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Continua la mobilitazione dei lavoratori francesi Facciamo come la Francia PDF Stampa E-mail
sabato 09 giugno 2018

Continua la mobilitazione dei lavoratori francesi

Facciamo come la Francia!

 

di Patrizia Cammarata

In Francia, martedì 22 maggio scorso, è stato indetto un altro sciopero, l’ennesimo di una serie di manifestazioni, scioperi, occupazioni, scontri con la polizia che sta paralizzando il Paese in molti settori.

Ci siamo occupati in questi mesi (nel nostro sito https://www.alternativacomunista.it/content/view/2544/1/ e nel nostro mensile Progetto Comunista, numeri di maggio e giugno 2018) delle imponenti manifestazioni e degli scioperi che da mesi si stanno susseguendo in tutta la Francia contro la riforma del governo del presidente Emmanuel Macron che punta a distruggere il servizio pubblico ferroviario e di come questi scioperi si siano intrecciati  con quelli  dei lavoratori della scuola, degli studenti, dei metalmeccanici, dei netturbini, degli addetti del settore energetico, della logistica (in particolare dei magazzini di Gennevilliers, nonché i lavoratori della grande distribuzione come Monoprix e Carrefour e quelli di Mac Donald) e con l’occupazione delle università. Il quotidiano “Le Monde”, il 1° giugno scorso, scriveva che i dati della mobilitazione dei ferrovieri di questi mesi, nonostante il leggero calo registrato in aprile, indica come questo conflitto rappresenti il principale conflitto della ferrovia dal 1995.

Abbiamo evidenziato l’importante mobilitazione di Air France KLM che ha visto i dipendenti della compagnia franco-olandese, una delle maggiori in Europa per numero di passeggeri, scioperare per l’aumento dei salari, bloccati da sei anni, e respingere la proposta d’accordo padronale ritenuta insufficiente.

Con lo sciopero di martedì 22 maggio, è iniziata la cosiddetta “Semaine noire”, che era stata annunciata dall’assemblea dei ferrovieri in lotta della Gare di Paris Nord. Due le principali manifestazioni convocate nel centro di Parigi. La prima, quella della funzione pubblica e la seconda, quella degli studenti universitari e delle scuole superiori, da mesi in lotta contro l’irrigidimento dei criteri di selezione per l’accesso all’università.

Blocchi dei licei e delle università sono in corso in vari luoghi della Francia.

Lo sciopero del 22 maggio è stata la terza giornata di protesta dei lavoratori di tutto il settore pubblico da quando il presidente Emmanuel Macron è stato eletto ed è stato indetto da CGT, FO, FSU, Solidaires e UNEF de l’Ile-de-France, uno sciopero che ha contestato il progetto di riforma del settore pubblico, che prevede il taglio di oltre 120mila posti di lavoro. Nel settore sanità, ad esempio, è già da tempo che si sta registrando un notevole calo del personale che va di pari passo con la progressiva privatizzazione del settore. Anche in questa giornata, come ormai succede da mesi, le proteste dei lavoratori sono state accompagnate da cariche della polizia, lanci di lacrimogeni, arresti. Oltre che a Parigi si sono tenuti partecipati cortei in almeno altre 140 città francesi.

Si tratta di mobilitazioni e scioperi che toccano i profitti padronali, non solo nei settori in cui vengono attuati, ma che hanno ricadute nella società e nell’indotto in generale. Secondo gli operatori del turismo, i disagi ai viaggiatori starebbero avendo pesanti conseguenze  con una perdita stimata in 100 milioni di euro per ogni giorno di sciopero.

Sembra che i sindacati, in questa fase, stiano tenendo duro affermando che la mobilitazione in Francia proseguirà a oltranza fin quando le istanze dei lavoratori non verranno ascoltate.

La disponibilità alla lotta da parte dei lavoratori è alta. I ferrovieri di Acheres, ad esempio, riunitisi in assemblea generale il 24 maggio scorso, hanno approvato una mozione nella quale chiedono ai sindacati di proclamare una settimana di sciopero generale, “una settimana senza lavoratori” a partire dall’undici giugno; nella mozione si chiede che impiegati della funzione pubblica, ferrovieri, lavoratori del privato, possano lottare tutti insieme in una settimana di grande e forte mobilitazione.

 

14 giugno: mobilitazione con l’unità di nove sigle sindacali.

Per giovedì 14 giugno le nove organizzazioni sindacali CGT, FO, CFTC, CFE-CGC, FSU, Solidaires, FGR, FP, LSR, Ensamble & Solidaires, UNRPA, hanno unitariamente indetto una giornata di mobilitazione la cui piattaforma è contro il blocco delle pensioni e più in generale contro tutte le riforme del governo che attaccano i pensionati e tutte le categorie del pubblico impiego a favore dei profitti dei grandi industriali.

Solidarizziamo con la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori francesi, anche in Italia è necessario si costruisca quel fronte di lotta fra diverse sigle sindacali che è necessario affinché i lavoratori possano riprendere la parola non più divisi in piazze, in giorni diversi, in “sciopericchi” di poche ore, ma nell’unità, che è la loro forza e l’unica possibilità per respingere gli attacchi dei padroni e dei loro governi. In questa direzione va l’importante costruzione  avviata da qualche anno del Fronte di lotta No Austerity che il PdAC appoggia e contribuisce a costruire affinché i lavoratori possano cominciare a lottare uniti per arrivare ad una stagione di lotte che risponda concretamente, e non solo simbolicamente, ai continui attacchi del capitalismo in crisi, attacchi appoggiati dai governi che si sono succeduti in questi anni e non ostacolati né dalle direzioni sindacali burocratiche di Cgil-Cisl- Uil, conniventi con i governi, e nemmeno dalle direzioni del sindacalismo di base, frammentato e incapace di costruire una reale unità fra i lavoratori.

Il nuovo governo Movimento Cinque Stelle- Lega è un governo reazionario, che ha al suo interno una forte componente razzista e xenofoba che strizza l’occhio ad organizzazioni della destra parlamentare. Questo governo non metterà in discussione il capitalismo e le sue necessità e quando sarà il momento non tentennerà di fronte a nuovi e pesanti attacchi ai lavoratori per rimanere nel quadro della compatibilità del sistema. Sarà anche contro le politiche del nuovo governo che i lavoratori, gli studenti e i pensionati poveri del nostro Paese dovranno organizzarsi per cominciare a difendersi e “Fare come la Francia!”

 

 

 
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