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mercoledì 14 febbraio 2018
Ci stanno rubando il futuro:
mobilitiamoci per fermarli!
Lottiamo per abolire Jobs Act,
Legge Fornero e "Buona scuola"
 
 
Aderisci alla campagna (v. sotto)
 
 
 
I padroni, con la complicità dei governi borghesi dei Paesi di tutto il mondo e col solo fine di mantenere intatti i propri profitti, hanno scaricato i costi della crisi economica, di cui sono gli unici responsabili, sui lavoratori e sulle masse popolari povere e oppresse.
In Italia abbiamo vissuto (e viviamo ancora) la stessa situazione. I vari governi, sostenuti da entrambi gli schieramenti di «centrodestra» e «centrosinistra» che si sono succeduti dal 2008 (anno d’inizio della crisi) ad oggi, hanno applicato alla lettera i dettami della Troika (Fmi, Ue e Bce). Ripetendo il solito ritornello della necessità di salvare il Paese dalla rovina, hanno attaccato i salari e tutti quei diritti che i lavoratori si erano guadagnati lottando duramente nei decenni precedenti. Dall’inizio della crisi, i lavoratori, sia del settore privato sia del pubblico, hanno visto peggiorare drasticamente la loro qualità di vita: alto tasso di disoccupazione (soprattutto tra i giovani), diminuzione del salario diretto ed indiretto, precarietà, tagli ai servizi essenziali (soprattutto istruzione e sanità) e restrizioni dei diritti democratici (tra cui lo stesso diritto di sciopero).
Questo quadro di attacco generale contro diritti, salari e condizioni di vita dei lavoratori è stato aggravato in particolare dall’approvazione negli ultimi anni di tre leggi antioperaie infami:
 
1) La legge n.183/2014 o JOBS ACT, varata dal governo Renzi, è una controriforma del mercato del lavoro che rappresenta un durissimo attacco ai lavoratori, che in un colpo solo ha cancellato anni di conquiste strappate dalle lotte operaie. È stato abolito l’art.18 per i lavoratori assunti dopo il primo gennaio 2015, sono state quindi tolte le tutele contro il licenziamento a milioni di lavoratori, rendendo più precario il posto di lavoro, con gravi ripercussioni sui salari ed esponendo il lavoratore ad una condizione di pesante ricattabilità. Viene introdotta una più ampia flessibilità dell’orario di lavoro e viene eliminato l’obbligo di reintegro sul posto di lavoro per il licenziamento ingiustificato: questo concede di fatto al padrone piena libertà di licenziare, al di là di ogni retorica sulle «tutele crescenti», in realtà inesistenti. Sono stati tagliati persino gli ammortizzatori sociali e viene reso più agevole il demansionamento di ogni lavoratore con conseguente decurtazione salariale.
 
2) La legge n. 92/2001, meglio conosciuta come LEGGE FORNERO, dal nome del ministro dell’allora governo Monti, è una riforma peggiorativa del sistema pensionistico. Una controriforma molto pesante perché non solo aumenta l’età e gli anni di lavoro necessari per aver diritto alla pensione, ma anche perché fa sì che tale aumento cresca all’aumentare degli anni di aspettativa di vita delle persone, calcolata sulla base di non ben definiti dati Istat, un istituto statale sotto controllo del governo. Questi dati sono elaborati con metodi statistici discutibili, che non tengono conto della divisione in classi della società. Inoltre, la Legge Fornero introduce definitivamente il sistema di calcolo contributivo, al posto di quello retributivo, con conseguente abbassamento dell’assegno pensionistico.
 
3) La legge n. 107/2015, definita da Renzi senza vergogna «BUONA SCUOLA», è la riforma dell’istruzione: una pessima legge che sarebbe più corretto chiamare «Cattiva scuola», dal momento che non introduce alcuna miglioria alla qualità dell’istruzione pubblica italiana come vogliono farci credere, ma al contrario ha solo introdotto aspetti che hanno come obiettivo lo smantellamento dell’istruzione pubblica e l’apertura ai privati. È chiaramente una contro-riforma atta a ottenere un risparmio immediato nelle casse dello Stato e a fornire manodopera gratuita attraverso l’alternanza scuola-lavoro, cioè l’obbligo per gli studenti di svolgere centinaia di ore di lavoro gratuito nelle aziende, come ampiamente dimostrato dalla vicenda McDonald’s, che accoglieva gli stagisti per far confezionare loro i panini, un puro lavoro manuale non retribuito e con nessun obiettivo formativo. Infine, è introdotta la figura del preside manager che ha potere quasi illimitato sugli insegnanti sempre più ricattabili e divisi. Espressione della stessa logica di tagli e privatizzazioni è quello che sta accadendo a decine di migliaia di maestre e maestri diplomati che rischiano di perdere il posto di lavoro.
 
Questi provvedimenti si sono potuti applicare grazie anche alla complicità dei dirigenti delle principali sigle sindacali (Cgil-Cisl-Uil), che poco o nulla hanno fatto per mobilitare i lavoratori, preferendo firmare accordi vantaggiosi per solo per i padroni, per le banche e per il governo. Anche la frammentazione del sindacalismo conflittuale e l’atteggiamento autoreferenziale di alcuni dirigenti del sindacalismo di base hanno spesso diviso le lotte dei lavoratori, di fatto indebolendole. Dobbiamo costruire una lotta unitaria della classe lavoratrice quale unica strada necessaria per respingere gli attacchi, costruire un’opposizione che ci consenta di riprenderci con gli interessi tutto quanto ci è stato tolto in questi anni. Pensiamo, quindi, sia necessario iniziare la costruzione di un percorso che possa portare a una grande mobilitazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici per costringere il governo a ritirare queste leggi che non risolvono il problema della crisi e non tutelano gli interessi della nostra classe, ma garantiscono solo il profitto di pochi grandi capitalisti.
 
Facciamo appello a tutti coloro che pensano che la strada della lotta unitaria e organizzata sia il solo cammino percorribile per la difesa dei nostri diritti a dare la propria adesione alla campagna e a partecipare, qualunque sia la propria appartenenza sindacale, alla costruzione di un percorso di mobilitazioni che respinga l’attacco in atto e che porti all’abolizione del Jobs Act, della Legge Fornero, della «Buona scuola» di Renzi.
Chiediamo a tutti i lavoratori di firmare questo appello e ad aiutarci a diffonderlo nelle fabbriche, nei quartieri operai, nelle scuole, tra i lavoratori che sono sfruttati e oppressi dal capitalismo, per creare insieme un fronte che si opponga ai padroni e al governo.
 
ADERISCI ANCHE TU ALLA CAMPAGNA PER ABOLIRE IL JOBS ACT, LA LEGGE FORNERO, LA «BUONA SCUOLA» E TUTTE LE LEGGI ANTI-SCIOPERO E ANTI-OPERAIE!
 
COSTRUIAMO ASSEMBLEE SUI LUOGHI DI LAVORO PER COINVOLGERE TUTTI I LAVORATORI NELLA LOTTA CONTRO GLI ATTACCHI DEI PADRONI E DEI GOVERNI!
 
COSTRUIAMO ASSEMBLEE CITTADINE PER PREPARARE UNA GRANDE MOBILITAZIONE UNITARIA PER COSTRINGERE IL GOVERNO A RITIRARE QUESTE LEGGI INFAMI!
 
Se vuoi aderire e partecipare alla campagna,
contatta una sezione del Pdac o scrivici a
 

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