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10 NOVEMBRE: UN’ALTRA GIORNATA DI SCIOPERO E DI LOTTA PDF Stampa E-mail
marted 07 novembre 2017

10 NOVEMBRE:

UN’ALTRA GIORNATA DI SCIOPERO E DI LOTTA

Alcune sigle del sindacalismo conflittuale (Conf. Cobas, Usb, Unicobas, Usi, ecc) hanno deciso di proclamare uno sciopero generale il 10 novembre. Così come il 27 ottobre il Pdac era in piazza al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero, lo stesso faremo il 10 novembre. Saranno molti i settori di lavoratori in sciopero: dal pubblico impiego alla scuola, dalle telecomunicazioni/telemarketing ai trasporti. Uno sciopero proclamato mentre è in corso la discussione sulla Legge di bilancio, che dimostra una volta di più la volontà del governo di colpire le masse lavoratrici e popolari.

Soprattutto, è uno sciopero che avviene all’indomani di nuovi pesantissimi attacchi del governo al diritto di sciopero, in particolare nel settore dei trasporti. In occasione dello sciopero del 27 ottobre (sciopero proclamato da altre sigle sindacali di base), il ministro Delrio ha impedito ai lavoratori dei trasporti di scioperare, riducendo la regolare proclamazione di 24 ore a sole 4 ore. Tra le motivazioni addotte dal ministro c’erano, tra l’altro, la prevista alta adesione allo sciopero e il fatto che si trattasse di uno sciopero generale che coinvolgeva altre categorie di lavoratori! Come dire: gli scioperi vanno bene solo se hanno basse adesioni e se non coinvolgono più categorie di lavoratori!

Anche per questo è importante sostenere attivamente lo sciopero del 10 novembre: bisogna respingere al mittente i tentativi padronali di reprimere gli scioperi e le mobilitazioni della nostra classe. Bene hanno fatto i ferrovieri della Cub (uno dei sindacati che avevano proclamato lo sciopero del 27 ottobre, sciopero poi depotenziato dall’ordinanza di Delrio) a proclamare una nuova giornata di sciopero di 24 ore in occasione del 10 novembre: un modo per dimostrare che i lavoratori e i sindacati dei trasporti non piegano la testa di fronte la repressione e rilanciano unitariamente la mobilitazione!

Al contempo, come già abbiamo fatto in occasione dello sciopero del 27 ottobre, non possiamo esimerci dall’avanzare alcune critiche. Critichiamo l’incomprensibile decisione dei sindacati conflittuali di proclamare due date ravvicinate e nei fatti contrapposte di sciopero generale, una il 27 ottobre e una il 10 novembre. Nessun reale tentativo da parte delle direzioni dei vari sindacati è stato fatto per cercare di costruire una giornata di sciopero generale unitario, che avrebbe permesso di rilanciare in modo significativo la mobilitazione contro il governo e contro i padroni, tanto più considerando la complice inazione di Cgil, Cisl e Uil.

Critichiamo soprattutto con fermezza la firma, da parte delle direzioni di alcuni sindacati in sciopero il 10 novembre, di accordi vergognosi, che rappresentano un duro colpo ai diritti e alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. Pensiamo, ad esempio, alla firma del famigerato Testo unico sulla rappresentanza del gennaio 2014 (“Accordo della vergogna”), che trasforma i sindacati firmatari in sindacati impossibilitati a sviluppare un reale conflitto, proni alle decisioni dei padroni e del governo. Ma pensiamo anche alla recente grave firma apposta da Usb all’accordo in Alitalia: un accordo, sostenuto anche da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che tradisce il risultato del referendum e prevede migliaia di licenziamenti.

Il 10 novembre saremo al fianco dei lavoratori in sciopero: non pensiamo che i lavoratori siano responsabili delle scelte dei loro dirigenti sindacali e per questo continueremo a sostenere la più ampia unità di azione e di sciopero. Ma facciamo loro appello a lottare, all’interno dei loro sindacati, affinché le direzioni ritirino queste firme vergognose. Continueremo anche a batterci per la costruzione di un vero e ampio sciopero generale di massa, in grado di contrastare gli attacchi padronali e del governo, per costruire una vera alternativa di governo: un governo dei lavoratori e delle lavoratrici!

 
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