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Brasile, 14 giugno 45 milioni in sciopero PDF Stampa E-mail
martedì 18 giugno 2019
Brasile, 14 giugno
45 milioni in sciopero
 
 
 

Pstu 
(sezione brasiliana della Lit-Quarta Internazionale)
 
sciopero_brasile

 
(a sinistra, Zé Maria, presidente del Pstu, parla nella Avenida Paulista invasa dai manifestanti; a destra uno scorcio della Paulista)
 
 
 
Venerdì 14 giugno in Brasile 45 milioni di lavoratori hanno scioperato contro le politiche del governo Bolsonaro: dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, dopo gli ultimi mesi di straordinarie mobilitazioni, che quella della "onda reazionaria" che avrebbe paralizzato il Brasile dopo l'elezione di Bolsonaro è solo una ideologia falsa diffusa dai riformisti per legittimare le loro politiche di collaborazione di classe con la borghesia cosiddetta "progressista". Una ideologia che - unico partito - il Pstu, sezione della nostra Internazionale, ha contrastato in Brasile, costringendo con la Csp Conlutas le altre centrali sindacali a indire lo sciopero. La medesima ideologia - come abbiamo analizzato in altri recenti articoli sul nostro sito - è oggi diffusa da riformisti e pseudo rivoluzionari nostrani che, dopo le europee, cercano di convincerci che in tutto il mondo, a partire dall'America Latina per arrivare all'Italia, saremmo di fronte a una lunga stagione di ritirata dei lavoratori di fronte a un nemico che viene presentato come invincibile. Così non è: l'esempio del Brasile è una grande scuola che smentisce riformisti e semi-riformisti.
Pubblichiamo qui sotto una prima nota del Pstu che fornisce alcune informazioni sulle dimensioni dello sciopero nei diversi Stati che compongono il Brasile.
(La redazione web)
 
Venerdì 14 giugno, giorno di sciopero generale indetto dalle dieci centrali sindacali contro la riforma delle pensioni e i tagli dei finanziamenti dell'istruzione, e in difesa del lavoro, è stato caratterizzato da paralisi, blocchi autostradali e manifestazioni nei 26 Stati e nel Distretto Federale.
Metalmeccanici, lavoratori del settore istruzione, lavoratori dei trasporti, impiegati delle banche, lavoratori edili, impiegati pubblici dei tre settori governativi, operai petroliferi di dieci raffinerie in dodici Stati, dei diversi sindacati, hanno fermato le loro attività e, insieme agli studenti e al movimento dei lavoratori rurali, hanno manifestato in tutto il Paese. 
"Quella riforma è indegna, e proprio come abbiamo sconfitto la riforma di Temer, in questo giorno diamo il calcio d’inizio per sconfiggere questa riforma di Bolsonaro, Mourão e questo Congresso di banditi", dice Atnágoras Lopes, della Segreteria Nazionale della CSP- Conlutas. "Noi, della CSP-Conlutas, difendiamo l'unità di azione e mandiamo questo segnale: non c'è nulla da negoziare in questa riforma, nessuno è autorizzato a negoziare sulle pensioni dei lavoratori del Brasile, ed è con lo sciopero generale che sconfiggeremo il governo e difenderemo la dignità dei lavoratori”, dice Atnágoras.
 
