Cile Via Piñera! Per un governo operaio e popolare!
mercoled 06 novembre 2019
Cile
Via Piñera!
Per un governo operaio e popolare!


dichiarazione del Mit
(sezione cilena della Lit-Quarta Internazionale)


Veniamo da più di 10 giorni di mobilitazione, con metodi combattivi e di autodifesa esigendo un cambiamento reale e le dimissioni di Piñera. Lungo questo percorso abbiamo ottenuto vittorie parziali, ma dobbiamo fare di più.
Dopo la marcia del 25 ottobre, siamo riusciti a far ritirare i soldati dalle strade e a far cadere Chadwick [ministro dell'Interno, ndt], cosa che speravamo dopo l’assassinio del Comunero (mapuche, ndt) Camilo Catrillanca. Inoltre il governo è stato anche costretto a cambiare una parte dei ministri. Piñera ha chiesto il ritorno alla «normalità», ma sappiamo che non possiamo tornare alla «normalità» quando le proposte del governo continuano a tenerci indebitati, con crisi sanitarie e salariali che non vengono risolte. Peggio ancora, quando abbiamo visto una ventina di omicidi, oltre 50 denunce di tortura, denunce di violazioni sessuali commesse dalle forze armate, una ventina di scomparsi e oltre 3500 arresti durante le proteste, tra cui David Veloso Codocedo, un soldato che si è rifiutato di reprimere i lavoratori. Inoltre, il governo ha chiesto le dimissioni del capo del laboratorio del Servizio Medico Legale, nell'ambito delle indagini sulle persone uccise durante l’applicazione dello Stato di Emergenza. In tal modo è stato di nuovo dimostrato che questa «democrazia» e le istituzioni sono utili solo agli imprenditori e ai loro interessi.
Per tutte queste ragioni, Piñera deve cadere attraverso la protesta e la nostra forza, come hanno fatto gli argentini con de la Rúa nel 2001. Dopo aver mostrato il nostro coraggio e la nostra instancabile lotta, non possiamo delegare questo compito a un parlamento corrotto e a delle istituzioni rappresentative esclusivamente degli interessi degli imprenditori, attraverso l'impeachment proposto dal Partito Comunista (Pc) e dal Frente Amplio (Fa), un'accusa che viene mossa utilizzando quegli articoli della Costituzione dell’80 che fu imposta dalla forza sanguinaria della dittatura. Se abbiamo fiducia in questo obiettivo e speriamo che queste istituzioni facciano questo lavoro, torneremo come al solito in un vicolo cieco: si tratta di promesse che vengono portate al parlamento solo per riposarvi in eterno.
Ma anche se fosse così, se pure il parlamento con i deputati e il senato approvassero la destituzione di Piñera, ci sarebbe la promozione del nuovo ministro degli Interni: Blumel, che, come vice presidente, avrebbe il compito di indire nuove elezioni entro un termine massimo di 120 giorni. Elezioni con le stesse regole delle istituzioni padronali, le quali, dopo 30 anni di elezioni «democratiche» successive alla dittatura, non hanno fatto altro che peggiorare la nostra situazione, perché c'è un problema più profondo, che è rappresentato dal sistema economico e sociale capitalista.
Pertanto, ciò che il Pc e il Fa fanno con questa proposta, è cercare di legittimare un insieme di istituzioni che sappiamo essere marce e finanziate dagli imprenditori. Per iniziare a cambiare radicalmente le cose, Piñera deve cadere per effetto della nostra lotta nelle strade.

Abbasso la Costituzione della dittatura!
Nelle assemblee e nelle strade dobbiamo avanzare la rivendicazione «abbasso la Costituzione della dittatura» insieme a «Fuori Piñera». Dobbiamo cancellare l'eredità di Pinochet che ci impone: un Codice del Lavoro repressivo, che incoraggia i subappalti e impedisce l'organizzazione dei lavoratori; un sistema di Afp (Amministrazione dei fondi pensione, ndt) che costituisce una rapina dei nostri stipendi e significa la miseria quando andiamo in pensione; un'istruzione completamente privatizzata che ha indebitato gli studenti; leggi repressive come la legge "sulla sicurezza interna" dello Stato o la legge "antiterrorismo"; leggi che favoriscono le imprese forestali e usurpano le terre dei Mapuche come il decreto 701; la privatizzazione dell’acqua e della sanità, eccetera.
