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Fuori le mani di Trump dal Venezuela! PDF Stampa E-mail
lunedž 04 febbraio 2019

Fuori le mani di Trump dal Venezuela!

Sono i lavoratori e le loro organizzazioni

a dover cacciare Maduro!



di Victor Quiroga

 

 

 

 

 

La crisi venezuelana sta diventando incandescente. E questa situazione si ripercuote su tutta la regione.
Come afferma la dichiarazione dei nostri compagni della Ust del Venezuela: “C’è una ingerenza imperialista in Venezuela, con la autoproclamazione di Juan Guaidò come presidente ad interim della Repubblica il 23 gennaio dell’anno in corso. Questa è stata concertata in anticipo con Donald Trump, che poi  ha dichiarato di riconoscere e  spalleggiare il ‘Presidente incaricato’. E adesso con una nuova scalata di misure, il governo di Trump annuncia il blocco dei conti della compagnia nazionale [venezuelana] del petrolio negli Usa.”
A seguire Macrì, Bolsonaro, Duque della Colombia, il cosiddetto “Gruppo di Lima”, hanno riconosciuto Guaidò come Presidente Incaricato, disconoscendo Nicolas Maduro.
Le bravate di Trump arrivano fino a porre la questione di “non scartare un intervento militare”. Niente di tutto questo possiamo appoggiare come militanti socialisti, dichiariamo che saremo contrari a qualsiasi intervento militare contro il Venezuela o qualsiasi tentativo di colpo di Stato, dicono correttamente i compagni della Ust.
Né Trump, né Macrì, né Bolsonaro dovrebbero mettere becco. Macrì sta attaccando tutta la classe lavoratrice, reprimendo brutalmente le lotte, mantiene in carcere i prigionieri politici come Daniel Ruiz e ha una lunga lista di omicidi di “grilletti facili”, della quale dovrà dar conto. Inutile dire di Trump capo dell’imperialismo a livello mondiale, che spalleggia l'aristocrazia assassina saudita, alla quale fu reso onore sul nostro suolo in occasione del G20. Ha appoggiato tutte le dittature militari che ci sono state in America Latina e nel mondo. Di quale democrazia possono parlare tutti questi? Urtubey, Pichetto, Massa, e altri peronisti si sono uniti al coro di "difesa della democrazia" in Venezuela. Non hanno voluto lasciare solo Macrì.

Il governo di Maduro : ha prodotto una catastrofe economica e sociale
Denunciare l'ingerenza imperialista e dei suoi governi lacchè, non può occultare che il principale responsabile della situazione venezuelana è Maduro. Dice la Ust (sezione della Lit-Quarta Internazionale in Venezuela): “Rivendichiamo il legittimo diritto che hanno i lavoratori e il popolo venezuelano a protestare, manifestare e andare a marciare contro un governo che li uccide di fame, per mancanza di medicinali, che li tiene sottoposti alla più profonda crisi che si conosca nella storia recente del paese e che mantiene nella più deplorevole distruzione i servizi di salute, istruzione, trasporti, telecomunicazioni etc. Ripudiamo e denunciamo la azione repressiva del governo (…)”. Perseguita gli oppositori e mantiene detenuti i dirigenti sindacali come nel caso della Ferrominera. Già ci sono quasi 30 morti e 800 fermati per le manifestazioni che si succedono quotidianamente. Ha liquidato i contratti collettivi. Oggi il salario minimo è intorno ai 6 dollari…
La disperazione ha portato ad una grande migrazione verso Colombia, Perù, Brasile, Ecuador, Cile e Argentina.
“Tutte queste sono le cause della brutale crisi che oggi soffriamo noi venezuelani e questa è totale responsabilità del governo, per tutto questo insistiamo nel volere che questo governo se ne vada. Dichiariamo categoricamente: 'Fuori Maduro!” (Dichiarazione della Ust del 25 gennaio 2019).

Per una alternativa indipendente dei lavoratori e delle masse popolari
La sinistra in generale ha ripudiato l’ingerenza nordamericana e quella dei suoi lacchè. Ma la maggioranza tace sulla responsabilità del governo chavista, giustificando l’attacco ai lavoratori attraverso il “blocco economico”, e per "non fare il gioco della destra”. Altre organizzazioni che ritengono responsabile Maduro della catastrofe non pongono la cacciata di Maduro come unica soluzione per imporre “un piano operaio”. Crediamo che siano delle posizioni sbagliate.
E’ chiaro che nessuna soluzione verrà dall’intervento yankee, dai governi borghesi imperialisti d’Europa e dai loro lacchè, e dalla loro marionetta Guaidò. Questi hanno alimentato il conflitto e vogliono portare tutto verso i negoziati e la “transizione democratica”. Come Maduro sono presi dal panico all’idea che siano i lavoratori a dare una alternativa di governo. Per questo non difendono l'aumento dei salari, i contratti collettivi, la conservazione delle imprese, ecc.
Però non c’è in Venezuela oggi nessuna possibilità di sbarrare il passo alla destra e all’imperialismo attraverso il governo Maduro. Questi, la cupola militare e la "boliborghesia" sono compromessi con gli affari delle imprese miste, con le multinazionali del petrolio e dei minerali del “Arco minerario dell’Orinoco” (oro, diamanti, coltam, litio, ecc.), e difficilmente romperanno con i loro soci. Inoltre, sono odiati dalle masse e dai lavoratori, per quanti video possano mostrare di mobilitazioni a proprio sostegno. Le masse e i lavoratori non manifesteranno per difenderlo né affronteranno l’imperialismo insieme a Maduro.
Solo dando impulso all'organizzazione indipendente dei lavoratori per cacciare Maduro e il suo governo possiamo imporre un piano operaio, opposto a quello dell’imperialismo, di Guaidò e della opposizione di destra. Al contrario di quello che dice la sinistra chavista, bisogna organizzare ogni quartiere, ogni fabbrica, ogni università per dare impulso alla mobilitazione e sconfiggere Maduro, affrontare la destra e l’imperialismo.

Un piano operaio per il Venezuel
Un piano operaio deve basarsi sulla soluzione delle necessità più sentite: alimenti, medicine, salari. Dovrebbe contemplare alcune misure quali: sospendere immediatamente il pagamento del debito estero e dei suoi interessi. immediata importazione di medicine, di latte in polvere, burro, farina, ecc. Bisogna espropriare le multinazionali del petrolio, degli alimentari, dei medicinali, e metterle a produrre sotto la direzione e il controllo dei lavoratori.

(*) dal sito della Lit-Quarta Internazionale www.litci.org
[traduzione dallo spagnolo di Marco Sbandi]

 
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