Referendum sull'autonomia: non votiamo!
sabato 21 ottobre 2017

Referendum sull'autonomia:

non votiamo!

 

 

Domenica 22 ottobre si terrà in Lombardia e Veneto un referendum per richiedere maggiore autonomia dallo Stato centrale in materia fiscale e nella gestione delle risorse finanziarie.

 

Una consultazione inutile e costosa

Partiamo subito dicendo che questo referendum, voluto principalmente dai governatori leghisti di Lombardia e Veneto, Maroni e Zaia, non porterà nessun vantaggio ai lavoratori e alle lavoratrici.
A differenza di quello che cercano di farci credere, questa consultazione non risponde assolutamente a un desiderio di autodeterminazione popolare e ogni accostamento fatto dai demagoghi "nordisti” con la questione catalana appare più che mai irreale: piuttosto rappresenta interessi di alcuni settori del grande padronato delle regioni del Nord, che mirano a potenziare i propri profitti a scapito dei servizi pubblici.
Si tratta, tra l’altro, di una mossa in gran parte propagandistica della Lega Nord che, a pochi mesi dalle elezioni politiche, torna ad esibire, nel tentativo di accrescere il suo consenso in future alleanze elettorali con la destra berlusconiana, un suo vecchio cavallo di battaglia: la cosiddetta "indipendenza del Nord".

 

Un inganno per i lavoratori

Maroni e Zaia con questa mossa vogliono distrarre i lavoratori e le masse popolari che in questi anni di crisi, a causa dei continui tagli allo stato sociale e col peggiorare delle condizioni di lavoro e salario, si sono sempre più impoveriti anche in Veneto e Lombardia. Vogliono far credere che se le regioni più ricche gestissero in autonomia le proprie risorse il proletariato migliorerebbe le proprie condizioni di vita: invece non cambierebbe assolutamente nulla e i lavoratori passerebbero dalla padella di Roma alla brace di Milano e Venezia. I benefici sarebbero come al solito solo per i rappresentanti della classe dirigente, infatti non è un caso che molti sindaci lombardi del PD (col beneplacito del proprio partito che ha lasciato libertà di scelta), pur criticando i costi del referendum, abbiano dato indicazione di voto favorevole.
Si tratta di un referendum espressione di una politica reazionaria, che mira solo a dividere ulteriormente la classe lavoratrice: classe che invece necessita della più ampia unità se vuole combattere il reale nemico di classe che tanto al sud quanto al nord risponde al nome di capitalismo.

 

Boicottiamo questo referendum

Per le ragioni esposte sopra, il Partito di Alternativa Comunista ritiene che non si debba in alcun modo sostenere e legittimare questa consultazione che è demagogica, reazionaria e pericolosa per la classe lavoratrice. Invitiamo pertanto i lavoratori di Lombardia e Veneto a dare un segnale forte a questi signori e non andare a votare il 22 ottobre.
Bisogna invece scendere in piazza, a partire dallo sciopero del 27 ottobre, per difendersi dagli attacchi brutali che subiamo e continuiamo a subire dall'inizio della crisi economica, che tutti i governi della borghesia, nazionali e regionali, scaricano sui lavoratori.