La Camera dei deputati ha stimato in 2.223 milioni di dollari la perdita patrimoniale dello Stato come conseguenza dell'ultimo pacchetto di privatizzazioni della dittatura tra il 1985 e il 1989, privatizzazioni convalidate da questa Costituzione dittatoriale. Uno dei casi più gravi è stata quello della Cap (il principale gruppo minerurgico cileno, ndt), che si è impossessato di una ricchezza di 811 milioni di dollari in cambio di 105 milioni di dollari.
Tutto è stato ordinato e scritto in quella Costituzione del 1980, per questo dobbiamo demolirla completamente.

L'Assemblea costituente, sotto il governo e le istituzioni imprenditoriali e imperialiste, è una trappola!
Nel fervore delle marce è sorta la richiesta di un'Assemblea costituente, poiché siamo stufi dell'attuale Costituzione, e a partire da quel grido, diversi partiti politici tradizionali ne hanno approfittato, per cercare di mascherare alcuni fatti e volgerli a proprio favore:
- alcuni settori imprenditoriali propongono un'Assemblea costituente (Ac) come soluzione alla crisi del Paese. Gli imprenditori si sono riuniti in conclave e un loro settore ha ipotizzato questa alternativa come una via d'uscita dalla crisi. Subito dopo hanno avanzato la proposta di un «governo di ultra-sinistra» (riferendosi al Fa-Pc). Queste forze ovviamente lo accetterebbero considerandolo come un piano di riserva che consentirebbe a tutte le loro istituzioni e al cuore del capitalismo di rimanere in piedi, come dire che si taglierebbero il dito pur di non perdere la mano;
- dalla ex Concertazione (centrosinistra, ndt) sono state ascoltate anche proposte riguardanti una nuova Costituzione: un plebiscito costituente, che significherebbe proseguire il cambio della Costituzione avviato dal precedente governo Bachelet, che non era di per sé una effettiva Assemblea Costituente;
- altri partiti, come il Fa e il Pc, propongono un'Assemblea costituente che effettui richieste attraverso i consigli, ma fanno appello al dialogo con il governo e gli imprenditori, senza intenzione di toccare le loro istituzioni come il parlamento. In altri termini, cercano una specie di compromesso ibrido tra interessi delle masse che si ribellano nelle strade e gli imprenditori, interessi che sono contrapposti;
- infine, ci sono organizzazioni più di sinistra come il Partito Rivoluzionario (Ptr) o gli Anti-Capitalisti in Rosso. Propongono l'Assemblea costituente libera e sovrana basata sul potere popolare, come una «uscita di emergenza» alla crisi (Ptr), assumendo che non si risolve con essa il problema di fondo, poiché il problema di fondo è il sistema capitalista.
Nonostante le varianti proposte per una Assemblea costituente siano diverse, ciò che hanno in comune è che nessuna fa chiarezza sulle attuali condizioni reali: come possiamo garantire che l'Ac votata sarà rispettata se al potere restano gli imprenditori? Se dopo questa ribellione non riusciamo ancora a porre fine alla truffa dei fondi pensione, in che modo con questo stesso metodo di lotta o con il pacifismo, come richiesto da Fa e Pc, otterremo un’Ac che non solo dovrà abbattere le contro-riforme ma arrivare a rinazionalizzare le risorse naturali? Come possiamo garantire che queste richieste vengano soddisfatte al di là delle formalità di legge se non affrontiamo completamente non solo gli imprenditori e le istituzioni nazionali, ma anche i proprietari internazionali delle miniere e dei fondi pensione?
Con tutti questi giorni di ribellione abbiamo ottenuto solo briciole dal governo e, peggio ancora, i costi delle misure economiche che propongono saranno pagati senza toccare gli interessi degli imprenditori ma attraverso le stesse tasse che ci impongono di pagare: così è stato sia con il sussidio per aumentare il salario minimo, che con la proposta di sussidio alle grandi catene di farmacie per abbassare i prezzi dei farmaci e con l'aumento del contributo di solidarietà per le pensioni.
