Solidarietà a Giacomo Petrelli
domenica 30 settembre 2018

Solidarietà a Giacomo Petrelli

Autodifesa del movimento operaio contro i fascisti

 

 

Risoluzione del Comitato Centrale del Pdac (*)

 

Il 21 settembre, al termine di una partecipata manifestazione contro le politiche razziste del ministro degli interni Salvini, nel quartiere Libertà, storico quartiere popolare, multietnico e solidale della città di Bari, il compagno Giacomo Petrelli, attivista del Partito di Alternativa Comunista, ha subito una vile aggressione squadrista, ordita da un nutrito gruppo armato di fascisti di Casapound. Nel violento pestaggio ha riportato gravi lesioni craniche e vertebrali.  Alla chiusura della manifestazione gli squadristi hanno teso agguati anche ad altri compagni isolati, attivisti di altre organizzazioni, cui va la nostra solidarietà.
Ciò che ha maggiormente colpito la pubblica opinione è l'agibilità data dalle forze dell'ordine (borghese) a questi vermi fascisti. La polizia ha invece caricato gli attivisti antirazzisti prontamente accorsi a difesa del compagno Petrelli e degli altri partecipanti feriti nell'agguato, impedendo loro di portare soccorso al compagno sottoposto al pestaggio.
La manifestazione del 21 settembre a Bari segna un cambio di fase: erano decenni che non si assisteva a una partecipazione così nutrita a un corteo cittadino. Ciò indica che esiste un settore della classe lavoratrice e di giovani che finalmente si mobilita contro le politiche razziste e antioperaie del governo Lega-M5S.
Il Pdac ritiene che sia necessario che le organizzazioni del movimento operaio e giovanili lavorino congiuntamente alla creazione di un sistema razionale di autodifesa dagli squadristi delle organizzazioni di estrema destra, in modo da poter ricacciare i fascisti nelle fogne da cui puntualmente emergono nelle fasi di crisi della piccola borghesia parassitaria.
Il Pdac invita la classe operaia, i giovani, gli studenti, le organizzazioni sindacali e politiche della sinistra a respingere con fermezza questi tentativi di intimidazione da parte dei fascisti.
Il Pdac esige che i tanti covi fascisti, autentiche fogne a cielo aperto presenti nella città di Bari, siano immediatamente chiusi e che si faccia immediatamente luce sul comportamento di alcuni poliziotti conniventi con gli squadristi di estrema destra.
Solo la mobilitazione della classe operaia, dei lavoratori, degli immigrati, dei giovani e degli studenti della città di Bari può rispedire i fascisti nelle fogne  da cui sono usciti.
Solo la mobilitazione su scala nazionale del movimento operaio può rispedire a casa il governo razzista e anti-operaio Conte - Salvini-Di Maio.

 

(*) risoluzione approvata dal Comitato Centrale nella riunione del 22-23 settembre