Partito di Alternativa Comunista

Alitalia: 3 miliardi per rilanciare la privatizzazione Sciopero subito!

Alitalia: 3 miliardi per rilanciare la privatizzazione

Sciopero subito!

 

 

a cura del dipartimento sindacale

 

 

 

Mentre il M5s e il Pd si contrappongono sulla scelta del nuovo amministratore delegato dell’Alitalia a trazione pubblica, non li troviamo in disaccordo nello sfruttare la crisi del Covid-19 per smembrare la compagnia di bandiera per poi prepararla alla vendita. E pensare che prima dell’emergenza sanitaria, che ha fortemente peggiorato la già preesistente crisi economica, sia i politici borghesi che le direzioni sindacali burocratiche sbeffeggiavano la storica rivendicazione dei lavoratori Alitalia in merito la nazionalizzazione.
È chiaro che i 3 miliardi stanziati dal decreto rilancio, per la fantomatica nazionalizzazione di Alitalia, fanno gola ai vari faccendieri che, nella loro opera di agenti al servizio del capitale, sono in azione per vendere fumo tra i lavoratori Alitalia, nel tentativo di dissuadere qualsiasi embrione di contrapposizione al bagno di soldi pubblici che gli sta cadendo dal cielo. Il progetto di smembramento di Alitalia è stato indicato, nelle commissioni parlamentari, dal commissario Leogrande ipotecando il futuro della compagnia attraverso una riduzione di aerei ed ulteriori esternalizzazioni: sarebbero i lavoratori dell’Handling di Fiumicino e degli scali periferici i prossimi ad essere sacrificati sull'altare di un fantomatico rilancio.
È vergognoso il tentativo delle direzioni sindacali “maggiormente rappresentative” – quelle di Cgil, Cisl, Uil e Ugl – di nascondere ai lavoratori il vero piano di smembramento in corso, prendendo come oro colato i 3 miliardi per la nazionalizzazione – sotto il controllo borghese – di Alitalia. Sono evidenti i grandi interessi economici intorno la vicenda, che mettono in secondo piano le reali esigenze dei lavoratori, ossia la difesa dell’occupazione nonché della collettività che si vedrebbe sottrarre altri miliardi pubblici in funzione di interessi privati.
È criminale anche il governo che, sfruttando la difficoltà di scendere in piazza, in momento di emergenza sanitaria, sta portando a termine il progetto decennale di smembramento e vendita di Alitalia al miglior offerente, e ancora più vergognoso è l’uso improprio del termine “nazionalizzazione” con cui, utilizzando soldi della collettività, sta preparando il pacchetto per la vendita a privati.
Ai lavoratori Alitalia, che negli anni ci hanno spesso indicato come l’astensione dal lavoro sia lo strumento di lotta di classe per eccellenza per respingere gli attacchi dei padroni e dei loro governi, oggi non rimane che organizzarsi puntando ad uno sciopero, anche con l’obiettivo di superare gli ostacoli della legge 146 (legge antisciopero che impedisce lo sciopero prolungato nei trasporti). Nonostante le attività di volo siano ridotte ancora al minimo nel mese di maggio, a giugno è previsto un aumento della operatività dei voli che darebbe più forza ad uno sciopero che rivendichi salari, diritti ed occupazione, attraverso un’Alitalia unica e pubblica.
Il Partito di Alternativa Comunista rimarrà al fianco dei lavoratori Alitalia nella lotta per la nazionalizzazione della compagnia, da porre al servizio della collettività e sotto il controllo dei lavoratori, indicando come principale strumento di lotta realmente efficace lo sciopero, tanto più in un momento di crisi sanitaria in cui altre forme di mobilitazione rischiano di tramutarsi in un pericolo per lavoratori già quotidianamente esposti al rischio di contagio sui mezzi di trasporto e nei luoghi di lavoro. Questa importante lotta dovrà senza dubbio entrare nella battaglia più generale contro questo sistema economico che, mai come in questo periodo di emergenza, sta mostrando la sua natura brutale e barbara, dato che pone i lavoratori nella tragica scelta di contagiarsi sul lavoro o in piazza o morire di fame senza lavoro e senza salario.

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