A causa della situazione attuale, vi è stato un nuovo aumento di 600 milioni di dollari nella spesa pubblica per il 2020, ma di questi, la stragrande maggioranza (440 milioni di dollari) è un riadattamento all'interno della stessa misura statale (soldi nostri), e gli altri 160 milioni di dollari dovrebbero provenire da imposte a persone con redditi più alti. Di conseguenza, gli economisti già avvertono che questo aumento porterebbe a un deficit fiscale effettivo superiore al 2% del Pil e che il deficit verrebbe coperto da più tagli o indebitamento nei confronti di grandi aziende. Pertanto, gli interessi dei potenti non verranno toccati. Questo nonostante tutta la ribellione, il saccheggio, le barricate, i blocchi stradali, ecc... Dunque? Come si può proporre in queste condizioni che sia possibile che una Costituente che ponga tutte le nostre richieste sul tavolo possa ottenere il consenso ed essere accettata dalla borghesia?
La realtà mostra che l'unica garanzia di abbattere la Costituzione degli anni '80, e di garantire che siano soddisfatte richieste come la fine delle Afp o la rinazionalizzazione delle risorse naturali, è che i lavoratori e i settori popolari prendano il potere attraverso una rivoluzione socialista. Per questo, dobbiamo fare passi importanti, come guadagnare un settore delle forze armate (i figli della classe operaia) alla nostra lotta, indebolendo così l'apparato repressivo dei padroni.
Parlare di una Costituente (Ac) prima che i lavoratori prendano il potere, mentre siamo ancora sotto un governo o istituzioni imprenditoriali o patteggiando con loro come proposto da Fa e Pc, non è altro che un'illusione, una trappola. Sarà possibile concordare una Costituzione molto bella sulla carta, possiamo sfinirci per scriverla, ma da lì al rispettarla, se i padroni rimangono al comando, ce ne passa.
Ecco perché come Mit rifiutiamo una Ac sotto questo sistema capitalista, perché per rinazionalizzare il rame senza indennizzo per le multinazionali, i lavoratori devono espropriare le miniere eliminando i padroni: non c'è spazio per patteggiare perché i proprietari non vorranno perdere i loro privilegi. L'unico modo per garantire un'Assemblea costituente o misure che siano realmente a beneficio dei lavoratori è che prendiamo il potere e imponiamo un governo operaio e popolare. Ma questo potere operaio e popolare deve progredire a livello internazionale, altrimenti le multinazionali per annegarci utilizzeranno misure di blocco o persino di intervento militare. Ecco perché abbiamo bisogno di una rivoluzione socialista in Cile e nel mondo.

Per il diritto all'autodifesa dei lavoratori, l'appello al «pacifismo» di Fa e Pc è criminale
La stampa borghese discute molto sui metodi violenti delle proteste, ma non ha convenienza a dire che la vera violenza viene dai militari che erano nelle strade, o dalla continua repressione delle forze armate, dagli arresti mirati dei dirigenti nelle loro case, tipici dei tempi di dittatura. I cartelli durante le marce chiariscono che la violenza sono le persone che muoiono in lista d'attesa per la crisi sanitaria, gli anziani che si suicidano per pensioni miserabili, e altri mali che sono una conseguenza del sistema capitalistico. In questo quadro di repressione e di mancate risposte, i lavoratori, la popolazione e i giovani hanno il diritto di difendersi.
I partiti politici tradizionali dall'estrema destra di Kast al Pc con Camila Vallejo o il Frente Amplio - con dichiarazioni di Boric, Jackson e Beatriz Sánchez -, condannano che la rabbia continui nelle proteste, che le masse continuino a combattere attraverso barricate, blocchi stradali, saccheggi alle grandi imprese, e altri atti di violenza. Lo fanno invece di capire che questi atti esplosivi sono dovuti al fatto che le persone hanno a lungo sopportato rabbia e abusi, e ne hanno avuto abbastanza di centinaia di marce pacifiche senza risultati. Comprendiamo queste esplosioni violente, anche se devono essere organizzate senza che queste azioni vadano contro la nostra classe operaia, e in un modo che sia efficace nel mettere in discussione questo sistema. In tale contesto, questo appello al pacifismo da parte di Fa e Pc, quando il governo reprime, disarma solo i manifestanti e ci mette alla mercé di un governo assassino, è una politica che, per quanto buone siano le intenzioni, finisce per essere criminale.

Assemblee popolari e operaie per preparare lo sciopero generale e l'autodifesa!
La mobilitazione ha avuto inizio con la coraggiosa gioventù in testa, a cui si sono aggiunti poi l’insieme della popolazione, i settori popolari e i lavoratori. Successivamente, il movimento operaio ha cominciato ad entrare in scena: i minatori de La Escondida e i portuali hanno annunciato che riprenderanno lo sciopero; ci sarà un'assemblea di pescatori industriali nel sud e una industria di salmoni è stata anche occupata nel quadro della lotta nazionale.
