Partito di Alternativa Comunista
Logo
Menu principale
Home Page
Doppia oppressione
Politica italiana
Politica internazionale
Sindacato
Notizie locali
Progetto Comunista
Trotskismo oggi
teoria e formazione
Appuntamenti
Per ricevere le circolari
Per contattarci
Link
Fotografie
Lotte Immigrati
Chi siamo
Archivio Leon Trotsky
 
 
archivio trotsky

Simbolo del Partito di Alternativa Comunista

simbolo_pdac 

  simbolopermodulo

 

Documenti da scaricare


sindacato e lavoro
 
 
 
 
 
 
 
 

Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
logo lit-ci

Clima: il capitalismo condanna l'umanità alla catastrofe PDF Stampa E-mail
mercoled 25 settembre 2019
Clima: il capitalismo condanna
l'umanità alla catastrofe
 
clima_catastrofe
 
 
 
di Jeferson Choma (*)
 
 
«Dal punto di vista di una forma economica superiore della società, la proprietà privata del globo terrestre da parte di alcuni individui sembrerà tanto assurda quanto la proprietà privata di un essere umano su un altro essere umano. Perfino un'intera società, una nazione e tutte le società prese nel loro insieme non sono proprietarie della Terra. Ne stanno appena mantenendo il possesso, come usufruttuari, e come buoni padri di famiglia hanno il dovere di tramandarla in condizioni migliori alle generazioni successive». (Karl Marx, Il Capitale)
 
«Se la natura fosse una banca, sarebbe già stata salvata. (Eduardo Galeano)
 
 
E' in corso la settimana mondiale contro i cambiamenti climatici. Vengono realizzate diverse attività e proteste socio-ambientali, in risposta alla distruzione dell'ambiente, al riscaldamento globale e agli attacchi concreti compiuti dai governi capitalisti di tutto il mondo, ma anche contro Bolsonaro e la sua politica devastatrice.
Non mancano le ragioni per scendere in piazza. La crisi climatica è innegabile e ha conseguenze drammatiche per l'umanità. In tutto il mondo, tutti i governi e le multinazionali dimostrano che il capitalismo distrugge il pianeta, perché per loro i profitti valgono più di ogni altra cosa.
In Brasile, all'inizio di quest'anno, abbiamo assistito sbalorditi alla rottura di una diga della miniera Vale in Brumadinho [Minas Gerais]. Quasi 400 persone sono morte, ville, piantagioni e fiumi sono stati distrutti e contaminati dalla nube tossica. Ad agosto, il fumo proveniente dall'incendio della foresta pluviale amazzonica ha raggiunto le città del sud-est e del sud del Paese, in un drammatico allarme su ciò che accade nella più grande foresta pluviale tropicale del mondo.
Gli incendi continuano a consumare l'Amazzonia e altre biomasse come la Foresta Atlantica, il Cerrado e il Pantanal. Nel frattempo, il governo Bolsonaro smantella l'intera struttura di controllo ambientale del Paese, cerca di mettere a tacere l'Inpe, l’organo che monitora la radura amazzonica, e incoraggia l'invasione di terre indigene e delle riserve naturali.
Sfortunatamente, per molti, la lotta contro la distruzione dell'ambiente sembra essere ancora qualcosa di molto astratto e distante dalla loro realtà. Ma ciò costituisce un inganno pericoloso. La distruzione della natura da parte del capitalismo ha a che fare direttamente con la sopravvivenza dell'umanità. I cambiamenti climatici possono ridurre la produzione di cibo, la disponibilità di acqua, l'emergere di nuove malattie ed epidemie e costringere alla migrazione milioni di persone. Siamo davvero sull'orlo di un collasso ecologico di profonde conseguenze per tutta la civiltà.
 
