campeggio a Chiomonte?

Il campeggio di Chiomonte (ma anche quelli precedenti di Chiomonte e di Venaus in particolare) ha rappresentato un grande momentodi aggregazione e di lotta; persone che non si conoscevano e che probabilmente non si sarebbero mai conosciute, hanno avuto l’opportunità di fare amicizia, di raccontarsi le esperienze di vita, di confrontare le idee ecc.

Quali sono gli sviluppi territoriali, e non solo, di questa mobilitazione che procede da più di vent'anni?

Probabilmente la lotta continuerà, ma anche su altri livelli; cioè non solo No Tav, e molte amicizie non andranno perse.

Pensi che questa "vertenza" sia solo dei valsusini oppure possa "contaminarsi" o saldarsi anche con altri? (no f35, no Dal Molin o anche mobilitazioni di lavoratori per esempio)

Ritengo assolutamente necessario che la vertenzadei val susini diventi la vertenza di tutti, altrimenti sarebbe stato tutto inutile, ed è per questo che, come è già successo, le varie lotte si devono“saldarein una unica grande lotta per un futuro migliore per tutti: ambiente, correttezza, onestà, giustizia, equità sociale ecc., dovrebbero essere gli obiettivi comuni, fermo restando ognuno a modo suo.

 

 

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Il volantino che il Pdac distribuirà sabato 13 alla manifestazione a Ravenna

 

 

 

CAPITALISMO SIGNIFICA DEVASTAZIONE AMBIENTALE

 

Il movimento No Tav dalla Val Susa ha chiamato i lavoratori e i movimenti a partecipare a questa manifestazione nazionale a Ravenna. Qui vi è la sede della Cmc, Cooperativa (cooperativa "rossa" legata al Pd), titolare di alcuni tra i più “succulenti” appalti delle grandi e inutili opere in programma per i prossimi periodi, o già parzialmente iniziati, come la base militare Dal Molin a Vicenza, le gigantesche colate di cemento in arrivo su Milano e dintorni per l’Expo 2015 e per la realizzazione del traforo in Val di Susa. La propaganda padronale e governativa utilizza il ricatto del lavoro - "il cantiere offre opportunità di lavoro a chi non ce l'ha" - per giustificare la distruzione dell'ambiente, a danno proprio dei lavoratori che vivono nella valle. Per non cedere al tentativo padronale di fomentare una "guerra tra oppressi del sistema", il movimento No Tav, sviluppando la sua ormai più che ventennale vertenza, ha lanciato una campagna di informazione dal titolo “C’è lavoro e lavoro” nell’intento di dare una risposta alla più che mai stringente questione: “tutto fa brodo basta che si lavori?”.
Alternativa Comunista sostiene concretamente il movimento popolare della Val di Susa, dove i lavoratori, gli studenti e i disoccupati non si piegano e portano avanti una la lotta ad oltranza. Contemporaneamente, sosteniamo le mobilitazioni di tutti i proletari che lottano per difendere il proprio posto di lavoro e che vivono sotto il ricatto permanente del licenziamento. Ad una riflessione approssimativa può sembrare una contraddizione, ma per chi, come noi, combatte quotidianamente nella prospettiva che il proletariato si organizzi e lotti localmente, nazionalmente ed internazionalmente per una società “diversa” non è così. Crediamo, infatti, che l'unica alternativa possibile alla devastazione ambientale provocata dal sistema capitalistico non stia nella semplice chiusura delle fabbriche e delle imprese che inquinano e distruggono l'ambiente, bensì nella loro trasformazione in aziende pubbliche sotto controllo operaio. Solo tagliando alla radice il problema, cioè abolendo la proprietà privata delle imprese, espropriandole e dandole in gestione agli operai, sarà possibile impostare un rapporto diverso tra il sistema produttivo e l'ambiente.
A questo proposito diciamo ai lavoratori della Cmc di Ravenna, dell’Ilva di Taranto, delle fabbriche degli F35 e di tutte la altre aziende di riprendersi in mano il proprio futuro nella prospettiva di fare un fronte comune di lotta e di resistenza contro questo sistema sociale ed economico guidato dai padroni, dai banchieri e dai loro governi amici che, per difendere i propri interessi di classe, non si fanno scrupoli nemmeno a devastare la vita stessa dei proletari e l’ambiente, mettendo a rischio perfino la stessa sopravvivenza delle future generazioni.

 

No al Tav, no al ricatto “o lavoro o salute”: il sistema capitalistico è l'unico responsabile della devastazione ambientale! No ai parassiti che dicono di tutelare i diritti dei lavoratori e invece li svendono in cambio di laute ricompense! Organizziamoci per la tutela di tutti gli oppressi del sistema capitalista in ogni parte del globo! Esproprio e nazionalizzazione sotto controllo operaio di tutte le grandi aziende! Riconversione della produzione ai fini della tutela dell'ambiente e della salute!

 

L'unica soluzione alla catastrofe ambientale in cui il capitalismo in crisi sta trascinando l'umanità è l'abbattimento di questo sistema economico e sociale e la costruzione di un'economia diversa, basata sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e sulla gestione operaia. Solo il socialismo potrà garantire tutela dell'ambiente, lavoro e dignità.

 

 

 

 
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