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Brasile 15 aprile: nuova fiammata di lotta PDF Stampa E-mail
mercoledì 22 aprile 2015

Brasile 15 aprile:

nuova fiammata di lotta

Decine di migliaia di lavoratori bloccano il Paese

contro le politiche del governo Dilma

 

 

di Adriano Lotito

 

foto brasile

 

 

Si fa sempre più forte e compatto il blocco popolare contro il governo del Partito dei lavoratori di Dilma Roussef in Brasile. Con la Giornata nazionale di lotta del 15 aprile (Dia Nacional de Paralisacoes), il movimento ha compiuto un salto di qualità quanto a capacità di mobilitare e unità nella lotta. In prima linea contro il governo sempre la Centrale sindacale popolare – Conlutas e i militanti del Pstu, sezione brasiliana della Lit-Quarta Internazionale, insieme a tanti attivisti dei movimenti sociali e popolari.

 

Contro l'aggiustamento strutturale di Dilma, paralisi del Paese

Dopo le mobilitazioni del 6 e 26 marzo e le giornate di lotta dal 7 al 9 aprile, decine e decine di migliaia di lavoratori, donne e giovani hanno bloccato il Paese nella giornata del 15 aprile. Alla base delle imponenti proteste la volontà di contrastare il progetto di legge 4330, sulle esternalizzazioni, e le misure provvisorie di aggiustamento 664 e 665, che vanno a precarizzare ancora di più il mercato del lavoro, rendendo più facili i licenziamenti e negando importanti diritti acquisiti.
La giornata del 15 aprile è stata convocata da Csp-Conlutas, Cut (sotto le pressioni della base), Ctb, Ncst e Intersindical e ha visto numerose manifestazioni, presidi e blocchi stradali che hanno coinvolto 21 stati del Brasile. Nonostante il vergognoso boicottaggio da parte di tutti i più importanti mezzi di comunicazione, la giornata di lotta ha avuto importanti adesioni da parte di tutti i maggiori settori della classe lavoratrice del Paese, metalmeccanici, bancari, portuali, lavoratori del settore pretrolifero, della funzione pubblica, oltre ad attivisti dei movimenti popolari e della gioventù.

A San Paolo circa 40mila manifestanti hanno marciato sulla Avenida Paulista; a San Bernardo do Campo gli operai hanno bloccato gli stabilimenti di Volkswagen, Ford e Mercedes, centri nevralgici del conflitto operaio negli ultimi mesi. Il presidente nazionale del Pstu, Zé Maria, già candidato premier alla scorsa tornata elettorale, ha partecipato ad un'assemblea degli operai della Volkswagen facendo appello alla continuità della lotta nella prospettiva di uno sciopero generale: “Questo giorno di blocco dei lavoratori in tutto il Paese è stato molto importante per contrastare la politica di aggiustamento fiscale applicata oggi dal governo e dal Congresso” (1).

Importanti mobilitazioni si sono avute anche a Rio de Janeiro, dove la polizia ha cercato di reprimere con violenza le proteste, Porto Alegre, Belo Horizonte, Belem e altri centri.

 

La riassunzione dei lavoratori della metro di San Paolo

Un'altra notizia positiva datata 15 aprile è quella del reintegro di 37 dei 42 lavoratori della metro di San Paolo, che erano stati licenziati a seguito dello storico sciopero della categoria dello scorso anno, durato tre giorni (giugno 2014). La risposta del governatore Geraldo Alckmin fu quella della repressione e del ricorso alla giustizia, per sancire la illegittimità del diritto di sciopero.
La sentenza del Tribunale del lavoro, che riconosce al contrario la non sussistenza delle giuste cause per il licenziamento, rappresenta una vittoria di classe, conquistata con la forza e la lotta della categoria, combinata con il sostegno e la solidarietà di tutti i giovani e i lavoratori del Paese. Ma è anche una sconfitta per il governatore e il blocco politico che intendeva criminalizzare il diritto di sciopero per fermare i movimenti in lotta (2).

 

Costruire lo sciopero generale!

La buona riuscita della giornata di mobilitazione del 15 aprile ha dimostrato la disponibilità alla lotta della classe lavoratrice brasiliana contro gli attacchi del governo. Ha dimostrato il fatto che il ciclo di lotte apertosi nel Paese a partire dal giugno 2013 non si è affatto concluso, ma che anzi ha davanti a sè la possibilità di rilanciarsi ad un livello ancor più radicale, nel contesto di una grave crisi di legittimità che sta attraversando il governo Dilma e il Partito dei lavoratori (scandali inclusi). Settori di massa sempre più larghi dimostrano di non riconoscersi più in un partito considerato “amico” da parte della classe operaia.
Ora la vera sfida da vincere sarà il rafforzare l'unità in direzione di uno sciopero generale compatto contro il governo. “E' con questa disposizione di lotta e di unità, che la Segreteria esecutiva nazionale di Csp-Conlutas riunita nel giorno 16 aprile, si dirige a Cut, Ctb, Ncst, Intersindical/Cct e ai movimenti popolari, sociali e studenteschi che hanno organizzato le mobilitazioni del giorno 15, proponendo di costruire uno sciopero generale nazionale contro il Progetto di legge 4330 e le misure provvisorie 664 e 665. Pensiamo che questa sia una necessità della nostra classe e una possibilità concreta, se sarà costruita nell'unità delle nostre organizzazioni, come già abbiamo fatto il giorno 15 (…) Non riponiamo nessuna fiducia nel Congresso conservatore e pensiamo che solamente con la nostra pressione e l'organizzazione di uno sciopero generale, possiamo sconfiggere questi progetti” (3).

 

 

Note

1)    http://pstuvale.blogspot.com.br/2013/08/dia-nacional-de-paralisacoes-sacode-o.html

2)    http://cspconlutas.org.br/2015/04/justica-determina-reintegracao-dos-37-metroviarios-de-sao-paulo-demitidos-apos-greve-historica-de-2014/

3)    http://cspconlutas.org.br/2015/04/csp-conlutas-defende-a-preparacao-de-uma-greve-geral-para-barrar-o-projeto-de-lei-4330-das-terceirzacoes/

 

 
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