I cambiamenti climatici sono davvero reali
Esistono prove scientifiche molto forti che attestano il riscaldamento globale. Non è un'opinione di un gruppo di persone, ma di misure scientifiche accurate e di osservazioni concrete elaborate da ricercatori e da importanti istituti scientifici, che rafforzano l'ipotesi che il pianeta si sta riscaldando.
Il nostro pianeta è come un sistema vivente, in cui i componenti fisici della Terra [atmosfera, criosfera,(1) idrosfera e litosfera] sono intimamente integrati e formano un sistema complesso che conserva ben definite condizioni climatiche e di vita. Se, ad esempio, vi fosse più ossigeno presente sulla Terra, la vita sarebbe molto diversa da come la conosciamo, e molto probabilmente non ci sarebbero esseri umani a camminare sulla sua crosta. Se nella realtà non esistessero gas come l'anidride carbonica (CO2) o il gas metano (CH4), la Terra sarebbe sicuramente molto più fredda e la sua superficie sarebbe quasi completamente coperta di ghiaccio.
I cosiddetti gas serra (come CO2 e CH4) funzionano come una copertura che mantiene il riscaldamento termico della Terra, essenziale per far sì che il pianeta abbia le condizioni ideali per la sopravvivenza degli esseri viventi. Tuttavia, come mostrano i grafici della CO2,(2) si è verificato un chiaro aumento delle emissioni di CO2 a partire dalla rivoluzione industriale, che ha causato l'aumento della temperatura del pianeta. È a partire da quell’epoca che il capitalismo ha cominciato ad usare combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) su larga scala, per far funzionare le sue industrie e costruire la sua civiltà.
Una delle evidenze in tal senso è rappresentata dallo scioglimento dei ghiacciai, che è stato scientificamente misurato dagli istituti di ricerca. Oltre alle evidenze concrete già sperimentate da molte persone. Nelle Ande, ad esempio, le comunità indigene e contadine del Perù e della Bolivia soffrono già della scomparsa dei ghiacciai, essenziali per l'approvvigionamento idrico di queste comunità. Cime innevate come Chacaltaya (Bolivia) e Kilimanjaro (Tanzania) hanno praticamente perso i loro spessi strati di neve, che una volta le coprivano.
Altre evidenze vengono dallo studio degli oceani, che costituiscono i maggiori serbatoi di CO2, assorbendone un terzo del totale. Ma l'eccesso di questo gas ha portato a un processo di acidificazione che può uccidere i coralli, la base di tutta la vita marina. Il riscaldamento degli oceani ha causato anche cambiamenti in quel complesso sistema di correnti fondamentali per mantenere il clima così come lo conosciamo. Le correnti oceaniche distribuiscono difatti il calore dalle latitudini più basse verso quelle più alte, come nel caso della Corrente del Golfo che ha registrato una riduzione di velocità.
Inoltre, il riscaldamento degli oceani provoca lo scioglimento delle calotte polari e l'innalzamento degli oceani, costituendo una minaccia per le città costiere.
 
Un processo naturale?
Ma l'incremento quantitativo di CO2 non è forse naturale, cioè indipendente dall'azione umana? In effetti, una maggiore emissione di CO2 potrebbe verificarsi in modo naturale, ad esempio per effetto dell'aumento delle attività vulcaniche. Ma questo non è quello che è successo negli ultimi 150 anni, poiché le attività vulcaniche di questo periodo sono state nel loro insieme piccole e insufficienti per produrre l’alterazione del clima del pianeta.
Inoltre, secondo gli scienziati, dalla seconda metà del ventesimo secolo sono state registrate le temperature più elevate degli ultimi 11.000 anni, cioè durante l'intera epoca geologica dell'Olocene. Come si può vedere dai grafici, l'aumento delle emissioni di CO2 e l'aumento della temperatura sono correlati con l'inizio della rivoluzione industriale e, successivamente, con l'espansione dell’industria e con l'urbanizzazione verificatesi dopo la seconda guerra mondiale (con un salto di 300 ppm [parti per milione, ndt] di CO2 nel 1940 sino ad arrivare alle 380 ppm circa di oggi). 
Per tutto questo, i cambiamenti climatici sono una realtà per oltre il 90% degli scienziati. E questi cambiamenti sono un prodotto dell'azione umana negli ultimi 150 anni: più precisamente, un prodotto del sistema capitalista e della combustione di combustibili fossili per alimentare il sistema industriale mondiale.
 
