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mercoledì 01 ottobre 2008

Spagna e Francia al voto

La necessità di un vero partito comunista rivoluzionario

 

Enrica Franco

 

Lo scorso marzo in Spagna si sono tenute le elezioni legislative, nello stesso periodo la Francia andava al voto per rinnovare i governi municipali.

 

La Spagna delle privatizzazioni...

 

Il partito di Zapatero ha riconfermato i suoi consensi rosicchiando voti a sinistra, la Spagna è in questo momento il Paese con il bipolarismo più forte d’Europa. Gli alleati del Psoe hanno pagato caro il loro appoggio al governo, hanno perso più della metà dei loro elettori, sono al loro minimo storico e rischiano quasi di scomparire. La giustificazione di questi partiti è che sono stati vittime dello “tsunami bipartitico”, ma questa situazione si è creata proprio a causa della loro politica di appiattimento totale. Durante gli anni del precedente governo hanno infatti votato le peggiori leggi antioperaie. Izquierda Unida in particolare ha combinato la sua politica filogovernativa a un processo di cambiamento interno, rinunciando ufficialmente alla costruzione di un’alternativa al sistema capitalistico. Con questo governo i lavoratori spagnoli si sono così ritrovati privi di rappresentanza politica e sindacale, infatti anche i sindacati maggiori, Ccoo e Ugt, hanno tessuto un intreccio sempre più stretto con il governo Zapatero. Nonostante questo durante la campagna elettorale si sono susseguite diverse manifestazioni di lavoratori e studenti non controllate nè dalla sinistra istituzionale nè dai sindacati. I lavoratori dei trasposti sono stati i primi a scendere in piazza, seguiti da diverse altre categorie e infine dagli studenti universitari. Nello stesso periodo ci sono state grandi manifestazioni a sostegno dei partiti di sinistra baschi messi fuorilegge in quanto accusati di essere complici dell’Eta, molti esponenti sono stati accusati di reati d’opinione, accuse del tutto infondate che colpiscono pericolosamente la libertà d’espressione politica. In questa campagna diffamatoria del Psoe e del Pp nei confronti dei partiti baschi si è inserito l’assassinio da parte dell’Eta di Isaìas Carrasco, membro del Psoe, che non può avere giustificazione alcuna, ma che ha dato la possibilità a Zapatero e Rajoy di proseguire la loro battaglia contro i diritti di opinione, supportati anche in questo da Iu e dai sindacati Ccoo e Ugt.

Intanto il nuovo governo ha già annunciato che proseguirà sulla strada delle privatizzazioni per sanità, istruzione, pensioni e servizi sociali e per risolvere la disoccupazione si annuncia un nuovo piano di flessibilità sul lavoro.

 

...e la Francia dell'astensione

 

Le elezioni municipali francesi hanno avuto un esito molto diverso, si sono rivelate tutt’altro che una conferma per il governo Sarkozy, in carica da un anno. L’astensione è stata la più alta dal 1959, addirittura il 41,3% di astenuti al primo turni e il 42% al secondo, il dato è più alto nelle grandi città e nei centri operai. Il partito di Sarkozy ha subìto una pesante sconfitta perdendo molte città importanti, si tratta di una rilevante risposta alla serie di controriforme intraprese dal governo. In questo contesto di referendum pro o contro Sarkozy si inseriscono i voti guadagnati dalla sinistra istituzionale. Non si tratta infatti di voti conquistati sulla base di un consenso politico, il Ps non ha un programma sostanzialmente diverso dalla destra, si limita a criticare i metodi del governo senza mettere mai in discussione la sostanza delle misure adottate. I socialisti del resto governano la maggior parte delle regioni e nonostante, a causa della politica federalista, le regioni oggi gestiscano ambiti importanti come l’educazione e i servizi sociali non si intravede alcuna differenza tra il governo centrale e quello territoriale. Se il Ps ha guadagnato molte città è quindi perchè i giovani e i lavoratori hanno, in assenza di un’alternativa credibile, sfruttato quest’occasione per rigettare la politica del governo. Queste elezioni confermano ancora una volta che ogni partito al governo viene punito alle successive votazioni, creando una grande instabilità politica.

L’estrema sinistra conferma i suoi voti e anche il Pcf, che i sondaggi davano in calo, è riuscito a conquistare qualche città. Lo e Lcr hanno mantenuto le loro percentuali a costo però di alleanze vergognose, in alcuni municipi addirittura con Ps e Pcf. Questi partiti stanno trasformando gli appuntamenti elettorali, che per i rivoluzionari dovrebbero essere soltanto una tribuna per avanzare nella costruzione del partito, nel fine ultimo della loro battaglia, diventando sempre più istituzionali. E’ per questo che anche in Francia esiste ancora uno spazio politico per la costruzione di un vero partito rivoluzionario. E’ importante infine segnalare che anche questa campagna elettorale ha visto nascere importanti mobilitazioni, come quella di migliaia di insegnanti e studenti contro la privatizzazione della scuola, è da questi movimenti di giovani e lavoratori che sorgerà il vero cambiamento della società, inutile porgere grandi speranze nelle elezioni borghesi.

 
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