Lecce Una campagna elettorale da rivoluzionari
mercoledý 25 aprile 2012

Lecce

Una campagna elettorale da rivoluzionari

Intervista a Valerini, candidato sindaco del Pdac

 

a cura di Adriano Lotito

 

 

foto lecce

 

Alternativa Comunista in questa tornata di elezioni amministrative, sarà presente anche nella città di Lecce. Intervistiamo Andrea Valerini, candidato sindaco per il PdAC nel capoluogo salentino. Andrea, innanzitutto, puoi presentarci brevemente il senso della nostra candidatura e descriverci i punti fondamentali del programma del partito a Lecce?

La nostra scelta di candidarci a Lecce come Alternativa comunista nasce da una riflessione precisa: usare la campagna elettorale come strumento per dare visibilità alle lotte.

Non siamo astensionisti di principio, perché crediamo che, in un sistema borghese falsamente democratico circa la libertà d’espressione, la campagna elettorale possa essere uno spazio di “propaganda” per il nostro programma e per rompere il teatrino che vorrebbe rappresentare agli occhi dei compagni il “destro” governatore regionale Vendola e il vendolismo come l’unica prospettiva possibile per la sinistra: si tratta di un bluff che ci sentiamo di denunciare. Quanto al programma, anche a livello locale ci ispiriamo alla definizione troskista del “programma transitorio”: requisizione delle aziende che chiudono e licenziano e gestione operaia; reddito sociale per disoccupati e precari; un nuovo piano di edilizia popolare che vada a riqualificare lo Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari) sotto la gestione dei lavoratori e della cittadinanza e vada a requisire le case sfitte per darle alle famiglie leccesi che non possono permettersi un alloggio.

Come vi siete comportati dal punto di vista delle alleanze e coalizioni elettorali? Quale è la vostra posizione rispetto al centrosinistra e ai partiti della sinistra cosiddetta radicale, da Sel a Rifondazione, che hanno deciso di appoggiare il candidato Pd Loredana Capone? Perché la scelta di una lista autonoma da entrambi gli schieramenti?

Approfondisco il significato del termine “programma transitorio”: si tratta di un progetto politico assolutamente incompatibile con una politica fatta per il capitale privato dagli alfieri dei poli politici borghesi (Pdl-Terzo Polo- Pd + Sel). Un programma basato sulla pubblicizzazione dei servizi locali, una gestione operaia delle fabbriche in crisi e nessun centesimo per i padroni, su un salario sociale per precari e disoccupati. Proposte che neanche lontanamente sono presenti nel programma del candidato del centrosinistra, la ex democristiana e vicepresidente regionale Capone, appoggiata anche da un “listone” che raccoglie Sel, Rifondazione, Comunisti italiani (i quali hanno rinunciato finanche al simbolo: a maggiore chiarezza circa le loro scelte). Non si tratta di ideologismo, in una campagna elettorale sentita come quella di Lecce si saggia con mano, cosa siano i “poteri forti”, da Confindustria alla Curia, che blandiscono con ammiccamenti e incontri i candidati borghesi. Ebbene noi di Alternativa Comunista diciamo con forza no a tutto questo; siamo incompatibili con il vostro sistema!

Come inciderà il risultato elettorale sulle scelte future del Pdac? Quali programmi e obiettivi per le lotte di domani?

Come ho chiarito prima, la campagna elettorale è per il nostro partito solo un passaggio,  non certo il più importante, di propaganda in una democrazia falsata, che comunque ci permette di sfruttare i mezzi di comunicazione. Il nostro è un progetto in costruzione, siamo certo coscienti di non essere il partito rivoluzionario in grado di assestare il colpo decisivo al capitalismo. Ma l’unico modo di crescere è quello di non chiudersi in una scelta settaria di isolamento, di chiamare i comunisti conseguenti all’unità all’interno di un’organizzazione, di catalizzare le vertenze e le forze migliori che a livello territoriale sono comunque già esistenti in un capitalismo in crisi. Si tratta insomma di alzare il livello di coscienza soggettiva dei lavoratori e di dare alle lotte una prospettiva di alternativa, di “Alternativa Comunista”. Questo è il nostro scopo, questi sono i motivi che ci vedono presenti nelle lotte dei lavoratori e degli studenti, prima, durante e dopo le campagne elettorali.