Capitalismo e distruzione dell'ambiente
I cambiamenti climatici sono solo uno dei problemi ambientali prodotti dal capitalismo, che si aggiungono alla devastazione e alla distruzione di grandi territori nelle mani di aziende energetiche, minerarie e del legname, all'enorme inquinamento dei fiumi e dei mari e all'urbanizzazione selvaggia di intere aree del pianeta.
Il capitalismo è totalmente insostenibile dal punto di vista ambientale. Il ciclo di produzione del capitale è guidato dalla necessità dei profitti, per un consumo più rapido e crescente di risorse naturali. Ciò porta alla depredazione della natura, poiché l'appropriazione continuata delle risorse semplicemente non è compatibile con il tempo necessario per la ricomposizione dei cicli naturali. Questo squilibrio è chiamato da Marx «rottura metabolica». L'idea è semplice. In tutte le società umane esiste un'interazione tra il lavoro umano e la natura che da questo lavoro risulta modificata. Questa interazione conduce ad uno scambio di energia e di materiali tra gli esseri umani e il loro ambiente naturale, condizione necessaria per l'esistenza stessa della civiltà. Altre civiltà del passato hanno mantenuto questo rapporto più o meno equilibrato. Ma nel capitalismo non è stato così. Secondo Marx, «distruggendo le condizioni di quel metabolismo, ella [la produzione capitalista] impedisce il suo [della natura, ndt] recupero sistematico come legge regolatrice della produzione sociale, in un modo che risulti adeguato al pieno sviluppo della razza umana».
Tutto lo sviluppo tecnico in agricoltura per aumentare la fertilità del suolo, esemplifica Marx, significa in seguito la rovina delle fonti naturali di quella fertilità. Lo sfruttamento della natura si accompagna allo sfruttamento del lavoratore: «La produzione capitalistica, di conseguenza, sviluppa solo la tecnica e il grado di combinazione del processo sociale di produzione utilizzando simultaneamente le fonti originali di tutta la ricchezza: il suolo e il lavoratore», spiega Marx nel Capitale.
Né i miglioramenti tecnologici nel capitalismo possono costituire una soluzione. Quando un'azienda capitalista ottiene una maggiore efficienza, la usa per produrre quantità più economiche e maggiori di merci, per massimizzare i suoi profitti. Ciò significa un maggiore sfruttamento della natura e dei lavoratori.
Il capitalismo non smetterà mai di guadagnare di più consumando meno risorse. Se un'impresa capitalista lo fa, viene semplicemente divorata da un'altra impresa, che sfrutterà rapidamente il miglioramento per estrometterla dal mercato.
È per questo che le soluzioni riformiste finalizzate a risolvere la crisi ambientale sono destinate a fallire. Ciò spiega anche il fallimento di tutti gli accordi ambientali internazionali che mirano a ridurre la CO2 per contenere il riscaldamento globale. I leader di 195 Paesi non sono in grado nemmeno di contenere l'aumento della temperatura media del pianeta a meno di 2°C fino al 2100, come previsto dall'Accordo di Parigi.
 
Una nuova era
Inoltre, i cambiamenti climatici sono lungi dall'essere riconducibili a una «teoria cospirativa». Molti scienziati hanno adottato il concetto di «antropocene», ovvero la definizione di una nuova era geologica, enfatizzando il ruolo degli esseri umani nella trasformazione del mondo biofisico e nell'origine dei problemi ambientali globali. La Commissione internazionale di stratigrafia, un'agenzia dell'Unione internazionale delle scienze geologiche, ha studiato i criteri per definire questa nuova era della Terra. La decisione finale sarà presa nel 2020, durante il Congresso internazionale di geologia a Nuova Delhi, in India.
Tuttavia, questo concetto sembra limitativo, in quanto ignora il ruolo centrale delle relazioni di potere, lo sfruttamento e le disuguaglianze sociali prodotte dal sistema capitalista. Come si vede nei grafici, i cambiamenti climatici sono correlati alla maggiore emissione di CO2, esattamente nel periodo del capitalismo industriale. In tal senso, è più preciso il concetto di «capitalocene» come propongono alcuni ricercatori marxisti, considerando che l'azione umana è sempre determinata dalle relazioni politiche ed economiche nel contesto del capitalismo globale.
 
Bolsonaro e Trump negano il riscaldamento globale
È noto che Donald Trump abbia negato l'esistenza del riscaldamento globale, nonostante tutte le ricerche condotte da istituti di ricerca negli Stati Uniti come la Nasa, il Noaa e persino il Dipartimento dell'agricoltura del suo Paese (Daeu, in inglese). Ma cosa aspettarsi da un presidente che difende il movimento anti-vaccini nel suo Paese?
La verità, quella che Trump vuole nascondere con il suo discorso, è il fatto che gli Stati Uniti sono, accanto alla Cina, i più grandi responsabili di emissioni di CO2 al mondo. Ridurre le emissioni significa semplicemente minori profitti per le aziende nordamericane. D'altra parte, Trump è un alleato dell'industria petrolifera ed è per questo che ha deciso di aprire il Rifugio nazionale di specie selvagge dell’Artico in Alaska alle compagnie per la ricerca e lo sfruttamento di petrolio e gas.
Bolsonaro segue il suo maestro. Per questa ragione, anche i membri del governo negano il riscaldamento globale, così come i loro seguaci e il diplomatico Ernesto Araújo. Di recente, il diplomatico ha affermato che i dati diffusi dal satellite, che descrivono l'aumento della combustione in Amazzonia, non differenziano i «fuochi di campo» dai «grandi incendi».
Se negli Stati Uniti la maggiore emissione di CO2 è causata dall'industria, in Brasile oltre il 70% delle emissioni di questo gas è dovuto alla combustione, alle concessioni verso l’agricoltura e l’allevamento di bestiame intensivo (46% di emissioni dovute al dissodamento, seguite dal 24% di emissioni legate ad attività zootecniche). Questo è un altro esempio del carattere coloniale dell'economia brasiliana.
Il governo Bolsonaro nega il riscaldamento globale per trasformare l'Amazzonia in pascolo e area mineraria delle multinazionali. Il suo falso nazionalismo nasconde il suo obiettivo principale, come ha già detto più volte: trasformare il Paese in una colonia di Trump e aprire l'Amazzonia allo sfruttamento americano.
 
