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Catalogna Una risposta di massa contro la repressione PDF Stampa E-mail
lunedž 21 ottobre 2019
Catalogna
Una risposta di massa
contro la repressione
 
 
 
 
 
 
di Corriente Roja
(sezione della Lit - Quarta Internazionale nello Stato spagnolo)
 
 
 
 
Pubblichiamo un articolo dei nostri compagni catalani che stanno intervenendo nelle gigantesche mobilitazioni di questi giorni contro la repressione del movimento indipendentista.
 
Nello Stato spagnolo viviamo da anni la repressione esercitata dal regime monarchico contro chiunque osi contestarlo. Questa repressione ha conosciuto un salto di qualità nel 2017 in occasione del referendum del 1 ottobre per la Catalogna.
L'incarcerazione dei dirigenti indipendentisti si è combinata con processi e detenzioni di attivisti. Questa ondata repressiva è ripresa anche in questi giorni, alla vigilia della sentenza, con l'arresto di attivisti.
Stavolta però sono andati più in profondità e hanno accusato gli arrestati, attivisti dei movimenti sociali e culturali, di "appartenenza a bande terroriste, con possesso di esplosivi con fini terroristici e cospirazione per commettere stragi": accuse prive di ogni fondamento, costruite ad arte dalla Guardia Civil e dalla magistratura, accuse che possono comportare pene di anni di prigione. Hanno usato lo stesso modus operandi che avevano impiegato contro Tamara e Adria Carrasco e con i giovani di Altsasu, dove avevano dipinto una rissa da bar in un caso di "terrorismo" e avevano trasformato l'arresto in una condanna anticipata, alimentando una campagna politico-mediatica vergognosa.
Se possono utilizzare l'infame accusa di "terrorismo" è perché nel 2015 il Partito socialista (Psoe) e il Partito Popolare (PP), con l'astensione di CiU [partito indipendentista catalano, ndt] modificarono il codice penale per introdurre con questa dicitura qualsiasi forma di opposizione al regime, senza che sia necessario provare un legame con una effettiva organizzazione terroristica o con attentati.
La campagna della destra accusando gli arrestati di "terrorismo" e l'indipendentismo, e lo stesso governo catalano di collaborazione, è vomitevole e si mescola con la richiesta di un nuovo 155 immediato [l'art. 155 della Costituzione spagnola permette al governo di obbligare una comunità automa a rispettare determinate disposizioni di legge e di porre sotto il controllo diretto le autorità che violino l'ordine, ndt]. Il Psoe peraltro non resta indietro: si allinea perfettamente con giudici e Guardia Civil, si riempie la bocca affermando che saranno i primi ad applicare questo articolo quando sarà necessario. Per quanto riguarda invece Unidas-Podemos è vergognoso il silenzio di fronte all'azione del governo Sanchez. O peggio le parole di Iglesias [leader di Podemos, ndt] che ha confessato che loro hanno sempre rispettato la legge e le sentenze e che se fossero ipoteticamente al governo applicherebbero le stesse misure.
 
L'ipocrisia del governo catalano
La denuncia della repressione degli attivisti da parte del governo della "generalitat" aiuta a smascherarla e a opporvisi, però non possiamo dimenticare che tutto ciò è intriso di ipocrisia. Infatti non hanno esitato a inviare i Mossos [la polizia catalana, ndt] a reprimere i manifestanti indipendentisti e antifascisti, così come hanno chiesto condanni tra i 6 e i 9 anni di prigione per i manifestanti che hanno bloccato una strada durante una riunione del Consiglio dei ministri il 21 dicembre scorso.
E c'è da segnalare che i Mossos si preparano ad affrontare le manifestazioni con gas al peperoncino e pistole taser.
 
Lavoratori e giovani devono essere l'avanguardia
La classe operaia e la gioventù avrebbero molto da perdere se rimanessero "neutrali" davanti a questa repressione. Non è necessario essere indipendentista per respingere frontalmente questi attacchi alle libertà e ai diritti fondamentali da parte di un regime allergico alle libertà democratiche, che obbedisce ai grandi imprenditori, con un re che nessuno ha scelto e con una unità statale imposta con la forza.
E' ora che i settori più coscienti del movimento operaio e sindacale si pongano alla testa della lotta contro la repressione e per il diritto all'autodeterminazione.
E' di grande importanza parlare con i compagni e le compagne, organizzare assemblee nei luoghi di lavoro e di studio, discutere di come possiamo rispondere a tutto questo, promuovendo la partecipazione più ampia alle mobilitazioni.
 
Serve una risposta di massa alla sentenza contro gli indipendentisti!
Libertà per tutti i prigionieri indipendentisti!
Amnistia per i prigionieri politici catalani!
Per l'immediato ritiro della Guardia Civil e della polizia nazionale dalla Catalogna!
 
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