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di Leonardo Spinedi Sono passati circa sei mesi dall'approvazione, da parte della giunta comunale capitolina guidata da Veltroni, dei cosiddetti "Programmi di Recupero Urbano", e la sorprendente solerzia con cui stanno iniziando i lavori è espressione di una volontà precisa: chiudere il prima possibile la partita senza lasciar spazio alle proteste della cittadinanza locale.
Nella vecchia serie di "Progetto Comunista" abbiamo già scritto un articolo circa la natura di questo provvedimento legislativo, introdotto dall'articolo 11 del decreto legge n°493 del 1993 come stanziamento di fondi statali da destinarsi al risanamento di alcune periferie romane (edilizia pubblica, recupero di aree verdi ecc...). Dietro questa maschera "progressista" si cela in realtà un provvedimento volto a legalizzare (ed anzi, a favorire) ogni sorta di speculazione edilizia, come la costruzione di centri sportivi privati, svincoli stradali e nella migliore delle ipotesi qualche abitazione da affittare successivamente a peso d'oro, per la gioia dei palazzinari e dei burocrati locali ed a scapito della cittadinanza. Nel caso del quartiere di Fidene il P.R.U. locale prevede edificazioni per un totale di 642.000 metri cubi di cemento persino sull'enorme e splendida area verde del Parco delle Betulle, sottoposta a vincolo ambientale e vincolo archeologico; un vero e proprio scempio compiuto con il tacito benestare della sinistra ed in particolare del Prc, legato a doppio filo al centrosinistra- e dunque alle sue politiche liberali ed antipopolari- in maggioranza sia al Comune che al Municipio. Si tratta dunque dell' ennesima conferma che il segno di classe del centrosinistra a livello locale è il medesimo di quello su scala nazionale: dalla parte dei poteri forti, contro i movimenti di lotta. E' precisamente al fianco di questi movimenti (in particolare del Comitato di difesa del Parco delle Betulle) che come Progetto Comunista-Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori siamo impegnati da diverso tempo in mobilitazioni, assemblee, volantinaggi ed iniziative riguardanti questa specifica vertenza, tra cui la stesura di un P.R.U. totalmente alternativo da sottoporre all'attenzione della cittadinanza come piattaforma rivendicativa sulla base della quale costruire la mobilitazione, fuori e contro ogni logica concertativa nei confronti delle istituzioni, consapevoli che solo una lotta portata avanti con determinazione, coerenza e radicalità può strappare anche conquiste parziali. Su queste basi riteniamo non solo che la lotta contro il P.R.U. sia lontana dall'esser conclusa, ma anche che la sua prospettiva sia strettamente legata a quella della costruzione dell'opposizione di classe al centrosinistra e alle sue politiche, al IV Municipio come in ogni realtà locale e, domani, nazionale.
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