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Cile Cronaca dello sciopero generale del 12/11 E' iniziata una rivoluzione PDF Stampa E-mail
venerdž 15 novembre 2019
Cile
Cronaca dello sciopero generale del 12/11
E' iniziata una rivoluzione
 
chile2
 
 
 
 
di Mariana, da Santiago
(Mit, sezione cilena della Lit-Quarta Internazionale)
 
Stamattina il Paese si è svegliato con le barricate in diverse città.  Lo sciopero generale ha avuto un'ampia adesione. Si è avuto il blocco quasi totale dei mezzi di trasporto. Alcuni settori hanno persino deciso di scioperare per 48 ore e non solo per le 24 ore convocate dalla Mesa de Unidad Social (il coordinamento che riunisce diversi sindacati e organizzazioni).
Allo sciopero si sono aggiunte marce di massa in tutto il Paese, di cui non sono "portavoce" né i dirigenti né la burocrazia sindacale.  I manifestanti per strada ripete "Fuori Piñera", che  "se ne vadano tutti"  e anche slogan più radicali: e cioè che le misure di capitalizzazione (misure per la estrazione di profitti per il capitale dai risparmi dei lavoratori, ndt) devono finire, che l'educazione, la salute, i trasporti devono essere pubblici, liberi e statali.  E che, ad ogni modo, il Cile si è svegliato e non sta combattendo solo per 30 pesos ma per 30 anni (i 30 anni di rapina da parte dei governi borghesi di centrodestra e centro sinistra che hanno ridotto alla fame il 90% della popolazione cilena, ndt)
Nei quartieri e persino nelle strade di tutto il Paese, la mobilitazione e gli scontri con la polizia sono molto diffusi.
In Cile, il potere esecutivo è a Santiago, al Palazzo de la Moneda.  Il Parlamento (l’organo legislativo) è a Valparaíso.  Anche oggi il Congresso non ha funzionato, poiché i funzionari hanno affermato che avrebbero avuto difficoltà a raggiungere la sede a causa dello sciopero generale.
La repressione delle avanguardie alla testa delle manifestazioni continua, e anche gli arresti e i feriti.
Il governo continua (insieme ai mezzi di informazione) nel tentativo di dividere i "pacifici" dai "violenti".  Da un lato, usando la forza e la repressione. Oggi, a Santiago, hanno lanciato massicciamente gas al peperoncino nella grande manifestazione. Ma anche l'autodifesa aumenta, cosicché la polizia viene spesso sopraffatta da una mobilitazione generalizzata. D'altro lato, cercano di incanalare quella che è una vera rivoluzione in atto verso la strada delle elezioni, sotto il controllo del governo, dell'attuale parlamento e della Costituzione dell'80 (che è quella emanata da Pinochet).
Ci sono diverse proposte per una Costituente, che hanno l’obiettivo di cambiare qualcosa in modo che tutto rimanga uguale.
La proposta del governo è che l'attuale parlamento modifichi alcuni punti della Costituzione e quindi li sottoponga a un referendum. Una farsa!  Perché le masse vogliono che Piñera e tutti gli attuali politici se ne vadano. 
La proposta del Pc e del Frente Amplio è che Piñera rimanga al potere e che l'attuale Congresso cambi un punto dell’attuale Costituzione in modo da consentire, alle attuali istituzioni e per effetto della Costituzione dell'80, di convocare un referendum a favore o contro l’elezione di un'assemblea costituente. E in ultimo: una nuova elezione, ma controllata dall'attuale Congresso, con la partecipazione degli stessi partiti tradizionali e controllata dallo stesso potere economico che governa il Cile da sempre.
Nel frattempo, la mobilitazione non si ferma. Ciò che è in corso è l'inizio di una rivoluzione.
Le mobilitazioni sono quotidiane e ovunque. Il saccheggio di grandi reti di supermercati e la distruzione e gli incendi in molti supermercati, o la distruzione di 27 stazioni della metropolitana, mostrano il livello raggiunto dalla ribellione. Nel saccheggio dei supermercati, ad esempio, la popolazione divide il cibo, ma gli altri oggetti (televisori, ecc.) nessuno li prende. Vengono distrutti e basta.  I manifestanti dicono: non siamo ladri.  Non vogliamo continuare a essere derubati, basta con le disuguaglianze e le ingiustizie, esigiamo uguaglianza e dignità.
 
Si cominciano ad organizzare e a generalizzare le assemblee popolari
Dobbiamo moltiplicare, coordinare e centralizzare queste assemblee popolari. Tali assemblee possono sia predisporre un piano di emergenza, che stabilisca le principali rivendicazioni dei lavoratori e del popolo, che organizzare la difesa delle manifestazioni e della popolazione contro la repressione.
Non si devono abbandonare le piazze fino alla caduta di Piñera, di tutti i governanti e della Costituzione dell'80.  Un'Assemblea costituente, per essere libera e sovrana e non una frode e una bufala, deve essere convocata e controllata dalle assemblee popolari. Questo è il percorso per costruire un governo operaio e popolare, basato sulle Assemblee Popolari, per portare al potere i lavoratori e il popolo, come descritto nella dichiarazione del Mit (Movimento Internazionale dei Lavoratori), la sezione della LIT-Quarta Internazionale in Cile che difende la prospettiva di una rivoluzione socialista.
 
(traduzione dallo spagnolo di Salvo de Lorenzo)
 
 
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