Questi passi del movimento operaio sono molto importanti per il supporto della lotta popolare, oggi molti combattono nel loro quartiere con le proprie famiglie. Tuttavia sappiamo che costa molto organizzarsi nei luoghi di lavoro, perché c'è molta persecuzione nelle fabbriche e nelle aziende verso coloro che si organizzano; molti lavoratori escono per le proteste e affrontano la repressione senza paura, ma temono di organizzare o preparare uno sciopero nei loro luoghi di lavoro per possibili rappresaglie. Questa persecuzione si vede nell'ipocrisia di Luksic, che da un lato propone uno stipendio base ai suoi operai di 500 mila pesos, ma dall'altro impedisce loro di organizzarsi e di avere il diritto democratico di scioperare. E per rimediare a questa persecuzione dei padroni, ci sono diversi leader sindacali che si rifiutano di organizzare la mobilitazione, sia perché hanno accordi con le imprese sia perché temono rappresaglie.
Dobbiamo rompere la barriera di questa paura, perché in questa lotta mettiamo tutto in discussione. Il modo migliore per garantire che ci siano meno rappresaglie è che l’insieme degli operai nelle assemblee votino lo sciopero, più saremo meglio è. È importante che la mobilitazione non diminuisca di intensità in modo da garantire che non vi siano licenziamenti o altre ritorsioni. Per fare in modo che ciò accada occorre fare pressione sui dirigenti sindacali, cambiarli se necessario o formare comitati di lotta. L'unico modo per garantire uno sciopero generale è che i settori del lavoro si sommino paralizzando la produzione. Solo così metteremo sotto scacco gli interessi economici degli imprenditori e del loro governo.
Se il movimento operaio entra in scena e si mette alla testa del movimento, i metodi di lotta e di autodifesa potranno migliorare qualitativamente; un esempio è ciò che è stato fatto in Antofagasta, quando un camion ha scaricato materiale sulla strada per montare una barricata.
In questo percorso, dobbiamo continuare a promuovere le assemblee popolari e operaie, senza rappresentanti delle imprese, con l'obiettivo di definire i passi da seguire nella mobilitazione. Queste assemblee devono anche organizzare metodi di autodifesa come la creazione di comitati di vigilanza tra la popolazione, comitati di scontro o di difesa, comitati che insieme alle organizzazioni per i diritti umani indaghino sui casi di tortura e omicidio, perché non ci fidiamo delle istituzioni borghesi, ecc. Esistono già modi noti, ad esempio, per neutralizzare le bombe di gas lacrimogeni, innalzare barricate efficaci. Il compito ora è quello di organizzarsi in modo che il movimento operaio impieghi anche i suoi metodi di difesa.
Che queste assemblee sviluppino meccanismi di auto-organizzazione che siano in grado di affrontare il potere del governo, che siano quelle che decidono veramente di che tipo di società abbiamo bisogno, quali misure, quali compiti assumere, cioè praticamente quello che fanno oggi le istituzioni padronali come il parlamento, deve essere l’obiettivo e il compito dei lavoratori e della popolazione organizzata. Queste assemblee devono crescere e sviluppare un coordinamento nazionale; è così che iniziamo a dimostrare che lavoratori, popolazione e giovani, attraverso l’organizzazione, possono autogovernarsi; è così che possiamo stabilire ciò che deve essere prodotto, e come deve essere prodotto, lo stipendio di cui abbiamo bisogno ecc.
Oggi esiste il Tavolo di Unità Nazionale (la Mesa de Unidad Nacional, Mus, ndt) che sta lanciando un appello per formare i consigli. Potremmo pensare che sia il più vicino a questa proposta che abbiamo illustrato. Ma questo Tavolo di Unità Nazionale ha limiti e contraddizioni che devono essere superate: prima di tutto, è composto principalmente dalla Cut, dirigenti del settore pubblico e di altre entità come Confech e Coordinadora 8M. Un elemento importante è che il movimento operaio non è stato ancora pienamente integrato; secondo, è che non hanno avanzato una politica di assemblee della classe operaia senza i rappresentanti delle autorità degli imprenditori e delle loro istituzioni; ad esempio, a Independencia (Santiago) il Cabildo (consultazione popolare, ndt) è stato convocato dal sindaco stesso. Quindi, all'interno di questi spazi convocati dal Tavolo di Unità Nazionale (Mus), dobbiamo contenderne il carattere e il contenuto, nel senso di avanzare nel processo di auto-organizzazione e nella prova generale di autogoverno dei lavoratori e dei settori popolari. E dove non c'è la Mus, dobbiamo fare appello alla costituzione di assemblee popolari e operaie basate sull’indipendenza di classe.

