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Trump intensifica la guerra commerciale e di classe PDF Stampa E-mail
domenica 21 ottobre 2018

Trump intensifica la guerra

commerciale e di classe

 

 

Peter Windeler

(Isl, sezione inglese della Lit-Quarta Internazionale)

 

Donald Trump sta aumentando la sua guerra di attacchi economici con una proposta di accordo bilaterale tra Stati Uniti e Messico che sostituisce l'accordo di libero scambio nordamericano (Nafta) tra Stati Uniti, Messico e Canada. Ciò costringe il Messico a fare nuove concessioni, mentre esige dal Canada, se vuole aderire, cambiamenti sostanziali nelle sue relazioni economiche, a beneficio degli Stati Uniti.

All'inizio di quest'anno, Trump ha annunciato che sarebbero state imposte le tariffe sulle importazioni di acciaio (25%) e alluminio (10%) a partire dal 23 marzo. La Cina ha accusato gli Stati Uniti di lanciare la più grande guerra commerciale della storia, con l'imposizione di tasse di 50.000 milioni di dollari Usa su questi prodotti importati dalla Cina, che ha reagito applicando le tasse su soia, cotone, mais, tabacco e automobili prodotte negli Stati Uniti.
Ciò significa che il capitalismo non è stato in grado di negoziare le sue regole di commercio tra i vari paesi. L'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) definisce le regole del commercio e l'ultimo ciclo di negoziati, il "ciclo di Doha", non ha condotto ad un accordo nonostante siano trascorsi diciassette anni. Il risultato netto potrebbe essere un calo generale della crescita mondiale dell'1% e una riduzione del 5% nella crescita degli Stati Uniti.

Ma queste tasse porteranno a risultati contrastanti negli Stati Uniti, peggiorando la sua posizione, alimentando il fuoco dei futuri conflitti.

Donald Trump non è solo ad aver imposto le tasse sull'acciaio; George W. Bush ha provato le stesse misure nel 2003 e l'equivalente americano di Jeremy Corbyn, Bernie Sanders, un senatore del Vermont che ha concorso alle primarie presidenziali democratiche, ha detto che sostiene la politica dei dazi.

Mentre Trump afferma che "... le guerre commerciali sono buone e facili da vincere", un professore di Princeton sostiene che gli Stati Uniti dichiararono guerra al sistema commerciale.

Trump aveva promesso i dazi durante la sua campagna elettorale presidenziale. Ciò è stato accolto positivamente negli Stati dell'Ohio, Pennsylvania e Indiana, produttori di acciaio. Ma questa politica condusse alle dimissioni del suo principale consigliere economico, Gary Cohn.

Anche un'azienda leader come la Harley-Davidson sta chiudendo la sua fabbrica a Kansas City, poiché le tasse commerciali aumenteranno il costo di produzione negli Stati Uniti. Ora, molte altre grandi aziende stanno minacciando di trasferire la produzione delle loro fabbriche all'estero.

Nel Regno Unito, dove l'industria dell'acciaio lotta per la sopravvivenza, le nuove tasse possono essere fatali, perché il 7% della produzione (350.000 tonnellate) viene esportato negli Stati Uniti.

Altri paesi che saranno interessati sono il resto dell'Unione Europea (Ue), Brasile, Giappone e Corea del Sud.

La prospettiva di un'intensificazione della guerra commerciale, il rallentamento della crescita e la crisi del debito emergente in alcuni paesi costituiscono le principali linee di divisione dell'imperialismo dopo il 2008.

Ciò che Trump sta cercando di fare, in conflitto con alcuni potenti settori del capitalismo americano, è di ristrutturare l'economia mondiale a beneficio delle grandi aziende statunitensi ad aumentare il loro monopolio, come è accaduto dopo la crisi del 2008, vale a dire, una centralizzazione del capitale finanziario ancora maggiore. Ma tutta la produzione, in qualsiasi parte del mondo, deve seguire la legge della produttività del lavoro; l'acciaio viene prodotto al di fuori del Nord America in modo più efficiente, essenzialmente con una maggiore produttività del lavoro. Il nazionalismo economico si tradurrà in una riduzione della produttività.

