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Lotte e mobilitazioni PDF Stampa E-mail
domenica 25 maggio 2008

Lotte e mobilitazioni

 

a cura di Michele Rizzi

 

Gaza

Inizio anno all’insegna della ripresa delle azioni terroristiche dell’esercito israeliano contro i palestinesi. Infatti, sono già una decina gli assassini effettuati da unità scelte, carri armati ed elicotteri dell’esercito israeliano nella zona di Khan Younis, a sud di Gaza. A Nablus, invece, nei territori occupati della West Bank, è stato attaccato il centro storico con centinaia di feriti. In altre località della Cisgiordania sono stati rapiti altri ventisette militanti palestinesi, nonostante il servilismo del Presidente Abu Mazhen.

 

Cusano Milanino (MI)

Mobilitazione operaia anche alla Comedil, società del gruppo statunitense Terex che si occupa della produzione di gru per cantieri. Una sessantina di operai sono in sciopero per il licenziamento di 5 lavoratori interinali, assunti e poi scaricati per far fronte all’esaurimento delle commesse.

 

Torino

Dalle Rsu/Rsa della Comdata Spa, società che ha acquisito il ramo di Vodafone Spa e 914 lavoratori delle sedi di Torino, Ivrea, Scarmagno, Asti, La Spezia e Olbia, ci viene segnalata la rottura della trattativa che avrebbe previsto la distribuzione di parte degli utili ai lavoratori, i passaggi inquadramentali e i buoni pasto per il lavoratori. La direzione aziendale, che al momento dell’acquisizione del ramo Vodafone aveva offerto “rassicurazioni” alle rappresentanze dei lavoratori su questi minimi diritti, adesso fa marcia indietro, ritenendo queste "richieste onerose" e facendo intendere che "non c'è torta da dividere". Comdata e l'Unione Industriali di Torino, dichiarando di non avere intenzione di "trattare con le Rsu", hanno chiuso il dialogo con la delegazione sindacale, rinnegandone la loro rappresentatività. I lavoratori, costretti a vivere con 900 euro al mese, sono in stato di agitazione. Altro bell’esempio di cessione di ramo d’azienda. Chi ci rimette è sempre il lavoratore.

 

Pomigliano d’Arco (NA)

Ennesimo licenziamento politico alla Fiat Alfa Romeo, dove la scure di Marchionne questa volta si abbatte su Vittorio Granillo, noto attivista sindacale partenopeo dello Slai Cobas, a cui va tutta la solidarietà del Partito di Alternativa comunista. Infatti, con un telegramma di messa in mobilità forzata, inviato alla fine del 31 dicembre, la direzione cacciava brutalmente l’esponente sindacale. Il tutto si lega alla repressione aziendale degli ultimi mesi già nota per aver colpito altri attivisti sindacali della Fiat di Melfi e di Mirafiori.

 

Napoli

Altri licenziamenti a Napoli per “cessazione della produzione”, questa volta alla Kss di Arzano che coinvolge un centinaio di operai che, mentre si recavano al lavoro, hanno trovato un presidio di forze dell'ordine ai cancelli dell’azienda ed un grande cartello con la scritta “chiuso per cessazione della produzione”. Qui si producevano cinture di sicurezza per la Fiat auto e l'Alfa Romeo. Pare, come afferma un comunicato stampa dello Slai Cobas di Napoli, che “la chiusura dell'azienda sia una delle conseguenze del piano Marchionne che prevede per il 2008 un calo della produzione di auto di oltre il 30 per cento, con conseguenze su tutto l'indotto e le terziarizzate. Questi licenziamenti si aggiungono ai 94 interinali che hanno già perso il loro posto di lavoro”.

 

Palermo

In un clima di forte speculazione edilizia in quel di Palermo, continua l'occupazione di Palazzo La Rosa, immobile ristrutturato dal comune con un una spesa di ben 692 mila euro e rimasto da sempre inutilizzato. Il Comitato di lotta per la casa 12 luglio l’ha occupato, dopo 14 giorni di assemblea permanente a Palazzo delle Aquile da parte di 34 famiglie. Il quartiere dove è ubicato il palazzo comunale è il Kalsa, quartiere che la speculazione vuole trasformare in una "vetrina", cacciando i residenti storici e facendo affari d’oro. Contro la politica degli sfratti, il Comitato “rivendica la riappropriazione di tutti quegli stabili già esistenti in città, di proprietà comunale o statale, compresi quelli confiscati alla mafia e il recupero del centro storico a scopo abitativo da destinare agli abitanti più poveri del quartiere”.

 
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