Verona: un passo avanti nella costruzione del Pdac in veneto
sabato 09 giugno 2012

Verona: un passo avanti

nella costruzione del Pdac in veneto

Resoconto del seminario di Alternativa Comunista a Verona (3 giugno)
 

 

a cura del Pdac Veneto

 

foto seminario verona

 

Domenica 3 giugno si è svolto a Verona un seminario di formazione organizzato dalla sezione locale del Pdac. Il seminario, che è stato ospitato nella sede del Coordinamento migranti di Verona, ha visto la partecipazione di compagni della città (che hanno sostenuto la candidatura di Ibrahima Barry) e di alcuni compagni del Pdac delle sezioni vicine. Particolarmente importante la presenza di rappresentanti delle lotte degli immigrati, di Verona ma anche di altre città limitrofe.
Durante la mattina, la relazione di Fabiana Stefanoni, del Comitato centrale del Pdac, ha illustrato le linee generali del programma dei marxisti in contrapposizione a quello dei riformisti. A parte i richiami storici, numerosi sono stati i riferimenti all'attualità: il riformismo oggi in Italia, infatti, si concretizza nell'operato delle direzioni politiche e sindacali della sinistra, da Rifondazione a Sel alla direzione della Fiom.
Dopo una breve pausa pranzo, Francesco Ricci, del Comitato centrale del Pdac, si è soffermato sulla necessità della costruzione del partito e dell'internazionale rivoluzionaria: Ricci ha sottolineato in particolare quali sono le condizioni fondamentali per la costruzione di un partito di tipo leninista (condivisione del programma, militanza disciplinata, autofinanziamento), a differenza di quello che avviene nelle organizzazioni riformista ma anche nei gruppi centristi basati su una struttura lassa. Numerosi sono stati i riferimenti storici (da Marx ai bolscevichi fino alla fondazione della Quarta Internazionale). La relazione ha evidenziato come la Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (Lit) sia oggi l'unica organizzazione internazionale centralista che si richiama al trotskismo presente in decine di Paesi del mondo e in espansione nell'ultima fase, anche in Europa. A seguire, c'è stato un vivace dibattito, con interventi, domande, osservazioni da parte di tutti i presenti.
Come abbiamo più volte ribadito, nonostante il risultato elettorale del Pdac a Verona ci abbia positivamente stupiti persino in termini numerici (1000 voti al candidato sindaco immigrato, nero, operaio e trotskista nella città più razzista d'Italia sono un risultato eccezionale), lo scopo delle presentazione elettorale del Pdac, a Verona come in altre città, non è conquistare voti. I comunisti rivoluzionari utilizzano le elezioni come tribuna, per diffondere il programma e rafforzare il partito. E così è stato a Verona e in tutto il Veneto. La risonanza mediatica che ha avuto la candidatura di Ibrahima in Veneto (di fatto l'unica candidatura comunista di cui si è parlato anche a livello nazionale) ha permesso di far conoscere il Pdac a tanti compagni di tutta la regione (e non solo). Dopo le elezioni, il Pdac in Veneto si sta rafforzando, con nuove adesioni militanti e peraltro è nei fatti l'unica forza della sinistra che cresce e si rafforza. Il seminario di domenica ci incoraggia ad andare avanti, nella consapevolezza che solo lo sviluppo delle lotte e degli scioperi anche in Italia (come già avviene in altri Paesi, dalla Spagna alla Grecia) creerà il terreno per un reale rafforzamento dei rivoluzionari in Italia.