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Dichiarazione della Ust del
Venezuela
SOLIDARIETÀ CON I LAVORATORI DI
SIDOR
NO ALLA REPRESSIONE
I lavoratori di Sidor (...) hanno deciso di entrare in una situazione
di conflitto da vari giorni, situazione che ha determinato vari scioperi della
durata di ore. Il Ministero del Lavoro è entrato in scena come mediatore delle
discussioni, facendo però proposte che chiaramente lo situano dal lato dei
padroni (...). Venerdì 14 i lavoratori hanno deciso di riprendere il controllo
delle porte e delle vie di accesso (...).
In risposta a quest’azione di legittima difesa dell’indipendenza
sindacale e classista dei lavoratori, la Guardia Nazionale,
facendo squadra con la polizia dello Stato Bolívar, si è brutalmente scagliata
contro i lavoratori, lasciando come saldo 53 detenuti e 13 feriti, alcuni dei
quali gravi.
L’Unità Socialista dei
Lavoratori respinge energicamente la repressione della quale sono stati fatti
oggetto i lavoratori di Sidor,
che non ha nessuna giustificazione ed è molto lontana dal comportamento che
deve avere un governo che si dice rivoluzionario. Non è la prima repressione che
subiscono i lavoratori sotto il governo Chávez. Solo l’anno scorso i lavoratori
petroliferi hanno subito la repressione della Guardia Nazionale e dei Riservisti
in Zulia (caso delle trivelle) e in Anzoátegui (discussione del contratto
collettivo), oltre ai lavoratori dei Sanitari Maracay (autostrada regionale del
centro) ed agli impiegati pubblici (uffici del Ministero del Lavoro) (...).
Esigiamo la libertà dei
detenuti e la cessazione delle persecuzioni degli imputati, perché i lavoratori ed i leader sindacali
non sono delinquenti. Stop alla criminalizzazione della protesta lavorativa e
sociale (...).
Questa aggressione deve essere
punita. Non deve essere
consentito che si stabilisca un precedente in grado di colpire l’integrità dei
lavoratori. Esigiamo la punizione dei colpevoli materiali dell’aggressione e la
destituzione dei responsabili politici, i ministri del lavoro, dell’interno e
della giustizia, della difesa nonché le dimissioni del governatore di Bolívar (...).
La discussione del Contratto Collettivo (...), la terziarizzazione
subita dal 71% dei lavoratori (...) e le stesse schiavizzanti relazioni di
lavoro, dimostrano una volta di più che
Sidor deve essere nazionalizzata. Non premiando però il padrone con un
succoso indennizzo. Già ha tratto più del dovuto grandi profitti grazie allo
sfruttamento dei lavoratori ed agli altri prezzi internazionali dell’acciaio. Nazionalizzazione senza indennizzo e sotto
il controllo dei lavoratori deve essere la rivendicazione in grado di unificare
la lotta dei lavoratori di Sidor e di quelli che li appoggiano, perché va in
difesa della nostra sovranità e della qualità di vita dei lavoratori (...).
Come lavoratori venezuelani abbiamo bisogno che i dipendenti di Sidor
trionfino. È parte di una lotta nazionale per migliorare la qualità della vita
dei lavoratori e delle nostre famiglie, per approfondire il processo
rivoluzionario collocando la classe lavoratrice all’avanguardia del processo. È
per questo che si rende necessario un
Grande Incontro Nazionale dei Lavoratori, dei movimenti Popolare, Contadino e
Studentesco che definisca un piano di lotte ed una piattaforma politica che
proponga come asse la lotta per un piano economico dei lavoratori per l’obiettivo
strategico di un governo dei lavoratori senza borghesi, burocrati e corrotti.
No alla repressione! Punizione
dei responsabili!
Fuori il Ministro José Ramón
Rivero ed il suo referente padronale!
Fuori il ministro Rodriguez
Chapín e la sua politica repressiva!
Difendiamo l’indipendenza sindacale!
Per una contrattazione
collettiva che risponda alle giuste domande dei lavoratori di Sidor!
Verso l’Incontro Nazionale dei
Lavoratori e dei Movimenti Popolare, Contadino e Studentesco che unifichi le
lotte!
Unità Socialista dei Lavoratori
16 marzo 2008
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