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Guerra all’imperialismo, pace per i popoli del Medio Oriente!
Le malefatte
dell’imperialismo Usa in Turchia ed in Kurdistan
Ozgur Altun*
L’esercito turco ha eseguito una
serie di durissimi attacchi aerei contro le basi del Pkk (partito dei
lavoratori del Kurdistan, fuorilegge) situate nel nord Iraq. Il conflitto tra
l’esercito turco ed i guerriglieri dura da circa trenta anni. Nel 1984 il Pkk
dichiarò lo stato di guerriglia contro la Turchia per la liberazione del Kurdistan.
Ad ora sono morte circa 30.000
persone, curdi soprattutto; dopo essere stato catturato e condannato alla pena
di morte Abdullah Ocalan, leader e fondatore del Pkk ex stalinista ed ora
partito nazionalista, dichiarò il cessate il fuoco. Durante questa tregua i
guerriglieri curdi occuparono il nord dell’Iraq attendendo gli sviluppi di una
possibile pace, ma il governo turco non fece niente per risolvere il problema.
Fino agli inizi degli anni
novanta il Pkk chiedeva l’indipendenza dalla Turchia ed il suo obiettivo era
l’edificazione di uno stato socialista. Dopo il crollo dell’Urss abbandonò il
programma socialista ed ora le richieste si limitano ai diritti culturali
(poter insegnare in curdo, avere una stampa curda, ecc…) e all’autonomia;
richieste che la Turchia
ignora puntualmente.
La
Turchia è
contraria al piano Usa di spartizione dell’Iraq
Quella dei curdi è una vasta
comunità che vive in quattro nazioni diverse a causa della spartizione fatta
dalle forze imperialiste dopo la disfatta dell’impero ottomano (avvenuta nel
1923). Il Pkk è stato fondato nel 1978 e, grazie alla guerriglia, ottenne un
grande consenso tra la popolazione curda; ora ha dei gruppi di militanti in
Iran, in Siria ed in Iraq. Dopo l’invasione dello Iraq, il Pkk ha ottenuto una
zona nella quale poter addestrare i guerriglieri e dove ormai vivono tremila
persone. Durante il cessate il fuoco, insieme ad altri partiti, chiese
l’amnistia per tutti i propri membri e simpatizzanti sia in Turchia sia
all’estero. Loro, in cambio, avrebbero deposto le armi ed avrebbero partecipato
alla vita politica turca da partito riconosciuto. Per questo Ocalan, dopo il
suo arresto, evidenziò l’importanza di raggiungere i diritti per i curdi
attraverso la “diplomazia” piuttosto che con la lotta armata. La forza militare
turca, per tutta risposta, si abbatté ancora più duramente sul Pkk. I media
turchi ed i partiti politici aumentarono il loro atteggiamento di rifiuto al
dialogo e cosi spinsero i guerriglieri a porre fine al cessate il fuoco: la
guerra iniziò nuovamente.
Un altro elemento da considerare
per capire la questione curda è l’ascesa al potere di Barzani (leader del Kdp –
Partito democratico del Kurdistan) e Talabani (leader dell’Upk, il partito
nazionalista curdo). Grazie al loro collaborazionismo con l’imperialismo
americano hanno assunto importanti ruoli in Iraq divenendo rispettivamente capo
del Governo Autonomo Curdo (ovvero il governo fantoccio del nord Iraq) e
presidente dell’Iraq.
I leader del Pkk provarono ad
ottenere dei vantaggi dal crescente potere curdo in Iraq: ad esempio il Pejak,
organizzazione iraniana del Pkk, attaccò delle truppe iraniane e chiese armi
agli Stati Uniti per intensificare gli attacchi. Dall’invasione in Iraq ad ora,
il Pkk non ha organizzato nessuna azione contro l’imperialismo. I loro leader
hanno più volte teorizzato l’uso della diplomazia con l’imperialismo per la
liberazione nazionale e, in conseguenza di questo, gli Stati Uniti non hanno
permesso alla Turchia di attaccare il Pkk sui confini irakeni per molto tempo.
Tuttavia il 5 novembre Erdogan, primo ministro turco, andò negli Usa per
incontrare Bush che ha concesso il permesso di attaccare il monte Kandil,
roccaforte del Pkk. La Turchia,
infatti, non appoggia Barzani in nord Iraq e rifiuta il piano statunitense di
divisione in tre parti dell’Iraq con la nascita di un Kurdistan libero. Cosi, dopo
il meeting di novembre, Bush ed Erdogan presero nuove disposizioni sul Pkk, i
curdi e Barzani. Gli Usa decisero di supportare la Turchia contro la
guerriglia curda.
In Turchia c’è un partito
politico curdo legale, il Dtp (partito della società democratica) che ha
ventiquattro parlamentari nell’assemblea nazionale e molti sindaci in città
curde, soprattutto nella regione di Diyarbakir (sud-est della Turchia). Il
piano concordato tra Turchia e Usa è quello della liquidazione del Pkk come
forza di resistenza e l’asse principale consiste nel forzare i curdi a seguire Barzani
che, infatti, sta guadagnando molti consensi tra i curdi che vivono in Turchia.
L’imperialismo vuole avere il Pkk sotto controllo ed usare la sua guerriglia
contro l’Iran.
Che fare?
I curdi sono uno dei popoli più
oppressi dell’Asia centrale e dalla nascita della stato Turco i loro diritti
sono stati sempre ignorati. Molte volte i curdi si sono ribellati, ma l’esercito
è sempre riuscito a reprimere le rivolte, costringendo all’esilio numerose
famiglie. Di nuovo oggi si sta compiendo una campagna nazionalista contro il
movimento curdo e la sua organizzazione. In questa situazione la principale
strategia del Devrim Isci, sezione turca della Lit-ci, è quella di denunciare
l’oppressione dei curdi e le politiche imperialiste degli Stati Uniti. La
nostra battaglia prioritaria è quella contro il nazionalismo turco e le sue
derive fasciste. Rispettiamo il diritto d’autodeterminazione del popolo curdo,
ma insistiamo anche nel dire che nessuna liberazione è possibile in
collaborazione con l’imperialismo; chiamiamo la dirigenza curda a rompere con
l’imperialismo abbandonando ogni illusione “diplomatica” alla fine
dell’oppressione. Il nostro obiettivo politico è quello di costruire una classe
lavoratrice internazionalista ed unire le battaglie dei popoli di tutta l’Asia
centrale contro il suo sfruttatore: l’imperialismo. (traduzione di Luigi
Dellisanti)
*dirigente della
sezione turca della Lit
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