E' tempo di ribellione!
mercoledý 30 ottobre 2019
E' tempo di ribellione!
I lavoratori e i giovani scendono in piazza
Viva le lotte in tutto il mondo!
 
 
 tempodiribellione
 
 
 
dichiarazione della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
 
 
C'è un cambiamento nel mondo. In molte città di tutti i continenti stanno avvenendo autentiche insurrezioni contro i governi e i regimi. La fiducia nella borghesia e nel suo dominio, in questi Paesi, è azzerata. All'improvviso, i lavoratori e i giovani proletari invadono le piazze, si scontrano con la polizia. All'improvviso, la "pace" dello sfruttamento e dell'oppressione quotidiana è finita.
In America Latina siamo in presenza di vere insurrezioni. In Cile, una gigantesca manifestazione di più di un milione di persone è seguita a due giorni di sciopero generale, sciopero dei portuali e di altri settori, scontri con la polizia, blocchi stradali, barricate che stanno emozionando il mondo. In Ecuador, gli indigeni e le masse popolari hanno sconfitto il decreto che aumentava brutalmente il costo dei combustibili e respinto altre pesanti misure anti-operaie. Ad Haiti è in corso, da più di un mese, senza tregua, una sollevazione di massa per rovesciare il presidente Moise. In Honduras sono riprese gigantesche mobilitazioni per rovesciare il governo di Joh.
Anche in Europa ci sono mobilitazioni. In Catalogna, le masse popolari hanno occupato Barcellona e fatto tremare l'intero Stato spagnolo contro la condanna dei dirigenti indipendentisti. La lotta dei gilet gialli in Francia è diventata un esempio mondiale, e ora può rafforzarsi con lo sciopero generale convocato per il 5 di dicembre.
Ad Hong Kong le masse sono protagoniste di immense manifestazioni che si scontrano col governo imposto dalla dittatura capitalista cinese e minacciano di contagiare con le loro lotte l'enorme classe operaia cinese.
In Medio Oriente, le masse libanesi hanno iniziato una rivolta contro la tassazione di whatsapp e ora gridano nelle piazze "rivoluzione", "vogliamo porre fine al regime", riprendendo le parole d'ordine della primavera araba. In Irak, manifestazioni ogni giorno più radicali rivendicano la caduta del governo.
 
I governi borghesi rispondono con una dura repressione
Ovunque la reazione della borghesia è la repressione dura, violenta. Arresti, pestaggi, uccisioni. La repressione è accompagnata dalla condanna e dalla criminalizzazione delle proteste e la polizia e i militari scaricano tutta la loro forza contro i manifestanti, reprimono e condannano qualsiasi atto di legittima difesa di chi lotta e le legittime espressioni di odio contro istituzioni che incarnano l'oppressione e lo sfruttamento. Per questo in Argentina è stato incarcerato (e rilasciato ora dopo più di un anno di galera) il nostro dirigente Daniel Ruiz, e continua a essere ricercato Sebastian Romero, altro militante del nostro partito argentino. Le democrazie borghesi rivelano ora con chiarezza il loro volto dittatoriale, inasprendo la repressione e approvando leggi per reprimere i manifestanti.
Ma, con sorpresa delle classi dominanti, la repressione non sta loro garantendo di riprendere il controllo della situazione. Al contrario, le mobilitazioni si radicalizzano. Gli indigeni ecuadoriani hanno "arrestato" dei poliziotti, obbligandoli a trasportare le bare dei manifestanti uccisi. Le masse cilene, superando i traumi del passato, si scontrano nelle piazze con quelle medesime forze armate che servirono sotto la dittatura genocida di Pinochet. Anche ad Honk Kong e a Barcellona la reazione dei giovani ha sconfitto ogni paura e ha affrontato apertamente la repressione. Le barricate e l'autodifesa operaia e popolare sono pienamente legittime e devono essere difese.
In alcuni casi, l'avanguardia delle lotte sono gli indigeni, come in Ecuador. In altri, si vede il peso predominante della classe operaia, come in Cile. In molti luoghi sono i giovani dei quartieri popolari e delle classi medie impoverite, senza prospettiva né di lavoro né di studio, che si mettono alla testa della lotta.
 
Il capitalismo va verso la barbarie
La base materiale di quanto sta avvenendo è l'estrema decadenza del capitalismo, rivelata dalla crisi economica mondiale iniziata nel 2007 e che prosegue. L'imperialismo, per salvare i suoi interessi nel mondo, in un'aspra battaglia per affermare la sua egemonia e sottomettere il capitalismo cinese, impone misure di "austerity" attraverso i suoi organismi, specialmente il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che prescrivono la stessa cura avvelenata in ogni Paese: tagliare le pensioni, precarizzare il lavoro, colpire i salari.
I salari da fame vengono ulteriormente abbassati. La disoccupazione cresce. La precarizzazione del lavoro è brutale. In tutti i Paesi il diritto alla pensione è rinviato o, in pratica, cancellato. I ricchi sono ogni giorno più ricchi e i poveri ogni giorno più poveri. E niente soddisfa la borghesia: ogni misura finanziaria dei governi è sempre più pesante per i lavoratori.
C'è un acuirsi delle contraddizioni nazionali e della repressione, come dimostra la condanna degli indipendentisti catalani, l'occupazione del Kashmir (da parte di Pakistan, India e Cina), l'attacco turco ai curdi, autorizzato da Trump, che ha provocato grandi manifestazioni di solidarietà in tutta Europa.
In tutto il mondo l'oppressione maschilista, xenofoba, omofoba e razzista cresce. La distruzione dell'ambiente, col riscaldamento del clima, la degradazione della vita umana, l'avvelenamento dei fiumi e dei mari ha raggiunto livelli tali che indicano la possibilità concreta di un disastro ecologico irreversibile. 
Tutto ciò sta generando risposte moltitudinarie in tutto il mondo.
Ci sono chiari sintomi di barbarie nel mondo. Le conseguenze politiche risultano chiare: ampi settori dei lavoratori e della gioventù non vedono nessuna prospettiva di futuro. La radicalizzazione delle lotte è l'espressione di chi non ha più nulla da perdere. Comincia a scomparire la paura di scontrarsi coi padroni, con la polizia, con le forze armate, perché vivere così non vale la pena.
 
