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Un Marx deturpato dallo stalinismo PDF Stampa E-mail
giovedì 28 febbraio 2019
Un Marx deturpato dallo stalinismo
 
 
 
 
 
di Gustavo Machado
 
marx_deturpato

Mentre vandali e fascisti si continuano ad accanire in queste settimane sulla tomba di Marx, deturpandola con scritte di insulti, altri tipi più sottili (e ben più insidiosi) di oltraggio a Marx vengono compiuti ogni giorno da stalinisti e riformisti vari, che ne travisano il pensiero per cercare di ridurne la portata rivoluzionaria e l'estrema attualità. Questo è il tema del brillante articolo di Gustavo Machado (del Pstu brasiliano) che presentiamo ai nostri lettori in traduzione italiana.

Vi sono molte introduzioni al marxismo in libri didattici o di propaganda. Secondo questi libri, Marx avrebbe elaborato tre grandi teorie: una teoria generale del mondo, una teoria generale della storia e, infine, una teoria generale del capitalismo.
In primo luogo avremmo il materialismo dialettico, che costituirebbe un sistema generale del mondo. Questo sistema sarebbe contrassegnato da una serie di leggi universali, come a dire, valide per spiegare tutto. Ad esempio, tutto è in movimento, tutto è contraddittorio, tutto è dialettico.
Avremmo, inoltre, il materialismo storico, elaborato da Marx, che spiegherebbe l'intera storia dell'umanità. Questa teoria potrebbe essere riassunta nel seguente modo: è l'economia che determina tutti gli altri aspetti della realtà. L'economia sarebbe governata dalla contraddizione tra forze produttive e rapporti di produzione. Questa contraddizione, d'altra parte, genererebbe l'inevitabile successione dei modi di produzione: il comunismo primitivo, il modo di produzione basato sulla schiavitù, il modo di produzione feudale e quello capitalista. Infine, il capitalismo produrrebbe il comunismo, tendendo al socialismo in una fase di transizione.
La terza teoria di Marx sarebbe rappresentata dalla cosiddetta economia marxista. Secondo questa teoria economica, avremmo delle teorie matematiche per effettuare il calcolo del plusvalore, dello sfruttamento, del profitto, ecc.
Ciò nonostante, il Marx che abbiamo ricostruito sopra, così familiare a molti, è una leggenda. Questa leggenda fu creata, in parte, dai primi tentativi di semplificare il pensiero di Marx dopo la sua morte, principalmente dallo stalinismo. E non avvenne senza una ragione. Le teorie di quel Marx rielaborato dallo stalinismo permisero di giustificare tutte le politiche staliniste, sia in Europa che nei Paesi dell'America Latina, dell'Asia e dell'Africa. Questi ultimi venivano generalmente considerati Paesi feudali. Per questo motivo, in Asia, in Africa e in America Latina, i partiti marxisti avrebbero dovuto allearsi con le loro borghesie per porre fine al feudalesimo e sviluppare il capitalismo. E per concludere, nella teoria generale dei modi di produzione attribuita a Marx, non sarebbe possibile parlare di socialismo fintanto che non si sia sviluppato il capitalismo.
Da ciò nacque la nozione dei "campi progressisti" borghesi e il sostegno dei partiti comunisti (stalinisti) ai governi come quello di Getúlio Vargas in Brasile. Da ciò deriva anche la politica di conciliazione delle classi, di un'alleanza tra proletari e capitalisti, per guidare lo sviluppo capitalistico nazionale. Molte volte tali teorie venivano giustificate appellandosi alla presunta teoria generale del mondo di Marx: il presunto materialismo dialettico. In fondo, se tutto è contraddittorio, se tutto è dialettico, qualsiasi cosa può essere giustificata semplicemente pronunciando quella legge magica.
 
Una teoria imprigionata
Lo schema sopra descritto è una grossolana falsificazione. Per avere un'idea, non c'è una sola opera di Marx destinata a esporre questo materialismo dialettico. Il termine, inoltre, è assente in tutti i suoi scritti. Né esiste un solo libro, articolo o discorso che abbia il fine di presentare una teoria generale della storia. Per produrre questa interpretazione, fu necessario estrarre frammenti di varie opere, assemblarli e ricomporli, creando artificialmente una teoria. Lo stalinismo si trovava in una posizione privilegiata per fare questo lavoro di falsificazione. Alla fine, i suoi istituti trasmisero la maggior parte dei testi inediti di Marx, modificandoli per la prima volta per il mondo intero.
Ad esempio, il libro L'ideologia tedesca è stato pubblicato per la prima volta a Mosca, negli anni Trenta del Novecento. Si tratta di un testo di polemica di Marx ed Engels contro gli ideologi tedeschi di moda in quell'epoca. Nell'edizione sovietica, tutte le polemiche furono rimosse. Fu pubblicato un libro di estratti ritagliati e riorganizzati senza alcun criterio, con titoli inventati dagli editori. Tutto faceva sembrare che fosse un'opera in cui Marx presentava una teoria generale della struttura della storia.
Normalmente, quando leggiamo le critiche al pensiero di Marx scritte da accademici, liberali o conservatori, è a questo Marx creato dallo stalinismo che i critici fanno riferimento, spesso senza esserne consapevoli.
 
Cosa è il materialismo di Marx
È ovvio che Marx aveva una concezione generale del mondo e della storia. Tuttavia, una concezione indica dei punti di partenza e un percorso da compiere. Ecco perché la concezione di Marx del mondo e della storia non può essere confusa con un sistema che è già finito o chiuso. In effetti, questa concezione di Marx è potente. Tale concezione si caratterizza molto più per quello che essa nega piuttosto che per quello che essa afferma. Secondo Marx, la realtà può essere spiegata in sé stessa, senza bisogno di appellarsi a un qualche elemento esterno alla realtà stessa, quale potrebbe essere la natura umana o una forza divina.
 
