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Il movimento per la libera scelta vaccinale a un bivio di classe PDF Stampa E-mail
lunedì 26 febbraio 2018
Il movimento per la libera scelta vaccinale
a un bivio di classe
 

 
 
 
di redazione web
 
 
 
vaccini_bivio_di_classe

 
Per un anno intero, nel 2017, il movimento per la libera scelta vaccinale ha riempito le piazze di tutta Italia, mobilitazioni culminate con la grande manifestazione nazionale di Pesaro del luglio scorso e proseguite con la manifestazione nazionale a Roma in concomitanza della conversione in legge del decreto Lorenzin che obbliga a dieci iniezioni di vaccino tutti i neonati e i bambini del proletariato. Grave responsabilità, che ricade sui due governi borghesi Renzi e Gentiloni, sul ministro Lorenzin e su Mattarella che ha firmato la conversione in legge del decreto emanato per "necessità e urgenza", due condizioni insussistenti nella realtà.
 
I meriti di un movimento eterogeneo
Il movimento per la libera scelta vaccinale ha avuto il merito di non sostenere in modo aprioristico una posizione contraria ai vaccini. La definizione spregiativa "no-vax" affibbiata dalla stampa borghese e dalla ministra Lorenzin esprime tutto il livore per questo movimento, che intralcia i piani nazionali e internazionali della grande industria del farmaco.
Ha permesso di svelare la stretta connessione politica fra il ministro Lorenzin, i funzionari ministeriali (Raniero Guerra, ex cda Glaxo) (1), il governo Renzi prima e quello Gentiloni poi e la grande industria del farmaco (principalmente la Glaxo Smith Klein) nell’assecondare i piani industriali, gli scopi commerciali e gli indirizzi operativi dei capitalisti del settore.
Ha fatto conoscere a larghi settori d’opinione pubblica la realtà di bambini deceduti o irreparabilmente danneggiati da pratiche vaccinali incaute (2), sollevando il problema del rapporto danno/beneficio nelle popolazioni da proteggere in relazione alla presenza o assenza di una reale epidemia in atto.
Ha dato voce ai dissidenti intellettuali, medici che non si sono piegati all’arroganza del governo e della ministra Lorenzin e che hanno pagato la libertà di pensiero con la radiazione dall’Albo dei Medici.
Ha fatto sapere a tutti che i vaccini, come tutti i farmaci, non sono innocui, presentano vantaggi così come reazioni avverse, effetti indesiderati e collaterali. Di essi bisogna tener conto nell’accingersi a varare un piano vaccinale per le popolazioni. Una campagna allarmistica dei mezzi di stampa borghesi ha sostenuto per mesi l’esistenza di due gravi epidemie di morbillo e meningite, rivelatesi poi insussistenti: sono stati amplificati i dati reali per giustificare l’obbligo forzoso delle dieci vaccinazioni (3).
Ha fatto conoscere l’esistenza sul mercato di vaccini monocomponente, mezzi più idonei a fronteggiare il sorgere di un’epidemia causata da un microrganismo specifico.
Ha permesso di svelare le incertezze di osservazioni epidemiologiche sulla popolazione italiana i cui risultati inducevano a sostenere la necessità della campagna vaccinale forzosa: ricerche condotte da enti governativi e non indipendenti.
 
