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La necessità  di uno schieramento alternativo PDF Stampa E-mail
mercoledì 01 ottobre 2008

Verso le amministrative a Messina

La necessità di uno schieramento alternativo

 

Giacomo Di Leo

 

Il Comune e la Provincia sono stati amministrati finora da due schieramenti apparentemente "alternativi" (centrosinistra e centrodestra), ma di fatto complementari e consociativi. I rispettivi rappresentanti di questi Enti (l’ex sindaco Genovese e il presidente della Provincia Leonardi) evidenziano in maniera evidente un elemento: provengono dalla stessa area politica che gestisce la cosa pubblica da oltre 40 anni e incarnano un identico modo di concepire e praticare l’occupazione del potere, quello tipico della Democrazia Cristiana. Entrambi tutelano e garantiscono gli interessi della borghesia e dei poteri forti locali.

Con la imminente stagione elettorale, la "democrazia" del voto di scambio (qualcuno la definì borghese...) si prepara a celebrare di nuovo i suoi fasti e a ribadire il proprio dominio: come per il passato a pagarne gli effetti saranno i giovani, le donne, i disoccupati, i precari, i lavoratori e i ceti popolari della città e della nostra provincia.

Il Partito di Alternativa Comunista, rispetto al quadro politico-economico-sociale dominante, ritiene indispensabile la costruzione di un ampio schieramento formato da realtà di movimento, organizzazioni politiche e sociali, comitati, associazioni che si pongono in maniera alternativa alle nomenclature del centrodestra e del centrosinistra. La sinistra del centrosinistra non contiene nulla "di sinistra": come dimostrano i tagli alle spese sociali, l’aumento delle spese militari (+13%) a livello nazionale e le vicende locali dell'Ato 3 e del ciclo dei rifiuti. Ma basta solo pensare a quello che conosciamo del piccolo sottobosco politico coltivato mediocremente all'Ente Porto, all'Atm, all’Istituzione ai Servizi Sociali.

A completare lo scadente quadro politico della sinistra "sradicata" c’è il silenzio assordante e complice degli ex assessori comunali rosso-verdi sulle privatizzazioni, il bilancio, la cementificazione selvaggia e speculativa del Territorio e financo la “dimenticanza” dei diritti civili negli affari della giunta Genovese. Per cambiare regole e comportamenti a questa politica verticistica e porre rimedi agli intrecci tra affari ed attività amministrativa, il Partito di Alternativa Comunista sostiene e lotta per un percorso che garantisca rappresentanza politica reale e coinvolgimento dei giovani, delle donne, dei precari, dei disoccupati, dei migranti, dei lavoratori e di tutti quei cittadini interessati ad un progetto di cambiamento radicale delle condizioni materiali e della qualità della vita della nostra città e della nostra provincia.

Tale percorso reale di partecipazione si dovrà radicare attraverso una serie di passaggi che sommariamente elenchiamo: incontri e assemblee con i referenti sociali: precari, marittimi, disoccupati, lavoratori dei servizi, migranti, comitati no-ponte, no Frane, anti-tir ecc., associazioni di vario tipo con finalità sociali; rappresentare i bisogni e le esperienze che si sono espressi a Messina nelle realtà di lotta; la costruzione di un programma reale che sia frutto di lotte passate, presenti e future. Per attuare tutto ciò sarà quindi necessario indire assemblee nei comuni, nei villaggi, nei quartieri, nelle circoscrizioni, su problemi concreti e con proposte di soluzioni condivise. Un programma non solo elettoralistico, ma valido per avviare un progetto di cambiamento per l’immediato e per il futuro prossimo della Provincia.

Composto lo schieramento sociale e politico, individuato il percorso partecipato e l’articolazione dei contenuti che lo caratterizzano, siamo andati alla valutazione, scelta e composizione della lista elettorale, compresa la figura di candidato a presidente alla Provincia. Mettendo da parte personalismi e demagogia, le indicazioni hanno visto il coinvolgimento di soggetti coerenti con la battaglia sociale e politica che si dovrà condurre. Conseguentemente a questa impostazione politica è stato designato come candidato a presidente della provincia regionale di Messina, Giacomo Di Leo del Partito di Alternativa Comunista.

 
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