Cgil in piazza coi padroni
domenica 14 aprile 2019

 

Cgil in piazza coi padroni

 

per difendere la tav



di Massimiliano Dancelli

Lo scorso 6 aprile, si è svolta a Torino la terza manifestazione nazionale dei “Si-TAV”. Alcune migliaia di persone hanno sfilato con in mano le bandiere dell’Europa, per chiedere al governo, tutt’ora diviso tra il No dei 5 stelle e il Si della Lega, di prendere una decisione a favore del completamento dell’opera.
A premere per la realizzazione dell’opera, troviamo tutte le organizzazioni padronali, capitanate da confindustria, che ovviamente hanno da difendere profitti enormi, sebbene realizzati devastando un territorio e a scapito della salute delle persone e degli animali che vi vivono.
In piazza con i padroni ovviamente vi erano tutti quei partiti, Pd, Forza Italia e loro alleati che nei precedenti governi hanno sostenuto gli affari del grande capitale compresa la TAV Torino -Lione, organizzando anche una feroce repressione verso la popolazione e i tanti attivisti che si opponevano alla realizzazione dell’opera. Questo non ci ha mai stupito e rientra tutto nell’ordine delle cose del sistema economico vigente, nel normale percorso della lotta di classe, nello scontro tra gli interessi della borghesia padronale, che non si fa scrupoli ad avvelenare intere popolazioni per i suoi affari, e quelli dei lavoratori e della popolazione meno abbiente, a cui spetta il compito di opporre una coraggiosa resistenza. Quello che invece stona (o dovrebbe stonare) è vedere, per la seconda volta dopo la presenza della delegazione di Confindustria alla manifestazione di Cigl-Cisl-Uil del 9 febbraio a Roma, i sindacati confederali, ovvero coloro che dovrebbero difendere gli interessi della classe operaia e degli sfruttati, sfilare a braccetto dei padroni.
Va denunciata la presenza forte della Cgil, diretta da un Landini che finge di smarcarsi e mantenere la sua parvenza di "paladino dei più poveri" dicendo di avere "dubbi" sull’opera, ma di dover rispettare le decisioni della maggioranza del suo sindacato che si pone a favore dell’opera perché sostiene che per la crescita servono investimenti e per favorire questi investimenti servono le grandi opere. Capiamo le ragioni di quei lavoratori che sono stati portati in questa manifestazione dai loro sindacati, che chiedono più lavoro e certezze per il loro futuro e di quello delle loro famiglie, ma pensiamo che non sia scendere in piazza con i padroni la soluzione per i loro timori. La Torino-Lione è un opera inutile rispetto ad altre priorità e molto dannosa per l’ambiente e la salute della popolazione dei territori interessati e degli stessi lavoratori che la realizzeranno. Gli investimenti, che creerebbero anche molti posti di lavoro, devono essere fatti in altri settori, meno redditizi per i padroni ma più utili per la popolazione, come la manutenzione di scuole e ospedali, dei ponti e dei viadotti, il rafforzamento del sistema di trasporto pubblico, la costruzione di asili nido e ospizi gratuiti solo per fare qualche esempio.
Noi in quella piazza non ci eravamo: mai a fianco dei padroni, mai a difendere interessi che non possono coincidere con i nostri. Noi stiamo nella piazza accanto, quella che non vuole la TAV, quella che chiede che tutti questi speculatori se ne vadano, quella di chi ha soluzioni concrete e non legate al profitto di pochi, quella di chi lotta per un mondo migliore, più pulito e senza più sfruttamento, quel mondo liberato dal mostro che si chiama capitalismo!