Cile, la trappola dell'accordo Continuiamo la lotta fino alla caduta del governo!
luned́ 25 novembre 2019
Cile, la trappola dell'accordo
Continuiamo la lotta fino alla caduta del governo!

Per un governo operaio e popolare!

 

 

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Mit
(sezione cilena della Lit-Quarta Internazionale)


 
 
 

L'Accordo per «la pace e la nuova Costituzione» è il segnale che, dopo aver manifestato per quasi un mese nelle strade, organizzando assemblee popolari e altre iniziative, dal basso possiamo dimostrare di essere capaci di costringere alla resa quelli che comandano: finora li abbiamo costretti a cambiare la loro agenda politica.
Ma una cosa è sapere che coloro che sono al potere sono stati costretti a cambiare discorso, e un'altra cosa è cadere nel loro inganno. E con la grande protesta di oggi dimostriamo che non cadiamo nei loro inganni, non crediamo che la loro proposta soddisfi le nostre richieste e che la nuova Costituzione sia a nostro favore! Vogliamo che Piñera vada via subito!
L'Accordo firmato dai partiti tradizionali oltre ad essere una trappola, è un'ipocrisia a cui si è piegata una parte del Frente Amplio (Rd, Partito liberale, Comuni e Gabriel Boric della Convergenza sociale), dimostrando il suo carattere acquiescente con queste istituzioni e con i partiti dei grandi imprenditori.
Non possiamo fare affidamento su queste misure quando gli stessi che ci hanno saccheggiato per decenni e quelli che affrontiamo in questa rivoluzione, salutano felicemente l'Accordo: Luksic, la Confederazione della produzione e del commercio, tra le diverse associazioni di imprese.
Andiamo per punti:
1. Questo «Accordo di pace» non considera la richiesta principale che è stata sollevata da più di un milione di persone nelle strade: Fuori Piñera! Nessun cambiamento può essere effettivo senza eliminare Piñera! Dalle strade la richiesta è che se ne vadano via tutti!
2. Invitano a un compromesso «per il ripristino della pace e dell'ordine pubblico in Cile, e per il pieno rispetto dei diritti umani e delle istituzioni democratiche»,un giorno dopo che il generale dei carabinieri, Rozas, ha annunciato che non punirà nessuno dei carabinieri che hanno violato i diritti umani, che non ci sarà alcuna giustizia nemmeno per i morti, per i/le torturati/e, per le persone abusate sessualmente dagli sgherri della repressione. Peggio ancora, quando il principale politico responsabile di tutta questa repressione e rappresentante degli imprenditori che ci hanno saccheggiato anno dopo anno è ancora alla presidenza! I settori di Fa celebrano un Accordo con il partito di questo ladro assassino!
3. Il fatto di accettare di proporre una Convenzione costituente o una Convenzione costituzionale, dimostra che solo una persistente mobilitazione ci ha permesso di avanzare per capovolgere il loro programma, ma questo non può farci cadere nella trappola di coloro che sono al potere, stanno dando i loro anelli per non perdere le dita.
4. È un Accordo che è stato raggiunto tra gli stessi partiti di sempre, nella ristretta «cucina» in cui stabiliscono i loro interessi, fingono di darci qualcosina di modo che nulla cambi, ma lasciano immutati i problemi di fondo che ci affliggono.
5. In particolare, in primo luogo perché propongono un plebiscito solo per l’aprile del prossimo anno, con una consultazione su due questioni: a) «Vuoi una nuova Costituzione? (approvare o rifiutare)»; b) «Quale tipo di organo dovrebbe scrivere la nuova Costituzione? Convenzione costituzionale mista (metà parlamentari metà "cittadinanza" o Convenzione costituzionale (100% cittadini)». Un plebiscito la cui risposta è stata chiaramente data per le strade per quasi un mese: vogliamo abbattere la Costituzione dell’80! Ora! Durante questa rivoluzione, è stata posta la questione di una nuova Costituzione, ma non vogliamo che continuino a governarci gli stessi di sempre: ecco perché vogliamo che prima di tutto vada via Piñera! E che se ne vadano tutti! Non vogliamo cioè una Convenzione mista.
6. Tentano di cancellare la richiesta di un'Assemblea costituente libera e sovrana costruita dal basso, attraverso la loro proposta di una «Convenzione Costituzionale». Ma peggio ancora, attraverso le votazioni, nel migliore dei casi potrebbe essere solo approvata la Convenzione costituzionale, ma i membri che la comporranno verrebbero eletti nell'ottobre 2020, insieme alle elezioni regionali e municipali. Con lo stesso sistema elettorale che elegge i deputati! Cioè, coloro che dovrebbero scrivere la nuova Costituzione sarebbero eletti secondo le stesse loro regole elettorali attraverso elezioni che sono disgustosamente finanziate e manipolate da uomini d'affari. Nulla che sia di reale beneficio per i lavoratori può derivare da ciò.
7. Sappiamo già che attraverso questa dinamica di eleggere i membri della Convenzione il processo rivoluzionario viene intrappolato, ma oltre a ciò, è stato aggiunto un quorum di 2/3 per approvare le modifiche alla Costituzione, un valore molto alto che, chiaramente, i partiti che più difendono la Costituzione dell’80 possono usare a loro favore.
8. Ai dirigenti sindacali e a quelli dei movimenti sociali viene posta una trappola nella partecipazione al processo costituente, attraverso la clausola che afferma: «Le persone che attualmente ricoprono incarichi pubblici o derivanti da elezioni popolari cesseranno i loro incarichi quando verrà accettata la loro candidatura per il servizio elettorale all’organo costituente»; con ciò separano i leader dalla base, o detto in altri termini, impediscono che la base deleghi i suoi membri alla Convezione per sostenere le loro richieste.
9. Dopo che la presunta nuova Costituzione sarà stata redatta, al potere rimarranno gli stessi di sempre: parlamentari, presidente, ministri, ecc.
10. Il Partito Comunista, sebbene inizialmente si fosse sottratto a questo Patto, perché considerava alto il quorum di 2/3, ora ha rivalutato la firma dell'Accordo e ha dichiarato di essere soddisfatto «poiché servirà a raggiungere un accordo tra tutte le parti». Questo è anche il modo di attaccarsi a quel carro che cerca solo di porre termine al processo di lotta che i lavoratori cileni stanno conducendo, un carro che si basa su un appello che appare molto rumoroso e attraente, ma che è invece completamente pieno di trappole, finalizzate a mantenere le cose come stanno.
11. Con questo, il Pc e il Fa stanno assumendo il ruolo che l'ex Concertazione ha avuto nella transizione concordata sulla post-dittatura. Stanno conducendo una transizione 2.0, manca solo che ci dicano che «la felicità è in arrivo». Con questa Costituzione e con questo governo non possiamo negoziare nulla!
12. I settori del Tavolo di unità sociale (il coordinamento dei sindacati, ndt), compresi tra gli altri i portuali e i professori, hanno criticato l'Accordo e chiamato a un'Assemblea costituente. È bene criticare l'Accordo, ma non si può abbandonare la richiesta di espulsione di Piñera. Il Mus e i sindacati devono riprendere la richiesta che viene dalle strade: Fuori Piñera!
13. All'altro estremo, l'esponente dell’ultra-destra José Antonio Kast ha criticato l'Accordo, indicando che farà una campagna per il No per cambiare la Costituzione della dittatura, ponendosi «in difesa di un sistema costituzionale che ha permesso al Cile di avere pace e prosperità». Ma i lavoratori cileni sanno che pace e prosperità sono state solo per i potenti, mentre loro hanno continuato a percepire salari e pensioni da fame, oltre che ad avere debiti fino al collo e subire truffe a ripetizione. Questo è il motivo per cui diciamo a Kast che di fronte alla sua campagna per il No, continuiamo a rivendicare una campagna per estromettere Piñera! Una campagna affinché se ne vadano via tutti e per cancellare questa Costituzione della dittatura!

