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Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
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Abbasso il colpo di stato in Bolivia! PDF Stampa E-mail
marted 12 novembre 2019
Abbasso il colpo di stato in Bolivia!

Organizzare la resistenza per sconfiggere il golpe!
Per elezioni libere!
 
 
 
 
Dichiarazione della Lega Internazionale dei Lavoratori – Quarta Internazionale
 
 
 
 

 

 

1. E’ stato condotto un colpo di Stato controrivoluzionario in Bolivia, guidato da Camacho, dalle forze armate e dalla polizia che hanno strumentalizzato e manovrato una mobilitazione popolare inizialmente progressiva contro la frode elettorale di Evo Morales. Ciò che sta accadendo in Bolivia è parte di un processo convulso che si sta svolgendo in diversi Paesi del mondo con scontri molto duri tra rivoluzione e controrivoluzione. Si stanno verificando numerose ascese rivoluzionarie nel mondo (come in Cile, Haiti, Hong Kong, Libano, Iraq, ecc.), così come, dall’altro lato, si è verificato questo colpo di Stato in Bolivia.
Coloro che hanno combattuto contro il governo di Evo Morales non possono lasciarsi ingannare e nutrire speranze in questo colpo di Stato. Il potere è in questo momento basato essenzialmente sulle forze armate. Da questo potere non proverrà nulla di progressivo, ma solo la repressione dei movimenti popolari e dei lavoratori. Noi della Lit, che siamo sempre stati contro il governo borghese di Evo Morales, ora chiamiamo alla più ampia unità di azione contro questo colpo di Stato militare.


2. Quello di Evo Morales è stato un governo borghese, al servizio delle multinazionali e della borghesia boliviana. Ha fatto numerose concessioni alla stessa borghesia golpista di Santa Cruz. Ha mantenuto il sostegno della maggior parte del grande capitale in quanto è stato in grado di contenere il movimento di massa. Nei 13 anni in cui questo governo è stato in carica non vi è stato alcun reale cambiamento nel dominio capitalista del Paese. Ha consentito persino di bruciare parte della foresta pluviale amazzonica, insieme a Bolsonaro, per cercare un accordo con la borghesia agraria.
Come effetto di tutti questi anni di amministrazione del capitalismo, Evo ha provocato molto malcontento popolare. Per cercare, nonostante la sua crescente impopolarità, di rimanere al potere, ha ignorato l'esito del plebiscito del 2016, che gli vietava di concorrere per un quarto mandato. Successivamente, quando i risultati elettorali indicavano la necessità di andare al secondo turno, ha imbrogliato le carte e si è dichiarato vittorioso al primo turno.
Abbiamo un dovere nei confronti della verità e dell'indipendenza di classe. Il fatto di posizionarci oggi con nettezza contro il colpo di Stato non ci indurrà a tacere sul contenuto borghese del governo di Evo. È necessario riconoscere che è stato proprio il governo di Evo Morales, in questi 13 anni di potere e anche con la frode elettorale, a creare le condizioni del successo di questo colpo di Stato (1).


3. Tutti i processi che si producono in questo momento di forte polarizzazione presentano elementi confusi e contraddittori. La mobilitazione contro la frode elettorale è stata inizialmente progressiva, perché aveva un contenuto democratico contro il governo borghese di Evo, sebbene vi fossero elementi reazionari con la presenza di una leadership borghese, come Meza. Le mobilitazioni sono emerse prima nella classe media e poi hanno iniziato a comprendere settori popolari più ampi. Al contempo, la borghesia di ultra-destra di Santa Cruz, guidata da Camacho, ha fatto leva su questa mobilitazione per fare appello a un colpo di Stato militare. È una borghesia violentemente xenofoba e anti-indigena che odia il ruolo che hanno gli indigeni nel Paese. Camacho non ha mai voluto un secondo turno elettorale, voleva solo rovesciare Evo e portare a termine un colpo di Stato militare.
Hanno dapprima cominciato ad aver luogo diverse rivolte della polizia, che andavano nella direzione di un colpo di Stato: hanno messo la forza delle armi al servizio della proposta dell’ultra-destra e del rovesciamento di Evo. Il vertice dell'esercito ha inizialmente assunto la posizione di «non intervento», come se in una situazione del genere fosse possibile restare neutrali. In seguito ha «chiesto» ad Evo di dimettersi, un vero ultimatum. Ed Evo si è dimesso. Anche Trump ha chiesto le dimissioni di Evo e successivamente ha applaudito «i militari che proteggono la Costituzione».


