9 novembre, manifestazione a Roma Decreti Salvini: sicurezza per chi?
mercoledý 06 novembre 2019
9 novembre, manifestazione a Roma
Decreti Salvini:
sicurezza per chi?


Le nuove norme dei decreti Salvini non sono un’improvvisa deriva repressiva, razzista e xenofoba del governo del cambiamento, ma sono la naturale prosecuzione dello sporco lavoro che i vari governi borghesi, di centrodestra e centrosinistra, hanno svolto nelle diverse legislature.

Si iniziò nel 1990 con la legge Martelli mediante la prima programmazione dei flussi migratori dal punto di vista economico (manodopera): fu introdotto il permesso di soggiorno temporale, l’obbligo di visto in entrata e il foglio di via. Venne seguita dalla Turco-Napolitano (1998) dove furono istituiti per la prima volta i centri di permanenza temporanea (CPT) dove venivano trattenuti, fino a 30 giorni, gli immigrati privi di documento di identità. Nel 2002 fu approvata la legge Bossi-Fini con la quale fu reso più difficoltoso il rilascio del permesso di soggiorno: venne introdotto il permesso di soggiorno legato ad un contratto di lavoro, alimentando un vero e proprio esercito di riserva a basso costo, in cui i lavoratori immigrati continuano perennemente ad essere messi sotto ricatto salariale ed occupazionale. Inoltre venne aumentato il tempo di permanenza presso i CPT da 30 a 60 giorni, includendo anche gli immigrati con una procedura esecutiva di espulsione. Nel 2007 fallì la proposta del disegno di legge delega Amato-Ferrero, stiamo parlando della breve esperienza di governo de L’Unione, di cui ne fecero parte, con numerosi parlamentari, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Al di là di alcune piccole modifiche proposte nel Ddl, per i lavoratori immigrati non sarebbe terminata la condizione di ricatto, in quanto il loro permesso di soggiorno sarebbe rimasto subordinato ad un a contratto di lavoro, pena la condizione di clandestinità. Con il pacchetto sicurezza Maroni (2008/09) si inasprirono le regole sull’immigrazione; i CPT vennero tramutati in centri di identificazione ed espulsione (CEI) con il periodo di detenzione fino a 6 mesi, fu introdotto il reato di immigrazione clandestina e l’aggravante di clandestinità nei processi penali (1/3 della pena). Nel 2017 il centrosinistra al governo approvò il decreto Minniti-Orlando: non solo confermò tutte le evoluzioni delle precedenti leggi su sicurezza ed immigrazione, ma ne peggiorò molti aspetti. Tra i capisaldi ci fu l’abolizione, in fase di processo, dell’udienza e dell’appello per i richiedenti asilo, i CEI vennero tramutati in centri permanenti per il rimpatrio (CPR) e ne vennero dislocati 20 nelle varie Regioni. Sempre nel 2017 Minniti portò a termine l’ennesimo accordo con la Libia sulla gestione dell’immigrazione e il controllo delle frontiere dando seguito ai precedenti accordi del 2008 tra Gheddafi e il Ministro Maroni e del 2012 con il governo libico e la Ministra Cancellieri (Monti); in questi giorni sta per essere rinnovato anche dal nuovo governo.

La coda di tutto questo processo sono i decreti sicurezza e sicurezza bis, denominati Salvini ma di cui sono responsabili anche gli ex Ministri e parlamentari a 5 stelle, ancora oggi in parlamento. Leggi che, attraverso una propaganda razzista contro l’immigrazione e una dura criminalizzazione delle lotte, puntano a dividere la classe lavoratrice tra nativi ed immigrati e a reprimere ogni forma di lotta e dissenso: un vergognoso attacco ai diritti degli immigrati con l’abolizione del permesso umanitario, come anche un vergognoso attacco ai centri di accoglienza con tagli ai fondi e alle navi delle Ong tramite dure pene e multe salatissime. Altrettanto infami le norme che attaccano le storiche pratiche di lotta e resistenza che prevedono la reclusione per chi svolge picchetti, utilizza fumogeni durante le manifestazioni, occupa fabbriche e scuole o edifici sfitti in cui trovare un alloggio.

Con certezza possiamo affermare che nessun partito andato al governo negli ultimi 30 anni potrà sottrarsi alla responsabilità di aver gestito i flussi migratori e appoggiato la repressione delle lotte: scelte che negli anni hanno generato solo morte, violenze, oppressione e sfruttamento.

9 NOVEMBRE ORE 14 MANIFESTAZIONE A ROMA
CONTRO I DECRETI SICUREZZA!

Abolizione immediata di tutte le leggi razziste e liberticide!
Non sarà il governo Pd/Leu/M5s ad abolire i decreti sicurezza!
Uniamo le lotte contro l’oppressione capitalista per un governo socialista!