Per un'Assemblea costituente organizzata dalle assemblee popolari
Nessuna proposta di Costituente senza l’estromissione di Piñera e con questo Congresso può apportare le modifiche che chiediamo. Vogliono far finta di cambiare qualcosa in modo che tutto rimanga uguale. L'unico modo per garantire un'Assemblea costituente o misure che vadano interamente a beneficio dei lavoratori è possibile solo se eliminiamo Piñera, questo parlamento e tutte le istituzioni imprenditoriali, e poniamo fine a tutto ciò che resta della dittatura.
Perché sia un'Assemblea libera e sovrana, abbiamo bisogno che sia convocata e controllata dalle assemblee popolari, che lavori con i meccanismi della democrazia operaia, cioè con i delegati inviati dai lavoratori e dai giovani a decidere. Non vogliamo che uno staff di rappresentanti tra 4 mura definisca le nostre vite. Ne siamo stanchi! Abbiamo il diritto di decidere dal basso, con i nostri metodi democratici!
L'Assemblea costituente deve proporre le seguenti misure:
  •     Condono dei debiti dei lavoratori, dei giovani e del popolo
  •    Fine degli Afp (pensioni private, ndt), l’espropriazione dei fondi pensione sotto il controllo dei lavoratori, un sistema di distribuzione  e di solidarietà, sotto il controllo dei lavoratori
  •     Salute, istruzione e trasporti pubblici, gratuiti e statali sotto il controllo dei lavoratori e delle masse
  •     Fine del Codice del lavoro di Pinochet, del subappalto e del lavoro informale
  •     riduzione dell'orario di lavoro. Aumento di stipendio minimo a $ 600.000
  •     Fine del Tag (pedaggio autostradale, ndt). Strade libere
  •     per il diritto all'autodeterminazione del popolo mapuche. Demilitarizzazione ORA del Wallmapu
  •    Esproprio della banca. Rinazionalizzazione e statalizzazione del rame e delle risorse naturali, sotto il controllo operaio e popolare
  •     Le 10 famiglie capitaliste e i truffatori dei principali gruppi economici cileni devono restituire tutto ciò che hanno rubato: piano aggressivo di deprivazione
  •     Rottura con il Tpp e con gli accordi di libero scambio. Mai più colonizzazione del Cile. Per una seconda indipendenza.
  •    Per imporre queste proposte dobbiamo continuare con la rivoluzione nelle strade e fare un grande sciopero generale ad oltranza; organizzare le assemblee popolari, la difesa delle manifestazioni e delle popolazioni.

Per un governo operaio e popolare
Dobbiamo cacciare gli imprenditori dal potere per garantire tutte le nostre richieste, e ciò significa distruggere tutte le loro istituzioni corrotte e sostituirle con una al servizio dei lavoratori e dei settori popolari. Per governare dal basso abbiamo bisogno di una rivoluzione socialista che metta al potere i lavoratori e le persone, di un governo operaio e popolare basato sulle assemblee popolari.