Partito di Alternativa Comunista
Logo
Menu principale
Home Page
Politica italiana
Politica internazionale
Sindacato
Notizie locali
Il nostro giornale
teoria e formazione
Appuntamenti
Per ricevere le circolari
Per contattarci
Link
Fotografie
Chi Siamo
GADGETS

CLICCA QUI

PER L'ACQUISTO DI 

  GADGETS e LIBRI DEL

PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA

  cd5

 

Archivio Leon Trotsky
 
 
archivio trotsky

Simbolo del Partito di Alternativa Comunista

simbolo_pdac 

  simbolopermodulo

 

Documenti da scaricare


Supplementi speciali
sulla Crisi e sul Partito

 

sindacato e lavoro
 
 
 
 
 
 
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
logo lit-ci

Speciale 30 anni Lit
SPECIALE ELEZIONI VERONA

BLOG DEL

CANDIDATO SINDACO

DI ALTERNATIVA COMUNISTA

A VERONA 

"IO STO CON IBRAHIMA"

GIOVANI DI ALTERNATIVA
VENEZIA :IN CITTA' URGE UNA RISPOSTA FORTE PDF Stampa E-mail
martedì 21 ottobre 2008

IN CITTA’ URGE UNA RISPOSTA FORTE

l’opposizione operaia e popolare alla giunta Cacciari

 

Nell’ambito della crisi economica e finanziaria che investe l’area continentale, la dimensione della territorialità veneziana non presenta eccezioni di rilievo.

La ricerca di nuovo plusvalore spinge ingenti flussi di capitali a delocalizzare intere filiere produttive verso le cosiddette periferie del mondo e a ricercare nella zona altre forme di profitto attraverso il nuovo business commerciale, logistico, fieristico ed espositivo.

 

A Venezia questo comporta un ridisegno completo del territorio a scapito di settori un tempo ritenuti trainanti per un’economia di scala dai riflessi internazionali (chimico, siderurgico e metalmeccanico in primis).

Solvay, Dow Chemical, Montefibre, Ineos, Nuova Sirma, Nuova Pansac, Sindyal etc. sono solo la punta di un iceberg al cospetto di aziende che denunciano situazioni di crisi, chiusure e centinaia di licenziamenti.

Un’intera cintura industriale, quotidianamente, lancia allarmi occupazionali tremendi e tutto questo avviene mentre in città si avviano svendite di palazzi pubblici, privatizzazioni di musei, chiusure di ospedali e indebitamenti ventennali (pontili ACTV del Lido), allo scopo di gestire al meglio l’uso spregiudicato di un turismo senza alcuna solida prospettiva di crescita e qualità occupazionali.

Aeroporti ormai completamente privatizzati, ponti inutili costati milioni di euro, parcheggi in continua costruzione, darsene per nuovi ricchi, isole in vendita e vasti ulteriori programmi di concessioni pubblicitarie legate al nome della città offrono un quadro alquanto desolante.

Venezia è ormai un territorio alla mercé di speculatori, affaristi ed imprenditori senza scrupoli (Cacciari intende persino quotare in borsa Veritas, cioè l’acqua).

Un territorio in cui il tasso di urbanizzazione scende sempre più ed in cui, a causa del cosiddetto processo di “museizzazione” della città, viverci risulta quasi impossibile.

Sullo sfondo di tutto questo appare il  progetto della sublagunare, tanto caro a chi, massacrando ulteriormente la fragile morfologia lagunare (il MOSE insegna), guadagnerà miliardi di euro in nome di una “modernizzazione” del sistema dei trasporti locali.

Funzionale al già menzionato sfruttamento selvaggio della domanda turistica si aggiunge il piano di ricevimento delle grandi navi in tutto il comprensorio portuale veneziano, causa e conseguenza di degrado politico, sociale ed economico di tutto il bacino produttivo regionale.

Di fronte a questo scenario non basta costruire future coalizioni politiche a tinte variopinte, ma sempre padronali, ma organizzare al meglio un vasto fronte di lotta che combatta chi amministra la città al solo scopo di difendere gli interessi delle classi e del potere dominanti.

Urge una risposta forte di opposizione che crei indipendenza di progettualità, ponga come priorità la difesa ed il controllo operaio di tutti i siti produttivi e blocchi tutte le operazioni speculative presenti in città, a cominciare dallo smantellamento di Porto Marghera e dalla svendita delle aree pubbliche. Le giunte sia di centrodestra che di centrosinistra d’altronde rispondono, sul piano locale, sempre agli interessi di un pugno di albergatori, ristoratori e commercianti. Sul piano nazionale, poi, a quegli stessi nomi che affacciandosi con enormi teloni pubblicitari sui più bei palazzi della città offrono oscenità incomparabili presentandosi, addirittura, come “nuovi salvatori del mondo” in riferimento a restauri e lavori vari un tempo addebitabili ad un forte ed incisivo ruolo pubblico.

 
Articoli correlati
settembre 2011
 
 
seminario 1
 
Sottoscrizione

 Sostieni Alternativa Comunista

donando (in modo sicuro)

anche pochi euro

per aiutarci a costruire l'organizzazione

che serve per un'alternativa di società

paypall


 

Ultimi articoli
NEWS Progetto Comunista n35
  progetto comunista 35
CREMONA 25 APRILE

GRIGLIATA E MUSICA

IN CASCINA

25 aprile cremona  

TROTSKY IN LIBRERIA

 PROGRAMMA DI TRANSIZIONE

Grazie a una coedizione Massari Editore

e Progetto comunista 

programma di transizione

CONGRESSO PDAC 2010

clicca qui per leggere

 

foto congresso primo piano

 

Abbonati subito a Progetto Comunista

 
abbonamento progetto 1


Sito realizzato con Joomla CMS realizzato sotto licenza GNU/GPL. Amministrazione. Sito in versione Alfa.