Trotsky nel 1930, parlando del nazionalismo economico in Germania e Italia, ha confrontato i tentativi di risolvere i problemi del capitalismo attraverso il nazionalismo con la leggenda di Procuste, il bandito greco che estendeva o tagliava le gambe dei suoi prigionieri per farli stare nel suo letto.

Le tariffe porteranno anche all'inflazione, nella misura in cui aumenteranno i costi di produzione ma non il valore. L'inflazione è l'espressione del disordine delle relazioni interne del capitalismo.

Trotsky ha parlato degli Stati Uniti come del tipo più perfetto di sviluppo capitalistico. Aveva un grande mercato interno e una superiorità tecnologica ed economica rispetto ai suoi principali concorrenti in Europa.

Le tendenze del monopolio e del controllo del capitale finanziario continuarono nel periodo postbellico. E dopo la crisi economica del 2008, nonostante tutti i discorsi sulla regolamentazione dell'attività bancaria, le banche sono diventate ancora più potenti. "Il consolidamento della crisi finanziaria dopo il 2008 tra il settore bancario il 1992 e il 2017, il numero di banche commerciali negli Stati Uniti è diminuito da 11.463 a 5.796, pari a circa -49% - ci sono un totale di 122 banche e grandi giganti che controllano collettivamente l'82% di tutte le attività bancarie commerciali ... le quattro maggiori banche negli Stati Uniti detengono circa il 41% delle attività bancarie totali nel 2017 "[1].

Gli Stati Uniti hanno ancora forza economica e potere militare. E cerca di risolvere i problemi economici con mezzi politici, economici o militari (nel dopoguerra, con le guerre locali, regionali o per conto di altri Paesi).

Gli Stati Uniti hanno usato la crisi della Corea del Nord per stabilire un sistema missilistico che possa raggiungere tutta la Cina. La logica capitalista è che la guerra militare o la sua minaccia accompagnano la guerra commerciale. Ma anche usando questa potenza, la situazione è cambiata. Il vantaggio tecnico degli Stati Uniti è stato ridotto, rispetto a Cina, Giappone e un certo numero di nazioni di nuova industrializzazione.

 

La guerra commerciale non è una soluzione per i lavoratori

I lavoratori del Regno Unito non dovrebbero schierarsi con i difensori della guerra commerciale.

L'instabilità crescente in tutto il mondo, in Europa e nel Regno Unito significa che la classe dirigente combinerà l'austerità con la Brexit e con gli effetti della guerra commerciale usando lo slogan "stiamo tutti uniti" per far pagare ai lavoratori la loro crisi.

L'unica vera soluzione è che le masse del mondo esigano che le multinazionali producano ciò che serve ai bisogni dell'umanità. Per il momento, Trump sta cercando di comportarsi come Archimede e usa gli Stati Uniti come punto di appoggio della sua leva finalizzata  mettere il mondo a testa bassa; tuttavia, il suo  sforzo sarà infruttuoso.

Solo la classe operaia può difendersi, e la sua migliore e l'unica difesa duratura è una lotta di massa per il socialismo e per la distruzione del potere della classe dominante.

Una rivoluzione vittoriosa dei lavoratori in un Paese ispirerebbe eventi simili in tutto il mondo. Molto rapidamente, con la cooperazione, la produzione può essere organizzata per soddisfare le esigenze di tutti.

 

 

[1] lavozlit.com/what-is-imperialism-a-marxist-understanding-part-1/

 

 

(Articolo originale in inglese, tratto da Socialist Voice, n. 33, periodico della Isl; traduzione di Salvo De Lorenzo)

 

 
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