Ciò che è in discussione con questa ribellione è il sistema capitalista nella sua fase imperialista
Ciò che è stato messo in discussione da questa ribellione cilena, non è solo questo o quel cambiamento o legge, perché le nostre richieste sono varie e diverse. In questo contesto, alcuni settori padronali suggeriscono che attraverso un paio di misure la situazione possa aggiustarsi. Altri settori, come il Frente Amplio e il Pc, affermano che il problema è il neoliberismo, ossia solo quella fase capitalistica che stata imposta dalla dittatura di Pinochet in poi, attraverso il modello economico sviluppato dai Chicago Boys.
Ma ciò che stiamo ponendo in discussione centinaia di migliaia di volte non è una singola legge o un singolo problema: c’è la crisi sanitaria, le pensioni di miseria mentre le Afp rubano i nostri soldi per fare affari all'estero, i costanti aumenti dei servizi di base, i salari insufficienti, la ridicola proposta del governo sugli asili nido, la Costituzione della dittatura, l'accordo Transpacifico Tpp che porterà via più sovranità al Cile permettendo alle multinazionali di fare causa allo Stato se vedono che le loro attività non soddisfano le loro aspettative (per esempio se volessimo eliminare le Afp, potrebbero denunciare lo Stato cileno per aver compromesso i loro affari) e, infine, il Presidente stesso e tutti coloro che ci governano sono in discussione. In altre parole, è il sistema capitalista imperialista nel suo insieme che viene messo in discussione in Cile, essendo fallita la fase neoliberista del capitalismo cileno imposta dalla dittatura. Ma il capitalismo umanizzato prima della dittatura di Pinochet, ad esempio sotto il governo di Unidad Popular, ha anche esso dimostrato di avere i suoi limiti (come spiegheremo in seguito) e oggi i cileni mettono in discussione apertamente le istituzioni borghesi, come il parlamento.
Per questo il problema non è solo la fase neoliberale post-dittatura, come affermano il Fa e il Pc, per questo la situazione non si risolve con semplici briciole offerte dal governo e proposte dai partiti tradizionali. Quindi è il funzionamento del sistema capitalista e chi detiene il potere quello che oggi stanno mettendo in discussione centinaia di migliaia di cileni.
Questa profondità delle nostre richieste è esemplificata dalla richiesta di porre fine alle Afp, per cui non sono in discussione solo le pensioni di miseria, ma il meccanismo con cui queste basse pensioni ci vengono imposte: il 10% che noi cileni versiamo, le Afp non solo lo gestisce, ma ruba gran parte del nostro denaro per investire in aziende sia in Cile che all'estero; inoltre le Afp trasferiscono il nostro denaro alle banche a un tasso annuale con il quale ottengono un rendimento del 4%: quindi quelle stesse banche «prestano» a noi lavoratori i nostri soldi con tassi di interesse più costosi! Una vera rapina in cui noi lavoratori siamo intrappolati. Inoltre, delle 6 Afp che concentrano l'intera attività, 3 hanno proprietari statunitensi, una è in Brasile, una in Colombia e l'ultima è di un proprietario cileno. Questa constatazione dimostra la dimensione della nostra lotta per eliminare le Afp: non è solo una lotta contro Piñera, non è solo contro gli uomini d'affari cileni, ma affrontiamo interessi imprenditoriali di diversi Paesi, in particolare degli Stati Uniti. Quegli uomini d'affari, stranieri e cileni, negli ultimi 25 anni hanno ricevuto contributi per 90 miliardi di dollari e nello stesso periodo hanno restituito solo 30 miliardi di dollari in pensioni, ovvero questi magnati rubano 2/3 dei nostri contributi.
