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Aumentano le diserzioni nell’esercito Usa
Intervista a
Russell Hoitt, disertore americano
a cura di Riccardo Bocchese
Per capire
il fenomeno della diserzione tra i soldati americani occorre conoscere il
significato di questa sigla: Awol (Absent without leave), ossia allontanatosi
senza permesso dal proprio reparto. Dopo 30 giorni Awol un soldato diventa
tecnicamente disertore, anche se alcuni ritornano al proprio reparto e le
autorità militari spesso non dichiarano un soldato disertore dopo 30 giorni Awol,
perchè vogliono abbassare le cifre riguardo al numero reale dei disertori.
Russell si è allontanato dall’esercito nell’Aprile 2007.
Ad oggi sappiamo di almeno sei militari
dell’esercito Usa che hanno disertato dalla Caserma Ederle. Tu sei uno di loro.
Puoi dirci quali erano i tuoi compiti e come è nata la tua decisione?
Mi chiamo
Russell Hoitt e ho 24 anni. Ero un soldato di fanteria di stanza alla Caserma
Ederle. Ho lavorato come fuciliere, artigliere e operatore radio. Parlando con
altri soldati e informandomi su internet sono venuto a conoscenza che gli Usa
non sono onorevoli durante la guerra come cercano di far emergere tramite i
media e i reclutatori. Infatti ho appreso che crimini di guerra sono stati
commessi regolarmente dalle forze statunitensi. Ho anche cominciato a capire
che gli Usa si trovano in Iraq e Afghanistan per estendere la loro potenza
militare verso est, e non per ragioni sentimentali come la fine del terrorismo
o la rimozione delle armi di distruzione di massa o la liberazione di un popolo
oppresso. Mi sono arruolato per liberare l’Iraq e l’Afghanistan da regimi
oppressivi e per fermare il terrorismo, non per espandere un impero attraverso
ostili prese di potere di altri paesi.
Alcuni disertori sono in prigione. Altri come te
sono liberi perfino di entrare ancora alla Ederle. Come è possibile?
Ci sono
diversi motivi. E’ più economico [per l’esercito] che si venga semplicemente
congedati. Con le migliaia di disertori, è impensabile che si possano coprire
le spese per il trasporto, il processo e la detenzione di tutti loro. Queste
cose non ci vengono dette dai superiori. Le prigioni militari sarebbero piene
di persone che non appoggiano la guerra. La maggior parte dei detenuti vengono
riabilitati e rimarranno nell’esercito. Gli ufficiali non vogliono che i
soldati facenti parte del movimento contro la guerra persuadano gli altri
detenuti a lasciare l’esercito definitivamente. Sarebbe anche cattiva
pubblicità per lo sforzo bellico statunitense se i media facessero sapere che
6.000 persone sono state imprigionate per diserzione.
Tra i soldati si viene a sapere delle diserzioni
all’interno dell’esercito o vengono trattate come eventi isolati di cui non si
deve parlare? Sei a conoscenza del fatto che all’interno delle forze armate
statunitensi si sta sviluppando una resistenza?
I soldati
pensano che la diserzione sia rara. Quelli che disertano vengono chiamati
codardi o deboli dai sostenitori della guerra, anche se sono andati più di una
volta in Iraq e Afghanistan. Non se ne parla. Il massimo che si può sentire, è:
“Tizio e Caio hanno disertato”. Sono consapevole del fatto che molti soldati
stanno disertando e venendo a conoscenza dei loro diritti legali riguardo
all’abbandono dell’esercito. Sono addirittura di più i soldati che vorrebbero
disertare ma sentono di non potere di quelli che già hanno compiuto questo
passo. I generali fanno tutto quello che potevano per aumentare e mantenere il
numero delle truppe. Inaspriscono il loro controllo sui soldati e i soldati
reagiscono. Incolpano i disertori del loro abbandono. Non riconoscono la loro
responsabilità per la diserzione dei soldati. Fino a che gli Stati Uniti non
cambieranno le loro politiche di guerra e il modo in cui cerca di controllare
le proprie truppe, la resistenza continuerà a crescere.
Pessimi stipendi e mancanza di cure sanitarie
per milioni di lavoratori. Quanto contribuiscono questi fattori
all’arruolamento di molti ragazzi nell’esercito?
Questa è
una buona domanda. Molte persone si arruolano nelle forze armate perché sentono
che non hanno nessun’altra possibilità. E’ impossibile avere un lavoro normale
e mantenersi da soli, non parliamo poi di riuscire a mandare avanti una
famiglia. Se ti arruoli nell’esercito non devi più batterti finanziariamente.
L’alloggio e le spese per l’assistenza sanitaria sono completamente coperte.
Ricevi più soldi se hai un coniuge e dei bambini. Anche l’università
rappresenta un fattore importante. Frequentare un’università decente negli
Stati Uniti costa decine di migliaia di dollari. I reclutatori dicono che
l’esercito coprirà quei costi. Senza un appoggio finanziario, molte persone non
sarebbero mai in grado di frequentare il college senza contrarre debiti enormi.
Com’è l’impatto tra le promesse dell’esercito e
la realtà della guerra?
I soldati
vengono glorificati dalla stampa e dai media negli Stati Uniti. Bush dichiara
ai giornali che le truppe sono in Afghanistan e in Iraq per fermare il
terrorismo. Poi c’è la dura realtà di ciò che succede in Iraq e Afghanistan.
Gli arresti senza senso, le botte, gli assassini ed anche peggio; su questo
dovrebbe essere sensibilizzata l’opinione pubblica. Il terrorismo non può
essere fermato commettendo atti di terrorismo. Non c’è da sorprendersi che ci
siano tanti “insorti” che attaccano i soldati americani, cercando di spingerli
fuori dal loro paese. La realtà della guerra è questa: è uno strumento usato
dai ricchi per fare in modo che i poveri permettano loro di conquistare ancora
più potere. Non è certo quel glorioso mezzo di liberazione di cui si vuol far
credere.
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