San Paolo (città)
Nella capitale di San Paolo vi è stata la paralisi della metropolitana; si è verificata anche una misura giudiziaria arbitraria dell'apparato giudiziario che ha vietato il diritto di sciopero. Nonostante questo, i conducenti degli autobus hanno paralizzato i trasporti nelle prime ore del giorno.
Anche i metalmeccanici e gli insegnanti hanno incrociato le braccia, così come molte altre corporazioni. In città si sono anche verificati blocchi di strade e interruzioni di viali in punti diversi, insieme con manifestazioni nel sud, est e ovest e nel centro.
All'università di San Paolo (Usp), lavoratori e studenti hanno chiuso i cancelli dell'università e sono stati repressi dalla Polizia Militare (PM). Undici persone sono state arrestate e due ferite.
ABC
I metalmeccanici e gli insegnanti hanno bloccato le loro attività e hanno tenuto una manifestazione insieme a dipendenti, studenti e al movimento popolare, nel centro di São Bernardo dos Campos.
A Mauá c'è stato un blocco del Rodoanel [una rotatoria che collega e mette in comunicazione diverse zonem ndt] e una manifestazione nel centro della città.
Nella regione di Vale do Paraíba le fabbriche si sono fermate totalmente o parzialmente, insieme alle scuole e ai trasporti pubblici. I dirigenti aziendali dei trasporti hanno tentato di richiedere un ordine del tribunale per vietare il diritto di sciopero dei lavoratori, ma il giudice Jorge Souto Maior ha negato la misura e ha imposto una multa di un milione di reales nel caso in cui i dirigenti  di impresa avessero tentato di impedire il movimento.
Cubatão
I lavoratori del settore petrolifero hanno paralizzato la raffineria del Presidente Bernardes della Petrobras.
Minas Gerais
Nella capitale c’è stata la paralisi totale della metropolitana. Anche le scuole si sono fermate, oltre a gran parte del commercio. Una gigantesca dimostrazione ha avuto luogo nel centro di Belo Horizonte alla fine della mattinata.
Anche i lavoratori delle miniere in regioni come Inconfidentes e Congonhas si sono fermati.
Percorsi e viali sono stati anche bloccati  in diversi altri punti dello Stato.
Rio de Janeiro
I lavoratori delle poste, quelli del settore petrolifero, i  portuali, i bancari e gli insegnanti hanno incrociato le braccia in questo giorno di sciopero generale. C'è stata anche una manifestazione in Brasil Avenue, che è stata duramente repressa dalla polizia militare.
I lavoratori di Petrobras fin dall’alba hanno interrotto le attività all’acquedotto di Bahía de Guanabara nell’Isola del Governatore. Vi è stata anche l'interruzione della raffineria del Duque de Caxias (Reduc), nella Baixada Fluminense, e il blocco ad uno degli accessi al ponte Rio-Niterói.
A Nova Iguaçú e nella regione, i commercianti hanno incrociato le braccia.
A Itaboraí, i lavoratori hanno bloccato l'ingresso del Comperj (complesso petrolchimico).
Ceará 
A Fortaleza c'è stata la paralisi di scuole, università, lavoratori edili, impiegati pubblici e altri sindacati. Una grande manifestazione si è tenuta nel centro della città. Ci sono state grandi manifestazioni anche nella parte più interna, come ad Iguatu e Limoeiro do Norte.
Baia
La capitale, Bahia, è entrata in lotta dall’alba, con il 100% della flotta di autobus paralizzata. C'è stata una grande manifestazione che ha bloccato la rotatoria di Abacaxi nel centro del Salvador.
Sergipe
I trasporti si sono fermati nelle prime ore del giorno, oltre al settore commerciale e industriale di Aracaju. Ci sono stati posti di blocco in vari punti dello Stato.
Maranhão
Il 14 giugno è stato molto intenso in tutto lo Stato, con paralisi, blocchi di strade e grande presenza del movimento popolare.
Paraná
Almeno cinque garage per autobus a Curitiba e nella regione metropolitana sono stati chiusi nelle prime ore del giorno.
Rio Grande do Sul
C'è stata la paralisi dei trasporti nelle prime ore del giorno. Davanti all’impresa Carris, la Brigata militare ha attaccato con forza i manifestanti, arrestando 54 persone.
Piauí
La giornata è stata segnata da una forte paralisi e da una grande manifestazione nel centro di Teresina alla fine della mattinata.
Distretto Federale
A Brasilia c'è stata la paralisi e la chiusura delle autostrade, con una forte presenza del movimento popolare.
 
(traduzione di Salvo De Lorenzo dal sito www.litci.org.es)
 
 
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