Ma viene anche esemplificata dalla rabbia per gli stipendi che non consentono di arrivare alla fine del mese: del basso stipendio che le famiglie lavoratrici guadagnano, circa il 40% di quel bilancio familiare va ai mercati di proprietà dei 5 maggiori gruppi economici cileni (Luksic; Paulmann; fratelli Matte Larraín; Angelini; Sebastián Piñera). Questi stessi 5 gruppi che concentrano i monopoli, sono quelli che rubano il nostro lavoro pagando stipendi insufficienti nelle loro aziende, in modo che in seguito siamo costretti a spendere lo stesso denaro nelle loro attività, nelle loro catene di negozi o supermercati. Un altro circolo vizioso che mantiene una concentrazione di ricchezza in poche mani; mentre siamo imprigionati, vediamo che il bottino delle nostre ricchezze viene ripreso nelle loro mani.
Un altro esempio è la rabbia per l'indebitamento per accedere agli studi, che è totalmente correlato al modo di funzionamento capitalista al servizio dei banchieri: a causa del credito con una garanzia statale (Cae), tra il 2006 e il 2011, le banche hanno prestato agli studenti 443.700 milioni di pesos, e poi venduto parte di questi crediti allo Stato, e lo Stato con i nostri soldi (attraverso tasse, tra l’altro) ha dato alle banche 591.900 milioni di pesos. In altre parole, hanno rubato i nostri soldi per darli ai banchieri, è questo il Cae (Credito con avallo statale, ndt). Le banche analizzano il background degli studenti, mantengono i clienti paganti più sicuri e rivendono al Tesoro, con un premio, il portafoglio dei debitori insolventi. Sarebbe stato più economico per lo Stato pagare la tassa di riferimento agli studenti, invece di prenderli in prestito per 20 anni dalle banche.
Il Cile è un Paese ricco di minerali e risorse naturali; potremmo finanziare importanti bisogni sociali (salute, istruzione o alloggi), tuttavia gli imprenditori stranieri delle multinazionali si appropriano di tutte quelle ricchezze che i lavoratori producono. Un esempio è costituito dalle transnazionali del rame come BHP Billiton o Anglo American. Il rame è la ricchezza del Cile, anche se poco rimane nelle nostre tasche per le nostre esigenze. Qui, come per le Afp, la lotta per il recupero delle risorse naturali si trasforma in una lotta non solo contro uomini d'affari cileni, ma contro grandi uomini d'affari stranieri e le loro istituzioni internazionali come il Fondo monetario internazionale, in particolare gli Stati Uniti e l'Europa.
Quindi, sebbene le nostre richieste possano sembrare molto semplici, ciò che è fondamentalmente messo in discussione nel suo insieme è questa intera relazione, tra società come le Afp, le banche, le fabbriche e i capitalisti dei Paesi più ricchi. È il modo in cui opera la società nel suo insieme, che non cambierà profondamente grazie a qualche riformista.

L'unica garanzia per cambiare radicalmente le cose è una rivoluzione socialista che instauri un governo operaio e popolare
L'unico modo per garantire che tutte le misure della Costituzione degli anni '80 vengano messe in discussione è che i lavoratori e i settori popolari prendano il potere attraverso una rivoluzione socialista. Non esiste una via pacifica per il raggiungimento di questo compito. Perché è chiaro, solo per porre fine alle Afp ci sono volute decine di marce pacifiche oltre a questa ribellione. Ciò nonostante ancora non abbiamo raggiunto lo scopo, perché ci sono interessi padronali che governi e istituzioni difendono fino in fondo: è noto che più di 40 ministri e autorità dei governi sia dell’ex Concertazione (1) che della destra sono stati coinvolti nelle attività delle Afp diventando loro dirigenti? Possiamo pensare che siano essi stessi ad eliminare le Afp?
Dobbiamo estromettere dal potere i padroni, e ciò significa distruggere tutte le loro istituzioni corrotte e sostituirle con altre al servizio dei lavoratori e dei settori popolari. Oggi, gli imprenditori sono al potere attraverso diversi canali: il finanziamento legale (legge dei contributi riservati) e il finanziamento illegale delle campagne elettorali e politiche in generale; porta girevole per uomini di fiducia tra il settore pubblico (in cui ricoprono incarichi governativi) e privati (in cui fanno parte delle direzioni delle imprese); influenza sui partiti politici e i centri di studio, i mezzi di comunicazione, ecc. Tutto per scrivere regole che li favoriscano.