I limiti di un movimento che resta nell’ambiguità interclassista
Il movimento ha mantenuto una struttura interclassista, sostenuta da molteplici correnti al suo interno: il M5s, gruppi confessionali, intellettuali del settore medico e biologico, aree libertarie, sinistra socialdemocratica e quote di sinistra rivoluzionaria. A ridosso di esse si registrano tentativi falliti di inserimento di frange di estrema destra nell’autunno scorso (neofascisti, il gen. Pappalardo) che vagheggiavano una marcia su Roma tentando maldestramente di capitalizzare il malcontento popolare.
La composizione di classi e correnti interne al movimento con scopi diversi non può che esprimere una piattaforma generica e limitata. Le parole d’ordine "libertà" e "prima i bambini" rasentano l’ovvietà e amputano il movimento della sua intrinseca spinta anticapitalistica. Servono per accontentare tutti e contenere in un pool inclusivo anime e interessi diversi, a discapito della chiarezza di obiettivi e della individuazione delle reali controparti. La Lorenzin si è esposta così tanto perché sapeva di poter contare sul sostegno incondizionato di Renzi, di Gentiloni e di Mattarella. Tuttavia i dirigenti del movimento non hanno insistito per le dimissioni del governo né per quelle della Lorenzin, nonostante alcune componenti interne avessero esplicitamente assunto questa posizione, come si è visto nella piazza di Pesaro. Né hanno accolto la parola d’ordine di costruire Comitati No-Lorenzin.
La stessa autodefinizione del movimento "per la libera scelta vaccinale" è parziale e in certo qual modo fuorviante, poiché non fa comprendere a chi spetti questa libertà: al singolo? Al Ministero della Sanità? All’industria farmaceutica buona e gentile? Al libero vaccino in libero mercato? Alle Associazioni e ai comitati? Noi pensiamo che essa appartenga all’autodeterminazione operaia e delle classi lavoratrici.
Queste caratteristiche hanno indebolito il movimento. Nella piattaforma è clamorosamente assente ogni riferimento alle lotte dei lavoratori della Sanità e alle lotte operaie in generale, ai diritti dei lavoratori a una vita sana, a un Sistema sanitario nazionale universale, efficiente e gratuito, né si oppone ai tagli selvaggi alla Sanità pubblica e alle privatizzazioni in corso nel settore sanitario.
Un primo fallimento è rappresentato dalla conversione in legge del decreto Lorenzin nonostante il sit-in a piazza Montecitorio in quelle ore. Una sconfitta edulcorata dalla diminuzione delle vaccinazioni obbligatorie da 12 a 10. Quest’atto di forza è stato rivendicato dalla ministra Lorenzin con arroganza e con toni minacciosi nei confronti del movimento (4).
 
La deriva elettorale
Con queste premesse, la deriva elettorale era inevitabile. Tutti i movimenti sono oggetto degli appetiti dei partiti borghesi e in tutti i movimenti si celano attivisti che hanno mire elettorali. Ghiotta occasione dunque questa tornata elettorale per le politiche del 4 marzo 2018. Nelle settimane scorse abbiamo assistito alla comparsa di spinte centrifughe con cui vari attivisti (principalmente vicini al M5s) proponevano di utilizzare la forza del movimento per inviare degli emissari in parlamento; il dr. Dario Miedico, (Medicina Democratica Milano) uno degli esponenti di punta del movimento, ha costituito una sua propria lista elettorale, “Siamo” (5). Per il M5s si candida Gianluigi Paragone. Questa deriva illusoria comporterà ulteriori delusioni fra gli attivisti e sarà uno dei motivi di debolezza nell’immediato futuro. Il posizionamento di esponenti del movimento di libera scelta in parlamento non sarà in grado di far progredire di un millimetro le rivendicazioni popolari.
 
Le posizioni a sinistra
La sinistra socialdemocratica è rimasta estranea al dibattito. Analogo comportamento delle organizzazioni sindacali. La gran parte della sinistra non riformista e centrista è rimasta perplessa di fronte al problema posto dall’obbligo forzoso vaccinale, esprimendo posizioni confuse. E’ comprensibile. Si tratta di un tema rimasto per anni confinato nella cerchia degli addetti ai lavori. Assume risvolti etici, sociali, farmacologici, epidemiologici, economici e politici: materia delicata e complessa. Molti sono irretiti dai modi assiomatici della divulgazione scientifica, che generano false sicurezze e generalizzazioni (“la scienza non è democratica”: Burioni, ventriloquo della Lorenzin) (6); altri soggiacciono ai luoghi comuni imposti da una interpretazione capitalistica della storia della medicina in cui poco si evidenzia che il declino delle epidemie dei secoli XIX e XX è dovuto principalmente al miglioramento delle condizioni igieniche e di vita quotidiana, frutto delle lotte operaie di allora. Non si negano i meriti delle campagne vaccinali dell’epoca, ma quei risultati vanno ridiscussi e inclusi nel contesto di quelle conquiste sociali della classe operaia (7).
Noi rivendichiamo un piano vaccinale sotto controllo operaio basato su dati epidemiologici realistici forniti da un osservatorio indipendente svincolato dal controllo delle classi egemoni, che preveda l’impiego di farmaci prodotti dall’industria farmaceutica espropriata ai capitalisti e nazionalizzata senza indennizzo sotto controllo operaio e popolare.  E’ l’unico modo in cui si potrà ottenere una medicina preventiva al servizio delle masse popolari e non a vantaggio degli utili industriali del grande capitale, che è in conflitto con gli interessi della classe operaia e del proletariato.
 
