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Venezuela: la situazione dopo le elezioni PDF Stampa E-mail
mercoledì 22 novembre 2017
Venezuela: la situazione dopo le elezioni
Costruiamo un'alternativa dei lavoratori
 
 
Ust
(sezione venezuelana della Lit-Quarta Internazionale)
 
 
venez

 
Lo scorso 15 ottobre si sono svolte in Venezuela le consultazioni regionali per eleggere i governatori dei vari Stati: si è trattato di una vera frode. L'annuncio iniziale della Cne, organismo governativo per le elezioni nel Paese, che attribuiva diciassette governatori per il Psuv [il partito di Maduro; ndt] e cinque per la coalizione dell'opposizione, la Mud (al momento dell'annuncio i risultati dello stato di Bolivar erano in sospeso) è stato inaspettato per molti militanti onesti e per gli attivisti dell'opposizione che erano andati ad esercitare il loro diritto di voto vedendo in queste elezioni la possibilità di sconfiggere il governo. Ma anche il sostenitore più convinto del governo non si aspettava di ottenere risultati così esageratamente buoni per la fazione chavista.
A completamento della frode scandalosa, a posteriori, il comitato elettorale regionale dello Stato di Bolivar ha assegnato la nomina al candidato del governo, nonostante le proteste del candidato dell'opposizione che ha denunciato l'annullamento illegale di tre verbali di scrutinio, alla luce dei quali sarebbe spettata a lui la vittoria elettorale.
 
Denunciamo le manovre antidemocratiche del governo
Noi della Unidad socialista de los trabajadores (Ust) denunciamo il contesto antidemocratico e le manovre attraverso le quali il governo ha condotto al risultato fraudolento di queste elezioni.
Abbiamo detto in altre occasioni che prima dell'istituzione dell'Anc [assemblea nazionale costituente voluta da Maduro, ndt] il governo ha realizzato una serie di manovre anti-democratiche. Il primo passo è stato mettere fuorilegge vari partiti politici, poi ha convocato le elezioni in ritardo, dal momento che legalmente avrebbe dovuto convocarle per il mese di dicembre 2016. Ha imprigionato i sindaci e i leader politici dell'opposizione che avrebbero potuto essere candidati a governatori regionali, impedendo loro l'accesso alle cariche. Solo allora ha indetto le nuove elezioni, ma mediante l'Anc e il Cne ha manipolato la data delle stesse e i termini per la presentazione dei requisiti per la partecipazione. Attraverso lo stesso organismo (Cne) ha proibito la partecipazione della Mud in sette Stati del Paese e mediante il Tsj (organo giudiziario) ha inquisito almeno 20 sindaci dell'opposizione, destituendoli e impedendo loro di potersi candidare alle elezioni.  All'avvicinarsi della data delle elezioni ha vietato la sostituzione dei candidati, impedito alla Mud il corretto svolgimento delle primarie e infine ha modificato la dislocazione dei seggi elettorali. Con tale mossa, come denunciato dall'opposizione, si è di fatto impedito a un numero importante di elettori di poter votare. A titolo di esempio, nel solo stato di Miranda circa ottantottomila elettori non hanno potuto votare come conseguenza di questa decisione.
Era già noto l'uso abusivo delle risorse statali a servizio della candidatura governativa, i bus della società di trasporto statale trasportavano ai seggi gli elettori vicini al chavismo, che venivano comprati con soldi pubblici e del Pdvsa. Numerose le accuse di intimidazione ai testimoni dell'opposizione per impedire la loro presenza nei seggi elettorali, di esercizio fraudolento dei voti a favore del chavismo nei centri dove non esistevano testimoni dell'opposizione o in Stati come Bolivar e Miranda dove vengono denunciati la distruzione e l'annullamento illegale di verbali di scrutinio.       
La Ust condanna tutte queste manovre che identificano un contesto totalmente antidemocratico e fraudolento a favore del governo che ha prodotto il risultato elettorale, ad ulteriore conferma del carattere dittatoriale del regime e del governo di Maduro. 
Rifiutiamo e denunciamo anche la pretesa di Maduro e del suo governo i quali affermano che i governatori dell'opposizione dovranno giurare davanti l'illegittima Anc, e non dinanzi ai parlamenti regionali, l'ordine esecutivo che, totalmente illegale, è accompagnato da minacce secondo cui se questi non obbediranno saranno destituiti e gli Stati dove sono stati eletti saranno commissariati dal governo centrale.
 