Il miglior esempio è il caso di Unidad Popular
Cambiare tutto questo e togliere loro i privilegi è qualcosa che non permetteranno facilmente o pacificamente. In Cile abbiamo il miglior esempio: Unidad Popular (Unità Popolare, Up, ndt) sotto il governo di Allende progettò una via pacifica al socialismo, confidando sulle istituzioni borghesi, cioè sul loro parlamento, sulle loro forze armate, sui loro ministeri, ecc. I lavoratori venivano da forti lotte e scioperi cominciati prima della conquista del potere da parte dell'Up. La loro mobilitazione costituì il precedente affinché il governo di Up avanzasse nella concessione di molti diritti sociali e conquiste per la stragrande maggioranza, ma queste conquiste misero in discussione gli interessi delle imprese private. Così questi settori risposero dapprima costruendo un mercato nero e chiudendo le catene dei negozi per generare caos e penurie di viveri e, infine, con un colpo di Stato che istituì una dittatura militare che uccise e torturò migliaia di lavoratori e lavoratrici.
L'esperienza di Up ci fa comprendere che non possiamo fare affidamento su cambiamenti che siano a nostro vantaggio da parte delle istituzioni borghesi o facendo appello al dialogo con loro. Al contrario, come lavoratori, se vogliamo garantire che le nostre richieste siano soddisfatte, dobbiamo espropriare le aziende con la forza, come fecero i cordones industriali (consigli di fabbrica cileni, ndt); dobbiamo abbattere o dissolvere le forze armate e fare appello affinché alcuni settori di base si uniscano alla nostra lotta; organizzare l'autodifesa armata; e soprattutto, dobbiamo prendere il potere attraverso una rivoluzione socialista. Non possiamo delegare ad intellettuali o accademici il compito di sostituirci nelle attuali istituzioni; potranno essere buoni alleati, ma sono i lavoratori a dover stabilire le proprie forme di democrazia e autogoverno dei lavoratori e delle masse popolari.

Abbiamo bisogno di un partito per organizzare la rivoluzione socialista!
Costruiamo il Mit!
Affinché i lavoratori, la popolazione e i giovani abbiano un chiaro progetto di società e sappiano come conquistarla, dobbiamo organizzarci, partendo dalle precedenti esperienze di lotta e combattere contro tutti i partiti che ci dicono che all'interno di questo sistema capitalista possiamo migliorare le cose, che all'interno di queste istituzioni imprenditoriali possiamo ottenere profondi cambiamenti. Gli imprenditori si organizzano nei loro partiti (di destra o la ex Concertazione) e nelle istituzioni: Fondo monetario internazionale, Sofofa in Cile, ecc.; i lavoratori hanno bisogno di una propria organizzazione internazionalista, che sia in grado di affrontare gli imprenditori. Come Mit stiamo costruendo quest’alternativa, come parte della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale. Ti invitiamo a costruire con noi questo progetto di lotta rivoluzionaria internazionalista!
Costruiamo un partito che si ponga i seguenti compiti di fronte alla situazione cilena:
- sciopero generale fino alla caduta di Piñera!
- processo e punizione per le uccisioni, le torture e le violazioni dei diritti umani!
- per le creazione di commissioni indipendenti della classe operaia e dei diritti umani che indaghino sui casi! Nessuna fiducia nelle istituzioni borghesi!
- libertà immediata per tutti i detenuti per la lotta, libertà per David Veloso, soldato imprigionato per essersi rifiutato di reprimere il suo popolo!
- libertà per l'organizzazione e la lotta nei luoghi di lavoro!
- abbasso la Costituzione dell’80!
- cessazione immediata delle Afp!
- rinazionalizzazione del rame e delle risorse naturali sotto controllo dei lavoratori!
- no al Tpp!
- demilitarizzazione di Wallmapu, autodeterminazione del popolo Mapuche!
- via questo parlamento padronale!
- per organizzazioni dei lavoratori basate sulla democrazia operaia in sostituzione di questa democrazia borghese!
- assemblee popolari e operaie per l'auto-organizzazione e la preparazione dell'auto-difesa!
- soldati di base, unitevi alla lotta in difesa della vostra classe!
- per un governo operaio e delle masse popolari!


NOTA
1) Concertación de Partidos por la Democracia, conosciuta come Concertación, è stata una coalizione di partiti di centro e di sinistra che ha governato il Cile dal marzo 1990 al marzo 2010.

[traduzione dallo spagnolo di Salvo de Lorenzo e Laura Sguazzabia]