Non si può affidarsi a soluzioni elettorali
Le democrazie borghesi, che servono per illudere le masse con l'imbroglio del "questo governo non è buono, ne eleggiamo un altro", già mostrano segni di indebolimento. Le masse sono stanche di promesse elettorali che si rivelano puntualmente false. I governi di destra, come Bolsonaro, Macri, Duque, Macron, ecc., applicano piani neoliberisti durissimi contro i lavoratori. Ma al contempo i partiti della cosiddetta "sinistra" riformista (i partiti socialdemocratici, il Pt, il Psol, Syriza, Rifondazione, ecc.) quando arrivano al governo applicano le stesse misure economiche. E quando sono all'opposizione si limitano a negoziare una applicazione "meno dura" di queste stesse misure. 
Altri partiti, anche quelli di origine "trotskista", come il Pts o il PO in Argentina, procedono nella stessa direzione di adattamento elettoralistico. 
Ma ora che le farse elettorali non riescono più a contenere e deviare l'aspettativa delle masse, la borghesia ricorre sempre più frequentemente a governi di estrema destra, alla riduzione di diritti e libertà fondamentali, utilizzando la repressione e le forze armate.
Il livello raggiunto dagli scontri in corso impone con urgenza la necessità di unire le lotte al di sopra dei vecchi apparati sindacali. E' necessario costruire nuovi organismi, coordinamenti di lotta, unendo i lavoratori dei differenti settori e i giovani. Questi organismi di lotta possono trasformarsi in prospettiva nella base di nuovi governi dei lavoratori, per costruire una alternativa allo Stato capitalista. E' necessario costruire una nuova direzione delle lotte che rompa con le vecchie direzioni traditrici.
Lo scontro diretto con le forze repressive nelle piazze impone l'urgenza di costruire organismi di autodifesa, perché le masse possano difendersi. In molte situazioni già da subito questo elemento può rivelarsi decisivo nel determinare il successo o la sconfitta del movimento.
Queste autentiche insurrezioni che emozionano tutto il mondo dimostrano una volta di più che la tesi della "onda reazionaria" (che, sostenevano, paralizzava le lotte nel mondo), tesi difesa dalle correnti riformiste, era solo una ideologia per mascherare il ruolo di freno alle lotte esercitato dai riformisti che ambiscono solo ad allearsi con la borghesia.
Oggi le battaglie si stanno spostando dal vicolo cieco delle elezioni in direzione della lotta diretta nelle piazze e negli scioperi. Ma nonostante questo, i partiti riformisti continuano a proporre come soluzione "patti sociali" ed elezioni. Noi vogliamo invece sostenere la voce delle piazze. E' in queste lotte dirette che saremo vincitori o sconfitti. La prospettiva elettorale è un vicolo cieco che serve solo per deviare i processi rivoluzionari.
 
Socialismo o barbarie
L'alternativa è, oggi più che mai, socialismo o barbarie. E' imminente una nuova crisi recessiva del capitalismo. La miseria aumenterà ulteriormente. O i lavoratori riescono a rompere con le direzioni riformiste e ad avanzare in direzione di una rivoluzione socialista, o la barbarie conquisterà il mondo. La contesa strategica con i partiti riformisti è chiara: o la via illusoria delle elezioni e del rispetto delle istituzioni borghesi per cercare di amministrare diversamente il capitalismo, o sostenere le lotte dirette dei lavoratori, la loro autorganizzazione democratica e l'autodifesa, per lottare per la rivoluzione socialista.
L'acuirsi della lotta di classe rende sempre più urgente la costruzione di partiti rivoluzionari. Senza una direzione rivoluzionaria, le mobilitazioni saranno, alla fine, sconfitte. Per questo facciamo appello agli attivisti delle lotte che condividono la necessità di un programma rivoluzionario a organizzarsi insieme a noi nei partiti della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale nei diversi Paesi del mondo.
 
E' necessario sostenere tutte queste lotte con la solidarietà internazionale. Una vittoria, come quella guadagnata dalle masse in Ecuador, entusiasma e aiuta a far esplodere ulteriori mobilitazioni.
Pieno sostegno alle lotte dei lavoratori nel mondo!
Solo la nostra azione diretta può cambiare il mondo!
Costruiamo nelle lotte gli organismi democratici che ci rappresentino!
Nessuna fiducia nelle soluzioni elettorali!
Nessuna fiducia nelle direzione sindacali e politiche riformiste!
Per la costruzione di partiti rivoluzionari in tutto il mondo!