Prosegue la campagna diffamatoria della Lorenzin
Non paghi di aver perseguitato medici e dissidenti dell’area scientifica, la Lorenzin e i suoi apparati in questi giorni ripartono all’attacco del movimento con pubbliche dichiarazioni diffamatorie. La ministra accusa il movimento di essere al soldo di operatori della medicina alternativa (8). L’apparato di regime filo-Lorenzin accusa il prossimo congresso nazionale di biologi, in preparazione a marzo, di essere prono agli interessi del movimento, col pretesto che sarà presieduto dal Presidente dell’Ordine il sen. D’Anna (9), su posizioni ritenute non ostili alle istanze del movimento (10).
 
24 febbraio: un’occasione perduta
Si è svolta una manifestazione nazionale il 24 a Roma: “Per proteggere i nostri bambini […]. Per i nostri diritti di genitori e cittadini. Perché la tutela della salute è un diritto, perché la scuola è un diritto, perché battersi per la libertà è un dovere. Per una medicina senza conflitti di interesse, per la libertà di pensiero e di parola per i medici. […]”
La piattaforma è ancora una volta generica e ripete quanto già rivendicato nei mesi scorsi. Grave che i promotori della manifestazione non abbiano sentito la necessità di coordinarla con lo sciopero della Sanità del giorno 23: su un tema così delicato sarebbe stata utile l’alleanza con i lavoratori dipendenti della Sanità. Questi si battono per i diritti di tutti, per una Sanità pubblica universale efficiente e gratuita, per il ripristino dei finanziamenti pubblici, per migliori condizioni di lavoro, per assunzioni per colmare i vuoti d’organico, per la re-internalizzazione di tutte le figure professionali, per l’abolizione dei finanziamenti pubblici alla sanità privata e confessionale. Quale occasione migliore per proporre un’alleanza fra il popolo sotto obbligo forzoso vaccinale e le classi sociali che rivendicano una sanità migliore per tutti?
Questa attitudine autoreferenziale è uno dei punti di debolezza del movimento. E’ sostenuta dagli attivisti populisti che lo vagheggiano puro, apartitico, pena la deflessione dagli obiettivi; ma cela la la volontà di mantenere l’egemonia al suo interno.
Tutti i movimenti conoscono fasi di ascesa e di declino. Non tutti i movimenti raggiungono gli scopi per cui sono nati. Merito di essi è di proporre una fucina di idee e di iniziative nelle quali si formano attivisti, si esercita il dibattito, si sviluppano le polemiche, si riconoscono nemici, avversari, alleati e si definiscono obiettivi e metodi per perseguirli. Il movimento per la libera scelta vaccinale esprime istanze vicine agli interessi reali del proletariato. Ma le rivendicazioni legittime del movimento per la libera scelta non potranno essere difese né sostenute nelle attuali condizioni, in assenza di una direzione rivoluzionaria. Solo questa potrà chiarire agli occhi del popolo che le controparti sono rappresentate dai capitalisti della grande industria farmaceutica e dai governi nazionali, cioè dagli esecutivi che rappresentano i comitati d’affari della borghesia. Si dovranno scardinare le strutture e le sovrastrutture citate per ottenere piani vaccinali adeguati alle reali esigenze dei popoli. E ciò potrà accadere solo se la classe operaia si porrà alla testa dei movimenti che rivendicano la tutela della salute del proletariato.

Note
1 http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/vaccini_codacons_dirigente_ministero_glaxo-2499121.html
2 https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/28/vaccino-esavalente-documento-riservato-glaxo-cita-lautismo/1238942/
3 http://www.comilva.org/epidemia-di-morbillo-in-due-parole-demitizzata/
4 https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/28/vaccini-la-camera-approva-il-decreto-lorenzin-e-legge-contrari-m5s-e-lega-nord/3760604/
5 https://disquisendo.wordpress.com/2018/01/08/elezioni-2018-dario-miedico-scende-in-campo-con-siamo/
6 http://temi.repubblica.it/micromega-online/burioni-la-scienza-non-e-democratica-ognuno-parli-di-quel-che-sa/
7 Si spiega così la prassi vaccinale dell’epoca, finalizzata a contenere i focolai epidemici riconoscibili e prevenire la loro estensione alla restante popolazione, col duplice vantaggio di non impedire lo sfruttamento della forza-lavoro per motivi di salute e di lasciar fuori da rischi i ceti egemoni.
8 http://www.repubblica.it/salute/2018/02/09/news/ministro_lorenzin_dietro_no_vax_business_gigantesco_-188433722/
9 Casertano, dalla DC a FI al PDL, all’appoggio al PD di De Luca in Campania https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_D%27Anna_(1951)
10 http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2018/02/10/news/il-bo-all-ordine-dei-biologi-via-i-no-vax-dal-convegno-1.16460519
 
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