Il chavismo non si è rafforzato
In queste elezioni c'è stata un'alta affluenza, il 61% degli elettori si è recato ai seggi, ma è importante sottolineare che, nonostante sia la minor astensione nella storia delle elezioni dei governatori, se la confrontiamo con la partecipazione alle elezioni parlamentari del 2015 essa è aumentata di 13 punti percentuali, passando dal 26% al 39% del dato nazionale. Secondo dichiarazioni e grafici mostrati dal segretario generale di Azione democratica (principale partito di opposizione) Henry Ramos Allup, nel programma "Vladimir a la una", trasmesso da Globovisión, l'opposizione avrebbe perso circa tre milioni di voti, scendendo dai sette milioni settecentomila voti ottenuti alle elezioni parlamentari del dicembre 2015 ai quattro milioni cinquecentomila voti nella tornata delle regionali.   
Tuttavia, contrariamente a ciò che tutti i portavoce ufficiali, i loro media e giornalisti cercano di fare credere, o di ciò che echeggia sul castrochavismo a livello continentale, il chavismo non si rafforza e non recupera il sostegno popolare.
Se prendiamo in considerazione le stesse elezioni parlamentari del 2015 (ultima base di misura reale, perché i presunti otto milioni di voti ottenuti nelle votazioni per l'Anc sono una farsa completa), si osserva che il chavismo scende da cinque milioni e settecentomila voti a circa cinque milioni e cinquecentosettantadue mila, una perdita di più di centomila voti. 
Il governo, per realizzare la sua frode, in alleanza con la Cne, ha avuto il contributo della Mud che ha privilegiato la negoziazione, ha bloccato le mobilitazioni ed è stata ambigua nel denunciare le manovre, accettando sommessamente di andare a elezioni di marcato segno antidemocratico.
È evidente che il governo si è affidato alla demoralizzazione e alla diffidenza causata da questo accordo e dalla politica di capitolazione della Mud, capitalizzando il calo di consenso elettorale della stessa Mud. Dall'altro lato il Psuv, utilizzando i meccanismi della pressione dell'apparato statale si garantiva la propria base di voti.
Una conclusione importante è che la Mud si è indebolita nel suo sostegno popolare, senza che questi voti andassero comunque al chavismo, senza provocare un rafforzamento di quest'ultimo. La rabbia popolare continua latente e accresce la perdita di prestigio di entrambe le direzioni borghesi.
 
La Mud ha tradito la lotta nelle piazze e paga le conseguenze della sua politica
Come il Psuv, la Mud è una direzione borghese, nemica dei lavoratori e della popolazione povera del Venezuela, per cui la sua politica e il suo programma non comprendono le principali esigenze di quei settori sociali, per questo tradisce la lotta che migliaia e migliaia di manifestanti hanno combattuto da aprile a luglio dell'anno in corso. È necessario denunciare che la Mud ha avuto un ruolo disastroso in questo processo, che ha sfruttato solo per negoziare a condizioni migliori con il governo. Sono eloquenti le affermazioni di Thomas Shannon, rappresentante dell'imperialismo al quale la Mud obbedisce: “facciamo pressione per negoziare”.
Qualcuno si chiede: ma la Mud non vuole prendere il potere? Ovviamente, ma ciò che cerca di evitare a tutti i costi è che siano le masse mobilitate  a cacciare il governo quindi, quando le masse radicalizzate si stavano preparando a cacciare Maduro, la Mud ha tolto il “Cacciamo Maduro” dalle sue parole d'ordine, che ha utilizzato per smobilitare e demoralizzare le masse, rendendo possibile l'istituzione della fraudolenta Anc e la realizzazione di queste elezioni antidemocratiche in cui speravano di prendere molti voti. La Mud ha ceduto la lotta nelle strade in cambio di elezioni fraudolente, voltando le spalle ad oltre un centinaio di morti a causa della repressione del governo e a centinaia di persone arrestate perché esercitavano solo il legittimo diritto di protesta. Adesso paga le conseguenze di questa sua politica di accordi.
Oggi è necessario costruire un'alternativa politica dei lavoratori e dei settori popolari, per riprendere una mobilitazione indipendente e unitaria della classe operaia e dei poveri per cacciare Maduro e il suo governo affamatore, corrotto e repressivo, sconfiggere l'Anc e il regime dittatoriale, senza riporre alcuna fiducia nella Mud e negli agenti imperialisti dell'Oea, dell'Onu, dell'Ue e di altre organizzazioni internazionali. Solo la solidarietà delle masse popolari e dei lavoratori del mondo può aiutare i venezuelani a vincere questa battaglia.
 
La crisi si approfondisce
D'altra parte, la scarsità, la fame, l'inflazione (diventata ora iperinflazione), cioè tutti gli elementi che hanno provocato la rabbia e la ribellione popolare esplosa da aprile a luglio di quest'anno, non sono scomparsi e, al contrario, si approfondiscono; il minimo necessario per vivere raggiunge i 2.938.277,19 bolivar [la moneta venezuelana, ndt], significa che ci vogliono ventuno salari minimi per raggiungere tale cifra, e durante il mese di campagna gli alimenti hanno conosciuto un aumento di quasi il 40%, arrivando il paniere fino a 1.768.000 bolivar. Mancano ancora 13 salari minimi per coprire la cifra sopra citata di 2.938.277,19 bolivar.
La scarsità, mai superata rispetto ad alcune materie prime come la farina di mais, comincia a riapparire in maniera pesante e la fame colpisce le baraccopoli venezuelane. La mancanza di denaro rende più complicata l'acquisizione di prodotti di base, tra cui le famose scatole Clap [kit basilare di cibo distribuito dal governo venezuelano; ndt].
Tutto ciò è aggravato dalla presenza dell'Anc, che ha la sola funzione di coronare la natura dittatoriale di questo regime nel tentativo di perpetuare l'attuale governo al potere, senza risolvere nessuno dei problemi che colpiscono i lavoratori del Venezuela.
Tutti questi elementi lasciano prevedere che prima o poi le masse ritorneranno nelle strade e gli operai saranno maggiormente protagonisti nelle prossime lotte (ad esempio per più di diciotto giorni i lavoratori della Sidor hanno bloccato la produzione), e noi dell'Ust dobbiamo concentrare i nostri sforzi nella costruzione di spazi unitari per promuovere queste mobilitazioni, sostenerle e parteciparvi con un programma che parta dalle esigenze dei lavoratori e delle masse povere fino a cacciare il governo Maduro.
 
* Dal sito della Lit-Qi: www.litci.org
(Traduzione dallo spagnolo di Massimiliano Dancelli)
 
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