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Spagna e Francia al voto
La necessità di un vero partito
comunista rivoluzionario
Enrica Franco
Lo scorso marzo in Spagna si sono tenute le elezioni legislative, nello
stesso periodo la Francia
andava al voto per rinnovare i governi municipali.
La Spagna delle privatizzazioni...
Il partito di Zapatero ha riconfermato i suoi consensi rosicchiando voti a
sinistra, la Spagna
è in questo momento il Paese con il bipolarismo più forte d’Europa. Gli alleati
del Psoe hanno pagato caro il loro appoggio al governo, hanno perso più della
metà dei loro elettori, sono al loro minimo storico e rischiano quasi di
scomparire. La giustificazione di questi partiti è che sono stati vittime dello
“tsunami bipartitico”, ma questa situazione si è creata proprio a causa della loro
politica di appiattimento totale. Durante gli anni del precedente governo hanno
infatti votato le peggiori leggi antioperaie. Izquierda Unida in particolare ha
combinato la sua politica filogovernativa a un processo di cambiamento interno,
rinunciando ufficialmente alla costruzione di un’alternativa al sistema
capitalistico. Con questo governo i lavoratori spagnoli si sono così ritrovati
privi di rappresentanza politica e sindacale, infatti anche i sindacati
maggiori, Ccoo e Ugt, hanno tessuto un intreccio sempre più stretto con il
governo Zapatero. Nonostante questo durante la campagna elettorale si sono
susseguite diverse manifestazioni di lavoratori e studenti non controllate nè
dalla sinistra istituzionale nè dai sindacati. I lavoratori dei trasposti sono
stati i primi a scendere in piazza, seguiti da diverse altre categorie e infine
dagli studenti universitari. Nello stesso periodo ci sono state grandi
manifestazioni a sostegno dei partiti di sinistra baschi messi fuorilegge in
quanto accusati di essere complici dell’Eta, molti esponenti sono stati
accusati di reati d’opinione, accuse del tutto infondate che colpiscono
pericolosamente la libertà d’espressione politica. In questa campagna
diffamatoria del Psoe e del Pp nei confronti dei partiti baschi si è inserito l’assassinio
da parte dell’Eta di Isaìas Carrasco, membro del Psoe, che non può avere
giustificazione alcuna, ma che ha dato la possibilità a Zapatero e Rajoy di
proseguire la loro battaglia contro i diritti di opinione, supportati anche in questo
da Iu e dai sindacati Ccoo e Ugt.
Intanto il nuovo governo ha già annunciato che proseguirà sulla strada
delle privatizzazioni per sanità, istruzione, pensioni e servizi sociali e per
risolvere la disoccupazione si annuncia un nuovo piano di flessibilità sul
lavoro.
...e la Francia dell'astensione
Le elezioni municipali francesi hanno avuto un esito molto diverso, si sono
rivelate tutt’altro che una conferma per il governo Sarkozy, in carica da un
anno. L’astensione è stata la più alta dal 1959, addirittura il 41,3% di
astenuti al primo turni e il 42% al secondo, il dato è più alto nelle grandi
città e nei centri operai. Il partito di Sarkozy ha subìto una pesante sconfitta
perdendo molte città importanti, si tratta di una rilevante risposta alla serie
di controriforme intraprese dal governo. In questo contesto di referendum pro o
contro Sarkozy si inseriscono i voti guadagnati dalla sinistra istituzionale. Non
si tratta infatti di voti conquistati sulla base di un consenso politico, il Ps
non ha un programma sostanzialmente diverso dalla destra, si limita a criticare
i metodi del governo senza mettere mai in discussione la sostanza delle misure
adottate. I socialisti del resto governano la maggior parte delle regioni e
nonostante, a causa della politica federalista, le regioni oggi gestiscano ambiti
importanti come l’educazione e i servizi sociali non si intravede alcuna
differenza tra il governo centrale e quello territoriale. Se il Ps ha guadagnato
molte città è quindi perchè i giovani e i lavoratori hanno, in assenza di
un’alternativa credibile, sfruttato quest’occasione per rigettare la politica
del governo. Queste elezioni confermano ancora una volta che ogni partito al
governo viene punito alle successive votazioni, creando una grande instabilità
politica.
L’estrema sinistra conferma i suoi voti e anche il Pcf, che i sondaggi
davano in calo, è riuscito a conquistare qualche città. Lo e Lcr hanno
mantenuto le loro percentuali a costo però di alleanze vergognose, in alcuni
municipi addirittura con Ps e Pcf. Questi partiti stanno trasformando gli
appuntamenti elettorali, che per i rivoluzionari dovrebbero essere soltanto una
tribuna per avanzare nella costruzione del partito, nel fine ultimo della loro
battaglia, diventando sempre più istituzionali. E’ per questo che anche in Francia
esiste ancora uno spazio politico per la costruzione di un vero partito
rivoluzionario. E’ importante infine segnalare che anche questa campagna
elettorale ha visto nascere importanti mobilitazioni, come quella di migliaia
di insegnanti e studenti contro la privatizzazione della scuola, è da questi
movimenti di giovani e lavoratori che sorgerà il vero cambiamento della
società, inutile porgere grandi
speranze nelle elezioni borghesi.
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