4. Non ci sono state semplicemente le dimissioni di Evo. Questa è stata solo l’apparenza. C’è stato nella sostanza un colpo di Stato militare, che Evo ha accettato senza fare resistenza. In Bolivia si sta ora discutendo sulle modalità di formazione del nuovo governo e le condizioni per le elezioni. Potrebbero esserci differenze e crisi all'interno dello stesso fronte borghese vittorioso, per i contrasti tra Camacho e Meza.
Ma in realtà c'è già stato un cambiamento nel regime in Bolivia che, se consolidato, significherà una grande sconfitta per il movimento di massa. Il potere non è affidato alla presidenza e al parlamento, cioè alle istituzioni della democrazia borghese. Il potere passa attraverso le forze armate e il loro blocco politico con il settore borghese vittorioso. Questo settore borghese comprende in primo luogo Camacho e la borghesia di Santa Cruz. Sullo sfondo vi sono Meza e il resto della borghesia concorrente.
Vi è stato un cambiamento nel regime da democratico borghese a bonapartista a seguito di un colpo di Stato vittorioso. Questa è l'essenza di ciò che è accaduto oggi in Bolivia. Se questo cambiamento si consoliderà, sarà una grande sconfitta delle masse.


5. Le dimissioni di Evo Morales hanno altri contenuti importanti. Rappresentano il rifiuto di resistere al colpo di Stato, tipico di un leader borghese che ha molto da perdere e fugge senza combattere. La Bolivia ha subito nella sua storia molti colpi di Stato militari. E ha opposto una dura resistenza a quei golpe che si sono poi conclusi con una sconfitta. È a questo che ci riferiamo. Era possibile sconfiggere il golpe.
Non è vero che Evo non aveva un appoggio nel movimento di massa per resistere. Le aveva e le ha ancora. Ma per resistere sarebbe stato necessario mobilitare e armare gli operai, ed è questo che Evo non voleva. Ha preferito fuggire e demoralizzare la resistenza, facilitando la vittoria dei golpisti. Se avesse resistito, avrebbe dovuto dare il via a un certo livello di scontro rivoluzionario nella lotta di classe in Bolivia che preferiva, come leader borghese, evitare.
Le conseguenze di questo golpe vittorioso si sono già verificate e c’è da aspettarsi conseguenze ancora più serie. Arresti e repressioni contro i dirigenti del Mas sono già stati scatenati. Tutto questo si estenderà all’intera base del movimento di massa.
Ora è necessario riorganizzare le forze per gli scontri frontali con i golpisti per rendere realistica la possibilità di sconfiggere il golpe.


6. Chiamiamo tutte le organizzazioni del movimento di massa in Bolivia e in tutto il mondo alla più ampia unità di azione per combattere questo golpe. È importante che ci siano mobilitazioni a livello internazionale contro il golpe. È necessario favorire l’auto-organizzazione del movimento di massa per ricostruire la resistenza necessaria per sconfiggere il golpe. Difendiamo la richiesta di elezioni libere in Bolivia senza restrizione alcuna. Non accettiamo il divieto della candidatura di Evo o di qualsiasi candidatura del Mas, che è quello per cui il nuovo potere golpista sta tramando. Sosteniamo elezioni libere per tutti i lavoratori e tutti i settori che desiderano parteciparvi.
Mentre siamo in prima fila in questa lotta, esprimiamo al contempo la nostra indipendenza politica da Evo Morales. Non facciamo parte di quelle correnti riformiste che ignorano il carattere borghese del governo Evo e le sue responsabilità nel determinare le condizioni che hanno permesso la vittoria del colpo di Stato.


Abbasso il colpo di Stato in Bolivia!

Per elezioni libere, senza nessuna restrizione!

Nessuna fiducia in Evo Morales!


(1) Ricordiamo anche che Evo Morales due anni fa ha concesso l’estradizione di Cesare Battisti in accordo con Salvini e Bolsonaro.

 

 
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