sciopero del 18 marzo
domenica 13 marzo 2016

sciopero del 18 marzo

Contro la guerra imperialista,

contro le misure di austerità del governo Renzi,

contro il razzismo

Il 18 marzo è una giornata di sciopero generale del sindacalismo conflittuale (Cub, Si.Cobas, Usiait, settori dello Slai Cobas e altri). Uno sciopero che è stato proclamato per dire no alla missione imperialista in Libia e per contrastare le misure di austerity del governo Renzi. Al di là delle fasulle smentite del premier parolaio, è evidente che si sta preparando un intervento militare di grandi dimensioni: è stato annunciato l'invio di migliaia di soldati in Libia e già l'Italia ha concesso al Pentagono la base di Sigonella per i pattugliamenti di droni armati. La propaganda del governo presenta la guerra come un atto dovuto nella "lotta contro il terrorismo". Ma i veri motivi della missione militare sono altri. Prima di tutto gli interessi del capitalismo italiano, ENI in testa, che mira alle risorse energetiche della Libia: il 38% del petrolio del continente africano viene prodotto in Libia. La lotta contro il terrorismo è solo un pretesto!

 

Ma sono tante altre le ragioni per scioperare il 18 marzo. Il governo Renzi, oltre a preparare la guerra dell'imperialismo italiano in Libia, continua la guerra di classe all'interno del Paese. Continuano gli attacchi feroci alla classe lavoratrice. Con l'approvazione del Jobs Act sono state cancellate definitivamente le tutele del contratto a tempo indeterminato. I tagli miliardari alla scuola pubblica (con la cosiddetta Buona scuola), alla sanità, ai servizi sociali, al trasporto locale e nazionale hanno azzerato le conquiste guadagnate durante una lunga stagione di lotte operaie negli anni Sessanta e Settanta. Il governo Renzi, in ossequio alla Troika e agli interessi del capitalismo italiano, sta sferrando un attacco pesantissimo alla classe operaia. Tutto questo mentre aumenta la disoccupazione e si inaspriscono le politiche razziste dei governi europei, Italia inclusa. Vengono colpiti soprattutto i settori più oppressi della nostra classe: gli immigrati e le donne. I tagli alla sanità stanno privando milioni di donne del diritto alla salute, mentre gli immigrati e le immigrate vengono privati persino dei più elementari diritti democratici.

 

Si tratta di attacchi che il governo e i padroni stanno portando avanti grazie alla preziosa complicità degli apparati di Cgil, Cisl e Uil (e degli altri sindacati collaborazionisti), che per difendere i propri privilegi burocratici e le proprie entrate miliardarie non hanno esitato a svendere gli interessi dei lavoratori e lo stesso diritto di sciopero! 

 

Il Partito di Alternativa Comunista il 18 marzo sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero.

  • No alla missione militare in Libia! No alle guerre dell'imperialismo!
  • Ritiro del Jobs Act e assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari!
  • Ritiro dei tagli alla scuola, alla sanità, ai trasporti, ai servizi sociali!
  • No all'accordo vergogna sulla rappresentanza: il diritto di sciopero non si tocca!
  • No al razzismo: piena e reale accoglienza per le immigrate e gli immigrati!
  • No al pagamento del debito pubblico: la crisi la paghino banchieri e padroni!
  • Esproprio sotto controllo operaio delle banche e delle grandi industrie, a partire da quelle che chiudono e licenziano!
  • Per un'economia pianificata sotto controllo delle lavoratrici e dei lavoratori!
  • Per un governo delle lavoratrici e dei lavoratori!