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Verso le amministrative a Messina
La necessità di uno schieramento
alternativo
Giacomo Di Leo
Il Comune e la Provincia sono stati
amministrati finora da due schieramenti apparentemente "alternativi"
(centrosinistra e centrodestra), ma di fatto complementari e consociativi. I
rispettivi rappresentanti di questi Enti (l’ex sindaco Genovese e il presidente
della Provincia Leonardi) evidenziano in maniera evidente un elemento:
provengono dalla stessa area politica che gestisce la cosa pubblica da oltre 40
anni e incarnano un identico modo di concepire e praticare l’occupazione del
potere, quello tipico della Democrazia Cristiana. Entrambi tutelano e
garantiscono gli interessi della borghesia e dei poteri forti locali.
Con la imminente stagione
elettorale, la "democrazia" del voto di scambio (qualcuno la definì
borghese...) si prepara a celebrare di nuovo i suoi fasti e a ribadire il
proprio dominio: come per il passato a pagarne gli effetti saranno i giovani,
le donne, i disoccupati, i precari, i lavoratori e i ceti popolari della città
e della nostra provincia.
Il Partito di Alternativa
Comunista, rispetto al quadro politico-economico-sociale dominante, ritiene
indispensabile la costruzione di un ampio schieramento formato da realtà di
movimento, organizzazioni politiche e sociali, comitati, associazioni che si
pongono in maniera alternativa alle nomenclature del centrodestra e del centrosinistra.
La sinistra del centrosinistra non contiene nulla "di sinistra": come
dimostrano i tagli alle spese sociali, l’aumento delle spese militari (+13%) a
livello nazionale e le vicende locali dell'Ato 3 e del ciclo dei rifiuti. Ma
basta solo pensare a quello che conosciamo del piccolo sottobosco politico
coltivato mediocremente all'Ente Porto, all'Atm, all’Istituzione ai Servizi
Sociali.
A completare lo scadente quadro
politico della sinistra "sradicata" c’è il silenzio assordante e
complice degli ex assessori comunali rosso-verdi sulle privatizzazioni, il
bilancio, la cementificazione selvaggia e speculativa del Territorio e financo
la “dimenticanza” dei diritti civili negli affari della giunta Genovese. Per
cambiare regole e comportamenti a questa politica verticistica e porre rimedi
agli intrecci tra affari ed attività amministrativa, il Partito di Alternativa
Comunista sostiene e lotta per un percorso che garantisca rappresentanza
politica reale e coinvolgimento dei giovani, delle donne, dei precari, dei
disoccupati, dei migranti, dei lavoratori e di tutti quei cittadini interessati
ad un progetto di cambiamento radicale delle condizioni materiali e della
qualità della vita della nostra città e della nostra provincia.
Tale percorso reale di
partecipazione si dovrà radicare attraverso una serie di passaggi che
sommariamente elenchiamo: incontri e assemblee con i referenti sociali: precari,
marittimi, disoccupati, lavoratori dei servizi, migranti, comitati no-ponte, no
Frane, anti-tir ecc., associazioni di vario tipo con finalità sociali; rappresentare
i bisogni e le esperienze che si sono espressi a Messina nelle realtà di lotta;
la costruzione di un programma reale che sia frutto di lotte passate, presenti
e future. Per attuare tutto ciò sarà quindi necessario indire assemblee nei
comuni, nei villaggi, nei quartieri, nelle circoscrizioni, su problemi concreti
e con proposte di soluzioni condivise. Un programma non solo elettoralistico,
ma valido per avviare un progetto di cambiamento per l’immediato e per il
futuro prossimo della Provincia.
Composto lo schieramento sociale
e politico, individuato il percorso partecipato e l’articolazione dei contenuti
che lo caratterizzano, siamo andati alla valutazione, scelta e composizione
della lista elettorale, compresa la figura di candidato a presidente alla
Provincia. Mettendo da parte personalismi e demagogia, le indicazioni hanno
visto il coinvolgimento di soggetti coerenti con la battaglia sociale e
politica che si dovrà condurre. Conseguentemente a questa impostazione politica
è stato designato come candidato a presidente della provincia regionale di
Messina, Giacomo Di Leo del Partito di Alternativa Comunista.
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