Il caso di Edward Kojo Akanor
sabato 02 giugno 2012

Il caso di Edward Kojo Akanor

   

di Ibrahima Barry (*) e Patrizia Cammarata (**)

Perché dovremmo stupirci se la burocrazia impedisce alla  figlia dell’operaio ghanese, ,  Edward Kojo Akanor, morto a Verona lo scorso 25 aprile, di arrivare in Italia per partecipare al funerale del padre  nonostante documenti e timbri in regola, solo perché «non viene considerata abbastanza ricca per scongiurare un mancato rientro in Africa» ?
E’ una delle numerose storie di razzismo e barbarie che quotidianamente gli immigrati poveri, e i poveri in generale, subiscono a causa del capitalismo e delle sue barbare regole.
La storia della vita di Edward dovrebbe stupire, una vita di sfruttamento e sacrifici per la sopravvivenza, una vita di ingiustizie e abusi che si conclude con un ultimo sopruso nei confronti della famiglia, a cui viene negato, dopo una vita di forzata separazione, l’ultimo saluto.
La giusta protesta e denuncia degli amici per il diniego alla figlia a partecipare al funerale del padre deve accompagnarsi alla protesta e alla denuncia dello sfruttamento subito da Edward in vita: un operaio che a 67 anni lavorava ancora, nonostante due infarti e un ictus, un operaio che aveva subito un grave infortunio sul lavoro senza percepire nulla dalla ditta e che a causa dei suoi problemi di salute non era più potuto tornare nel suo Paese. Perché per i poveri, per gli sfruttati, non c’è diritto agli affetti, né da vivi né da morti.
Questo caso va collegato ai casi di separazione dei figli dai genitori poveri e in difficoltà, ad opera delle istituzioni, casi di cui abbiamo avuto ripetute denunce proprio a Verona.
Separati da vivi, separati dopo la morte.
Il Partito di Alternativa Comunista (sezione italiana della Lit- Lega Internazionale dei Lavoratori) esprime la propria vicinanza alla famiglia di Edward Kojo Akanor e mette a disposizione i propri militanti e la propria struttura per le mobilitazioni programmate in questi giorni.
Questo caso è l’ennesima prova di come  sia sempre più attuale la celebre frase di Rosa Luxemburg: “o socialismo o barbarie!”

 

 

(*) Pdac Verona

(**) Pdac Veneto