Socialismo e ambiente
La lotta in difesa dell’acqua, del suolo e dei sistemi ecologici deve essere accompagnata dalla strategia di superare il sistema capitalista e mirare alla costruzione di una società socialista, in cui la classe operaia abbia il potere politico ed economico.
Dire che la colpa della situazione attuale è del «comportamento umano» in generale, o fondamentalmente delle abitudini di consumo individuali, è mascherare la realtà. Il cambiamento climatico ha dei responsabili che hanno un nome e cognome. Solo 100 grandi aziende sono responsabili del 70% delle emissioni globali dal 1988, secondo il Climate Accountability Institute.
Il capitalismo crea uno stile di vita finalizzato a massimizzare l'uso dei beni e di fattori produttivi che si ripercuote sulla disponibilità dei mezzi di sussistenza. Creare degli standard di consumo perché si vendano le merci. I cambiamenti individuali nei consumi sono insufficienti e non alterano il sistema. Cambiamenti nello stile di vita e nelle abitudini sono realizzabili solo quando le relazioni sociali cambiano completamente.
La lotta per l'ambiente è una lotta per il superamento del capitalismo e per la costruzione di una società socialista che ponga fine allo sfruttamento irrazionale e al saccheggio del pianeta. Una società socialista, basata sulla proprietà sociale dei mezzi di produzione, che promuova una rivoluzione delle forze produttive, cioè che avanzi nella creazione di nuove tecnologie finalizzate al benessere dell'umanità e che realizzi una pianificazione economica che possa ripristinare l'unità tra l’uomo e la natura.
Con parole di Engels: «I fatti ci ricordano ad ogni passo che non regniamo sulla Natura come un conquistatore regna su un popolo straniero, cioè come qualcuno che è al di fuori della Natura, ma che apparteniamo ad essa [...] tutto il nostro dominio su di essa consiste nel vantaggio che siamo in grado, rispetto ad altre creature, di conoscerne le leggi e di poter usare questa conoscenza con giudizio [...]. Quanto più questa conoscenza avanza, tanto più gli uomini non solo sentiranno, ma comprenderanno che sono parte di un'unità con la natura, e l'idea assurda e innaturale di opposizione tra spirito e materia, tra uomo e Natura diventerà insostenibile». (La dialettica della natura)
 
(*) del Pstu, sezione brasiliana della Lit-Quarta Internazionale
dal sito www.litci.org
(traduzione di Salvo de Lorenzo)
 

Note
(1) La criosfera, secondo alcuni scienziati, fa parte delle cinque sfere in cui la Terra si divide, ed è costituita da regioni di ghiaccio permanente e neve e parti del terreno che contengono ghiaccio. L'altra sfera, la quinta, sarebbe la biosfera, ndt.
(2) I grafici sono consultabili al link: 
https://litci.org/es/menu/mundo/latinoamerica/brasil/jornada-por-el-clima-capitalismo-condena-a-la-humanidad-a-la-catastrofe-ambiental/
 
Articoli correlati
DONA IL TUO 5 PER MILLE ALLA ONLUS NUOVI ORIZZONTI

90063280722

per saperne di piu

clicca qui

Speciale elezioni Cremona

  Casellari giudiziari

candidati alle elezioni di Cremona

 

Curriculum vitae 

candidati alle elezioni di Cremona

MODENA 12-13 OTTOBRE

  ASSEMBLEA PUBBLICA

NAZIONALE APERTA A TUTTI DEL

PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA

 

BARI 20 Marzo
 
presentazionedella rivista 
  trotskismo oggi
bari_20_marzo
 
 
 
 
campagna tesseramento 2018
LA TV DEL PdAC
tv del pdac
 
Sottoscrizione

 Sostieni Alternativa Comunista

donando (in modo sicuro)

anche pochi euro

per aiutarci a costruire l'organizzazione

che serve per un'alternativa di società

paypall


 

Ultimi articoli
NEWS Progetto Comunista n85
      progetto85
NEWS Trotskismo Oggi n14
 
 
troskismo_14
TROTSKY IN LIBRERIA

 PROGRAMMA DI TRANSIZIONE

Grazie a una coedizione Massari Editore

e Progetto comunista 

programma di transizione

Gli atti del V Congresso nazionale Pdac 2018
 


Sito realizzato con Joomla CMS realizzato sotto licenza GNU/GPL. Amministrazione. Sito in versione Alfa.