La società fa l'uomo
Questa concezione afferma, anche, che lo sviluppo dell'uomo avviene necessariamente all'interno di una forma di società e come parte integrante di essa. Per questo, per Marx, l'uomo non è né buono né cattivo per natura; né peccatore né virtuoso. L'uomo sviluppa le sue caratteristiche specifiche in rapporto alla forma di società in cui vive. Pertanto, in una società come quella capitalista, segnata dalla guerra di tutti contro tutti alla ricerca di un posto lavoro, di un nuovo incarico, di un posto vacante nell'università, di una fetta di profitto, l'individuo egoista tende ad estendersi da ogni parte. D'altra parte, quella stessa forma di società, unendo i lavoratori nella lotta contro i padroni tende a produrre, anche, dei legami di solidarietà tra essi.
Tutte queste caratteristiche e molte altre possono essere spiegate studiando la società, con tutte le sue contraddizioni, antagonismi e particolarità.
In questo senso, Marx è un materialista, perché difende l'idea che la realtà possa essere spiegata attraverso lo studio delle relazioni che si stabiliscono tra le cose e le persone all'interno della società. Il materialismo, quindi, non ha nulla a che vedere con la difesa di quei soli interessi legati al prendere, pesare o vedere le cose. In realtà, è il contrario. Ciò che è fondamentale nella società sono tipi specifici di relazioni tra le persone che la caratterizzano. Rapporti che non possono essere visti, sentiti o soppesati da nessuno, proprio perché sono processi, relazioni tra persone. Ad esempio, nessuna scala, microscopio o lente d'ingrandimento può pesare o vedere lo sfruttamento tra capitalista e lavoratore, il valore delle merci, il plusvalore, tra le varie possibili relazioni sociali.
 
Riproduzione delle relazioni sociali
Inoltre, nella concezione materialista della Storia non vi è una moltitudine di relazioni sconnesse. La forma dell'organizzazione umana non solo produce la sua sopravvivenza in un determinato modo, ma necessita sempre di riprodurre quel processo. Da un lato, non siamo noi a scegliere la forma di organizzazione sociale in cui viviamo, poiché nasciamo all'interno di quella organizzazione; dall'altro, non è possibile reinventare il mondo ogni giorno. Dobbiamo quindi riprodurre la medesima forma di organizzazione sociale, gli stessi presupposti, affinché ogni mese possiamo avere accesso, bene o male, agli alimenti, all'alloggio, ai trasporti e così via. E per questo che ci sono alcune relazioni sociali che sono necessarie in una assegnata forma di società. Nel capitalismo, ad esempio, vi sono le relazioni tra i capitalisti e il proletariato, la produzione delle merci come valori, l'estrazione di plusvalore nella loro produzione e l'accumulazione dei capitali. Tutti questi rapporti, che in una certa forma di società devono essere ripetuti ogni giorno in una certa maniera, Marx li chiama struttura. Questa struttura, siccome è necessaria, condiziona tutti gli altri rapporti sociali.
Come possiamo vedere, oltre a negare l'interferenza divina nella realtà o nella natura umana, la concezione di Marx ha aspetti positivi. È necessario, per comprendere gli eventi, studiare la forma della società nella sua interezza. Interezza entro cui sorgono differenze o casi specifici. Per Marx non esiste una teoria generale della politica, una teoria generale dello Stato, una teoria generale della cultura di una forma di società. In questa forma di società, alcune relazioni sono più importanti, perché quel tipo di società non può sopravvivere senza di esse.
 
Riappropriarsi del pensiero di Marx
Lo stalinismo ha completamente sovvertito questa concezione di Marx. Ha trasformato il rapporto di condizionamento tra la struttura e gli altri domini della realtà in un rapporto di causa-effetto, come a dire che sarebbe sufficiente studiare la struttura, cioè l'economia, poiché il resto risulterebbe conseguire dalla struttura in un modo univocamente determinato. Ecco perché, in fondo, hanno poca importanza le politiche difese da Stalin. In fin dei conti, come prodotto delle contraddizioni economiche, il socialismo vincerebbe comunque.
Per farsi un'idea di ciò, solo per studiare una di quelle forme di organizzazione della società, il capitalismo, Marx vi ha dedicato tutta la sua vita. E anche così, non è riuscito a portare a termine il suo lavoro: dei tre libri in programma per Il Capitale, solo il primo fu completato. Come possiamo quindi vedere, l'analisi della realtà è un compito complesso e difficile. Al contrario, secondo lo schema della struttura della storia dello stalinismo, Marx avrebbe risolto tutti gli enigmi dell'intera storia in un solo colpo.
Dopo la principale sconfitta dello stalinismo, con la caduta del muro di Berlino nel 1989, i marxisti stanno affrontando un compito inedito: riprendere il pensiero di Marx, così come quello di altri importanti autori. Questo processo di analisi teorica deve camminare fianco a fianco con la stessa lotta di classe, proprio come fece Marx in tutta la sua vita.
Solo in questo modo potremo dare un altro destino alla lotta dei lavoratori in tutto il mondo, un destino diverso dalla tragica fine che ha prodotto l'intervento dello stalinismo nel movimento dei lavoratori in tutti gli angoli del pianeta.
 
[dal sito della Lit-Quarta internazionale, www.litci-org
traduzione dallo spagnolo a cura di Salvo de Lorenzo]
 
 
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